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ENI investe per aumentare la produzione e esportazione di gas dalla Libia, dietro casa nostra
Mentre l’Europa è ferma, Eni e NOC sbloccano un maxi-impianto offshore in Libia: un’opera vitale per salvare le forniture di gas italiane, abbassare i costi e sostenere l’industria.

Nella passività europea per fortuna le aziende private si danno da fare nel settore energetico. Eni e la National Oil Corporation libica hanno avviato un nuovo progetto di compressione del gas offshore che contribuirà a sostenere la produzione dal giacimento di Bahr Essalam. Si prevede che i volumi aggiuntivi rafforzeranno l’approvvigionamento energetico interno della Libia, sostenendo al contempo le esportazioni di gas verso l’Italia attraverso il gasdotto GreenStream
Eni e la National Oil Corporation libica (NOC), attraverso la loro joint venture Mellitah Oil & Gas, hanno avviato la produzione di idrocarburi grazie al Progetto di Compressione di Sabratha, un importante sviluppo offshore progettato per sostenere e aumentare la produzione di gas dal giacimento di Bahr Essalam, situato a circa 100 chilometri al largo della costa libica.

Bar Essalam
Perché è importante: Il progetto dovrebbe compensare il naturale declino del giacimento offshore, aumentando al contempo le forniture di gas per il settore energetico nazionale libico e le esportazioni verso l’Italia attraverso il gasdotto GreenStream, rafforzando così le infrastrutture energetiche del Paese.
Il progetto: Il Sabratha Compression prevede l’installazione di un nuovo modulo di compressione da 1.600 tonnellate sulla piattaforma di Sabratha, dotato di nuovi treni di compressione con una capacità totale di circa 440 milioni di piedi cubi standard al giorno (MMscfd).
- I nuovi impianti consentiranno di proseguire la produzione a una pressione del giacimento più bassa, aumentando la produzione di gas di circa 800 milioni di metri cubi all’anno, oltre ai condensati associati.
Secondo Eni, i volumi aggiuntivi contribuiranno a sostenere la produzione di energia elettrica in Libia, a rafforzare la sicurezza energetica del Paese e a sostenere le esportazioni verso l’Italia tramite GreenStream. La società ha affermato che l’avvio dimostra inoltre la capacità di Eni e della NOC di realizzare progetti offshore complessi nei tempi previsti, nonostante le difficili condizioni operative. Ricordiamo che la Libia è divisa in due parti politicamente autonome, anche se il giacimento si trova in quella ricunosciuta internazionalmente facente capo al governo di Tripoli.
Eni sta inoltre portando avanti altri due progetti strategici in Libia: il Progetto di Utilizzazione del Gas di Bouri, attualmente in fase di messa in servizio a seguito dell’installazione del Modulo di Recupero del Gas di Bouri, e il Progetto Structures A&E, finalizzato allo sviluppo di due giacimenti di gas offshore.
Eni opera in Libia dagli anni cinquanta e ora ha investito, in tre diversi progetti nuovi, ben 10 miliardi di euro. Le capacità produttive della Libia sono ancora da sfruttare e la potenzialità operativa è enorme. Un tesoro energetico vicino all’Italia.







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