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Germania: la Fintech Solaris non riesce a trovare i capitali per concludere il proprio business

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La lotta della start-up tedesca Solaris per raccogliere fondi sembra essere il nuovo romanzo della fintech europea, una storia intricata con tutti gli ingredienti di un dramma finanziario, e non è la prima fintech tedesca ad avere dei problemi nello svolgere la propria funzione istituzionale (ogni riferimento a Wirecard è puramente casuale). In questo caso però siamo di fronte a una realtà che ha fatto il passo più lungo della gamba.

Tutto è cominciato quando l’associazione automobilistica ADAC, con sede a Monaco, ha contattato potenziali nuovi partner di carte di credito. La ragione? Solaris, una società di banking-as-a-service con sede a Berlino, stava impiegando più tempo del previsto per assicurarsi i tanto desiderati 100 milioni di euro di finanziamenti per realizzare un ambizioso progetto di carte di credito. Ecco il primo atto del nostro dramma finanziario.

Un po’ di retroscena: l’anno precedente, Solaris aveva siglato un contratto da 10 anni per emettere carte di credito con il marchio ADAC, che conta ben 21 milioni di membri. Un buon colpo  per Solaris, che cercava di espandersi nel mondo fintech e ridurre l’esposizione dai clienti più piccoli. La società aveva grandi speranze che questo contratto potesse portare a un aumento significativo delle vendite annue, ma sembra che la realtà abbia preso una piega diversa.

Il secondo atto del nostro dramma vede gli investitori diventare più restii a finanziare le start-up fintech, complicando ulteriormente la situazione per Solaris. Anche altre aziende del settore, come Klarna, hanno sperimentato cali significativi nella valutazione a causa dell’aumento dei tassi di interesse. La strada si fa sempre più impervia.

Ma torniamo a Solaris: parte dei 100 milioni di euro richiesti era destinata a finanziare un pagamento anticipato all’ADAC, mentre il resto doveva soddisfare i requisiti patrimoniali regolamentari. Tutto sembra così complicato, e siamo solo nel secondo atto.

Nel terzo atto, abbiamo una sorpresa: la fintech si è assicurata 38 milioni di euro dagli investitori esistenti “per rafforzare la governance e la conformità”. Sembra che Solaris stia cercando di mettere a posto le cose e guadagnare la fiducia degli investitori.

Intanto, i colloqui tra Solaris e i suoi sostenitori esistenti, tra cui Visa e BBVA, per ottenere i 100 milioni di euro aggiuntivi stanno andando avanti, ma sono stati rallentati dalle avverse condizioni di mercato. Il nostro dramma finanziario è giunto a una fase cruciale.

Nel quarto atto, scopriamo che Solaris ha registrato perdite annuali di 56 milioni di euro per il 2022, rappresentando il 43% delle sue entrate. Non è esattamente un lieto fine, ma forse c’è ancora speranza.

La migrazione dei clienti di carte di credito dell’ADAC a Solaris è stata ritardata di sei mesi, ma sembra che la causa non sia il finanziamento bensì problemi tecnici con un fornitore di servizi esterno. Una piccola luce in fondo al tunnel.

E così, il nostro dramma finanziario continua con i negoziati in corso tra Solaris, l’ADAC e i potenziali partner. Tutto dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno, ma il lieto fine rimane incerto. Anzi, a questo punto sembra più probabile che i soci dell’ADAC avranno delle carte di credito diverse che

Questa è la storia di Solaris, una start-up fintech che lotta per raggiungere le stelle, ma che deve affrontare le sfide e le incertezze del mondo finanziario. Riuscirà a ottenere i finanziamenti necessari e a realizzare il suo ambizioso progetto o verrà travolta dallo spleen che avvolge le attività economiche tedesche in questo momento?


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