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Gli USA scoprono un network russo-iraniano per il contrabbando del petrolio sanzionato

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Washington ha imposto sanzioni a una rete di contrabbando di petrolio guidata da personaggi legati alle Guardie rivoluzionarie iraniane e presumibilmente sostenuti dal governo russo.

Oggi gli Stati Uniti sanzionano una rete internazionale di contrabbando di petrolio e di riciclaggio di denaro usata per generare entrate per l’Iran. Chiunque acquisti petrolio dall’Iran rischia di incorrere in sanzioni statunitensi“, ha twittato mercoledì il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.

Tra i sanzionati ci sono membri attuali ed ex delle Guardie rivoluzionarie iraniane Quds, oltre a società cinesi e a un ex diplomatico afghano. Per quanto riguarda la Russia, le sanzioni riguardano la RPP LLC, che secondo il Dipartimento del Tesoro è la società utilizzata per contribuire al riciclaggio di milioni di dollari per la Forza Quds. È accusata anche la Zamanoil DMCC, con sede negli Emirati Arabi Uniti, che secondo il Dipartimento del Tesoro collabora con il Cremlino e Rosneft per spedire petrolio iraniano a società in Europa.

La rete avrebbe generato centinaia di milioni di dollari per la Forza Quds e Hezbollah, attraverso la vendita e il contrabbando di petrolio sottoposto a sanzioni.

Questa rete di contrabbando di petrolio, guidata dall’ufficiale dell’IRGC-QF Behnam Shahriyari, designato dagli Stati Uniti, e dall’ex ufficiale dell’IRGC-QF Rostam Ghasemi, e sostenuta da alti livelli del governo della Federazione Russa e da organi economici statali, ha agito come elemento critico per la generazione di entrate petrolifere da parte dell’Iran e per il suo sostegno a gruppi militanti per procura che continuano a perpetuare conflitti e sofferenze in tutta la regione“, si legge in un comunicato del Dipartimento del Tesoro.

Le sanzioni arrivano mentre gli Stati Uniti si scontrano con il muro dei colloqui sul nucleare iraniano e con il ritorno alla piena attuazione del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA). Fino a quando non sarà raggiunto un accordo nucleare, la Casa Bianca afferma che le sanzioni sul commercio di petrolio iraniano saranno applicate rigorosamente. Eppure il petrolio iraniano sarebbe essenziale per compensare la scarsità in occidente causata dalle sanzioni, anche autoimposte, al petrolio russo.

Mercoledì, Robert Malley, inviato speciale per l’Iran, ha dichiarato alla Commissione Esteri del Senato che le possibilità di raggiungere un accordo con l’Iran sono “nella migliore delle ipotesi, tenui”. Ad ora il tema del superamento della definizione della IRCG, la guardia rivoluzionaria, come organizzazione terroristica è ancora centrale nella discussione diplomatica.

Proprio la settimana scorsa, la National Iranian Oil Co. ha affermato che il Paese potrebbe raddoppiare le sue esportazioni di greggio se le sanzioni fossero rimosse, ma la discussione sulle sanzioni è ancora lontana dall’essere conclusa. Sembra che proprio gli USA  stiano lavorando per mantenere una scarsità nella disponibilità di petrolio mondiale.

 

 


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