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Gli Statuti della Bank of England (di Valerio Franceschini)

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Lo statuto iniziale fu siglato nel 1694, e sebbene siano state introdotte numerose novità nei successivi, molte furono le caratteristiche fondamentali del primo statuto che restarono costanti per il successivo secolo e mezzo.

Come detto, la Banca finanziò il governo per 1.200.000 £, in cambio di una rendita pari a 100.000,00 £ annue per interessi.

L’atto costitutivo originario non concesse alla banca la posizione privilegiata di banchiere del governo come sarebbe accaduto più tardi, con gli atti costitutivi successivi di rinnovamento, né concesse alla Banca di essere l’istituto legale di offerta di moneta.

La caratteristica fondamentale contenuta nel primo atto costitutivo fu quella di raccolta di capitali per sostenere le spese belliche contro la Francia, in cambio dei quali il governo prometteva una rendita annuale sotto forma di interessi.

Aspetti fondamentali dei contratti di prestito erano comunque di maggior favore per il Governo. Il prestito, per esempio, non era esigibile.

La Banca non avrebbe potuto richiedere la restituzione anticipata.

Di converso, al Governo era riconosciuto il diritto opzionale di pagare in anticipo quanto preso a prestito e dissolvere la Banca, con il preavviso di un anno, e in qualsiasi momento a partire dall’undicesimo anno di vita dell’atto costitutivo.

Gli atti costitutivi successivi seguirono lo stesso schema generale.

Nel 1695, il Parlamento deliberò l’atto costitutivo di una banca “rivale”, la Land Bank, la quale non riuscì a costituirsi causa il fallimento nella raccolta dei capitali necessari che avrebbero dovuto essere imprestati al Governo.

La sfida di Land Bank motivò la BoE a chiedere un privilegio di esclusiva nel charter successivo, quello del 1697.

Nel 1708, durante la guerra di Successione spagnola, in cambio di un nuovo prestito, la BoE ottenne una forma di protezione dall’altrui competizione: furono proibite dalla legge associazioni impegnate in business di natura bancaria che contassero più di sei individui.

L’atto del 1708 conferì alla banca il monopolio di società di emissione: “the intention was to give the Bank of England a monopoly of joint-stock banking, and had any other institution of more than six partners attempted to carry on a banking business in England . . it would have suppressed’’.

Il primo atto istitutivo (1694) e i successivi due (1697- 1708) definivano il contratto iniziale: il governo avrebbe usato la sua autorità per imporre mezzi restrittivi della concorrenza in favore della Banca, la quale in cambio avrebbe garantito prestiti permanenti e supporto finanziario.

I successivi sarebbe stati scritti in base alle circostanze, dato che un iniziale contratto permanente non sarebbe stato in grado di prevedere il contesto futuro, né prevenire eventuali comportamenti opportunistici dell’una o dell’altra parte. il processo di rinegoziazione avrebbe permesso al governo e alla Banca di adeguarsi ai cambiamenti economici e politici.

Ogni statuto conteneva una clausola in base alla quale le parti avrebbero potuto rinegoziare l’accordo iniziale rispetto alle mutate condizioni di contesto e permettere sanzioni in caso di fenomeni di opportunismo.

In breve, la Banca non fu concepita come istituzione permanente per ovviare ai problemi di incompletezza contrattuale.

L’esistenza della banca venne concepita come una serie di accordi, rinegoziati ad intervalli regolari, per gestire due tipi di incertezze: cambiamenti imprevisti nella politica fiscale e incertezza circa la futura distribuzione degli utili tra le parti.

Per ciò che concerne i cambiamenti nella politica fiscale, le future esigenze finanziarie del governo sarebbero state un complessa combinazione di probabilità tra la guerra, la propria capacità di credito, l’accesso ad altre forme di credito (rendite, lotterie, e vari prestiti a breve) e la sua capacità di gestire spese ed entrate per contingenze impreviste.

Di fronte a tale persistente incertezza finanziaria,il governo restava titolare del diritto di sciogliere la Banca. Come detto, vi era, da contratto, il diritto per il Governo, ripagando il suo debito permanente con la Banca, di sciogliere la società con un anno di preavviso.

Questo era per il Governo uno strumento di leva, in quanto la minaccia di scioglimento avrebbe potuto essere usato per ottenere ulteriore assistenza finanziaria.

Il governo avrebbe potuto usare la minaccia di rinegoziare i termini del debito esistente per ottenere nuovi prestiti dalla Banca o per facilitare il consolidamento di altri finanziamenti in essere (a breve e lungo termine)innestando questi ulteriori prestiti al debito dovuto alla Banca. In generale,si trattava di una minaccia per mezzo della quale il buon comportamento della società avrebbe potuto essere assicurato.

Mentre il contratto di prestito era asimmetrico, nel senso che il Governo aveva mantenuto potere decisionale sulla continuazione della Bank of England, anche la Banca derivò vantaggi dalla rinegoziazione dei suoi statuti. Ancora più importante, la dipendenza del governo dalla Banca ha consentito di proteggere il suo monopolio di fronte a nuovi concorrenti la cui esistenza non era stata prevista alla sua fondazione. In questo senso è esemplificativo il caso del Credito Fondiario (Land Bank).

Lo statuto del 1694 non conteneva alcuna limitazione sul diritto di istituzione, da parte del Parlamento, di banche concorrenti. Ma quando il Parlamento agisce opportunisticamente istituendo il Credito Fondiario nel 1695, la Banca d’Inghilterra richiese, nello statuto di rinegoziazione del 1697, che gli fosse riconosciuto, da parte del Governo, il monopolio legale.

Allo stesso modo, quando la Banca si rese conto che il suo statuto non impediva l’aumento di personalità giuridiche (private) concorrenti della banca, si assicurò una nuova clausola nel recharter del 1708 la quale stabiliva che nessuna impresa costituita da più di sei persone avrebbe potrebbero emettere fatture o banconote in Inghilterra.

Coevi dibattiti parlamentari suggeriscono che il governo e la Banca avessero compreso il valore di questa flessibilità. Nel 1781, ad esempio, cinque anni prima della data di opzione, il primo ministro Lord North aveva auspicato il passaggio di un nuovo Statuto che avrebbe assicurato al governo un prestito di £ 2.000.000 al 3%, in cambio di estendere tutti i privilegi della Banca privilegi sino al 1812.

Il Primo Ministro North chiarì che l’affare avrebbe potuto alleviare l’onere finanziario della guerra americana. L’intero ammontare del prestito sarebbe stato utilizzato per pagare il costoso debito della marina che ”era appeso come una macina da mulino sul collo del credito pubblico”.

Per alcuni membri del parlamento, l’utilizzo di prestiti della Banca era secondario rispetto alla distribuzione degli utili tra il governo e la Banca, e i recharters si dimostrarono essere le opportunità di ridistribuirli.

Nei dibattiti sulla distribuzione dei benefici tra il governo e la Banca, Il Parlamento ha lottato con il problema della stima del valore attuale dello statuto della Banca. Nel 1781, diversi membri, tra cui Savile, sostennero che tutti i profitti della banca erano attribuibili al suo statuto.

Altri, come North, Jenkinson e Ewer (Governatore della Banca), sostenevano che una parte dei profitti le derivavano dalla sua reputazione, dal capitale e dalla competenza della squadra dei dirigenti. Chiaramente, alcuni di questi fattori erono endogeni allo statuto, come alcuni membri hanno sottolineato.

David Ricardo era di questo parere. In un dibattito sul rinnovo dello statuto del 1800, Ricardo si proclamò del tutto contrario al rinnovo dello statuto, perché era convinto che ”ogni centesimo fatto dalla Banca sarebbe dovuto appartenere al pubblico” (Hansard’s Parliamentary Debates, 1822).

Lo statuto del 1844 istituisce, all’art. 1, un Dipartimento separato per l’emissione di cambiali e di banconote, il cosiddetto “Dipartimento di emissione della Banca d’Inghilterra,” il quale resta completamente distinto rispetto da quello di attività bancaria generale.

All’art 10, è stabilito che ” nessuna persona che non sia un banchiere che al sesto giorno di maggio 1844, la quale sia stata legittimamente incaricata di fare o emettere biglietti di banca in qualsiasi parte del Regno Unito, può emettere banconote”, l’art 11 stabilisce forti restrizioni contro l’emissione di banconote:

… Non è lecito ad un banchiere per disegnare, accettare, fare o emettere ogni polizza di nota scambio o cambiali o impegno per il pagamento di denaro per pagare al portatore su richiesta, o di prendere in prestito, devono, o prendere, in Inghilterra o Galles, le somme o somma di soldi sulle fatture o note di banchiere come al portatore su richiesta”.

Lo statuto del 1946 fu “An Act to bring the capital stock of the Bank of England into public ownership and bring the Bank under public control, to make provision with respect to the relations between the Treasury, the Bank of England and other banks and for purposes connected with the matters aforesaid.”

La Banca, con questo statuto, viene nazionalizzata.

Valerio Franceschini

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