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Euro Area: l’inflazione alla produzione rallenta, vedremo gli effetti sul PIL

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I prezzi non potevano crescere in eterno come nei mesi scorsi, e quelli alla produzione stanno già rallentando sensibilmente L’inflazione dei prezzi alla produzione nell’area dell’euro ha subito un brusco rallentamento, scendendo al 30,8% su base annua nell’ottobre 2022, rispetto al 41,9% di settembre e al massimo storico del 43,4% di agosto, e attestandosi al di sotto delle aspettative del mercato, pari al 31,5%. Tuttavia, il dato ha continuato a indicare che le pressioni inflazionistiche in Europa sono rimaste elevate in un contesto di indebolimento delle prospettive economiche e di aggravamento della crisi energetica, suggerendo la necessità di una continua stretta monetaria. Il costo dell’energia è aumentato del 65,8% rispetto a un anno prima (contro il 108,0% di settembre) e i prezzi dei beni intermedi sono aumentati del 17,4% (contro il 18,9% di settembre). Nel frattempo, l’inflazione è rimasta invariata per i beni strumentali (7,5% contro 7,6%) e per i beni di consumo durevoli (9,8%), mentre è aumentata per i beni di consumo non durevoli (16,0% contro 15,2%). Senza l’energia, i prezzi alla produzione sono aumentati del 14,0% su base annua a ottobre, in rallentamento rispetto al 14,5% del mese precedente.

Ecco un grafico di più lungo periodo che mostra l’eccezionalità della situazione

Quindi anche nell’area Euro, come abbiamo già visto per la Germania, l’inflazione si appresta a scendere e dopo la discesa dei prezzi alla produzione assisteremo a quella dei prezzi al dettaglio. Il problema è capire quanto questo fenomeno sia dovuto alla riduzione della crescita dei prezzi energetici e quanto al rallentamento economico, cioè, in pratica, alla recessione.


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