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Green Pass, Green Pass rafforzato, e economia. Una scelta logica o un’imminente stupidaggine?

 

Ci sono momenti in cui anche una “Finestra rotta” andrebbe bene per far ripartire l’economia stagnante, soprattutto provenendo da una crisi esterna fortissima come quella causata dal mix del Covid e della crisi energetica. Questo a significare che ci sono occasioni in cui bisognerebbe spingere i consumi e la fiducia dei cittadini nel futuro. Del resto le vendite al dettaglio in Italia stanno segnando il passo

Balliamo oramai attorno allo zero, e vale a poco vantarsi dell’ oltre 3%  di crescita del PIL conseguito nella prima parte dell’anno, quando nell’ultimo trimestre questa crescita potrebbe essere facilmente cancellata e, comunque rimaniamo abbondantemente al di sotto del livello del 2019. La grande crescita vantata c’è solo nella propaganda di regime.

Ora in governo Brunetta-Speranza ha deciso di “Emmerder”, per dirla alla Macron, i cittadini italiani che non desiderano vaccinarsi, e lo ha fatto con la promessa di sanzioni, di cui parleremo alla fine, e con una serie di misure volte a limitare la loro vita.

Ora si valuta che le persone vaccinate siano circa 44 milioni (vaccinazione completa, che,  con il passare dei mesi, diventerà comunque non più  valida ai fini del green pass). Abbiamo quindi un 75% di persone vaccinate e un 25% di persone che non lo sono.

Quindi facciamo due conti:

  • da questo weekend i ristoratori, baristi etc, hanno perso il 25% del giro d’affari;
  • Avendo avuto, per motivi di lavoro, esperienza diretta della nuova aria che tira nei locali pubblici, la mia impressione è che o i non vaccinati sono più del 25% oppure il fatto di dover tirare fuori carte e telefoni e farli esaminare per un caffè veloce ha scoraggiato gli avventori;
  • allo stesso modo privi di green pass “Hardcore” non spenderanno più in palestre, piscine etc, neanche con il tampone.  Non solo, ma, non potendo frequentare sale giochi e scommesse, guariranno in modo istantaneo dalle ludopatia. Soldi risparmiati, in un momento in cui per l’economia, sarebbe stato meglio invitare a spenderli. Ah, Brunetta insegna economia, pare…
  • Dal 20 gennaio scatta l’obbligo del green pass semplice per negozi , parrucchieri e centri estetici. Quindi chi ne è sprovvisto farà una spesa programmata e periodica, o consegna a domicilio. Questo porterà, per questa fascia di consumatori, alla riduzione dei consumi e alla cancellazione dei cosiddetti “Acquisti ad impulso”;
  • man mano che queste misure non condurranno ad una limitazione dei contagi perfino coloro che sono dotati di pass vaccinale diraderanno acquisti e occasioni sociali.

Si prepara quindi una contrazione dei consumi e delle vendita al dettaglio che inizierà a farsi sentire nel quarto trimestre 2021 per poi esprimersi completamente nel primo trimestre 2022. L’entità verrà a dipendere da quella che era la propensione all’acquisto dei cittadini che  non si vogliono vaccinare, ma anche dal grado di timore diffuso dal governo Brunetta – Speranza. Dobbiamo poi considerare alcuni fattori di amplificazione:

– prima di tutto i pass vaccinali sono soggetti a una decadenza programmata che obbliga al loro rinnovo, che non è detto avvenga. Siamo sicuri che tutti i vaccinati seconda dose faranno il booster?

– quindi l’aumento straordinario delle spese energetiche porterà ad una ulteriore compressione generale delle spese non energetiche in generale e voluttuarie in particolare. Quest’opposto verrà a pesare su quei settori già colpiti dal Green pass.

Quindi il governo tecnicamente preparato viene a condurre una politica di austerità forzata basata sul Green Pass. Quale ne sarà l’effetto lo vedremo da qui a marzo, ma, sicuramente, non sarà piacevole. Però alla fine, al governo Brunetta – Speranza, che gliene importa delle piccole aziende italiane?

 

 


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