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ECCO L’ENNESIMO PASTICCIO DEL GOVERNO CON LE BANCHE : PREPARATEVI ALLA COLLETTIVIZZAZIONE DELLE PERDITE

 

banche-italiane

Nessun governo come quello Renzi si è occupato del sistema bancario. Infatti ricordiamo :

  • legge sulla trasformazione delle Banche Popolari in SpA;
  • legge sul bail out, il cosiddetto “Salvataggio”;
  • legge sulle sofferenze (GACS) bancarie e sulle BCC.

Dagli anni trenta nessun governo si è occupato in modo così approfondito del settore bancario, eppure nessun governo ha mai combinato così tanti pasticci. Il decreto popolari ha portato a trasformazioni contestate ed imperfette (vogliamo parlare del pasticcio con il valore di recesso UBI ?) , sul Bail out bancario avremmo solo il problema della scelta degli errori compiuti, il decreto sofferenze – GACS si è rivelato inutile, mentre quello sulle BCC è riuscito a salvare le banche da chiudere e danneggiare quelle che andavano bene.

La situazione è talmente stabilizzata, che, come riportava ieri Il Sole 24 Ore, organo ufficiale dei realizzatori di disastri, oggi vi è stato un incontro a palazzo Chigi fra Matteo Renzi, il ministro Pier  Carlo Padoan, il governatore della B.I. Ignazio Visco e gli Amministratori Delegati di Unicredit, Banca Intesa ed Ubi Banca. Oggetto della riunione la “Stabilizzazione” del sistema bancario, dato che la Borsa ha punito le aziende di credito con perdite di valore superiori al 50% negli ultimi 6 mesi, per alcuni istituti.

Come mai il settore creditizio italiano è in crisi ? I motivi, come abbiamo già detto innumerevoli volte su queste pagine , sono tre:

  • la politica ZIRP prima e NIRP dopo, che hanno ridotto fortemente la possibilità delle banche di realizzare margini decenti con la normale attività di intermediazione creditizia ;
  • l’evoluzione tecnologica del sistema creditizio mondiale, con l’evolversi del sistema cosiddetto “Fintech”, cioè di finanza e credito ad altissima tecnologia e basso costo di intermediazione;
  • specificamente per l’Italia, l’assenza di una crescita economica significativa ormai da quasi dieci anni, fatto che ha causato prima una crescita impressionante di sofferenze e quindi l’impossibilità di riassorbirle in via ordinaria. Anche se recentemente vi è stata una riduzione del loro aumento  siamo ancora a un valore del 10% del PIL ed una media del 12% degli attivi bancari , un valore superiore a 280 miliardi di euro complessivi.

Ora quale pensata stanno avendo questo gruppo di illuminati ? Dato che il settore del credito italiano è “Solido” , che nella neolingua attuale vuol dire che va malissimo, ha bisogno di essere stabilizzato non solo rispetto alle sofferenze, ma anche rispetto ai prossimi aumenti di capitale che, sotto spinta della BCE e con approvazione di governo e BI, sono stati deliberati per BpVi e Venetobanca.

Quando ci trovammo a discutere del problema di BpVi avevamo proposto soluzioni alternative perchè eravamo ben consci del fatto che chiedere un aumento di capitale, cioè il versamento di soldi aggiuntivi, ai soci dopo averli truffati e presi a calci non era un’operazione semplice. Purtroppo in Italia le autorità ed i CdA si sono dimenticati un po’ da troppo tempo che sono le società a vivere in funzione dei soci e non viceversa, per cui se le prime sono inefficienti,  opache e coprono gli atteggiamenti illeciti, i secondi se ne vanno. Ora quello che doveva essere il “Cavaliere bianco” di tutta l’operazione BpVi , Unicredit , si è reso conto che stava per acquistare un’inefficiente scatola vuota, ma ormai si è impegnato nella garanzia di tutta l’operazione di aumento del capitale.

Allora quale è la pensata geniale ? Cerco di far fare un decreto al governo con il quale non solo riassorbo le sofferenza (la norma sui GACS è stata perfettamente inutile…), ma garantisco l’esecuzione degli aumenti di capitale per le ex banche popolari. A garantire il tutto sarebbe la Cassa Depositi e Prestiti, che ormai è diventata una sorta di cornucopia per coprire i pasticci dei manager bancari italiani.

Quindi la grande idea è quella di far pagare al pubblico i danni del privato. Non una pubblicizzazione seria e completa delle banche , stili IMI anno ’30, facendo piazza pulita del management per poi magari rimetterle sul mercato dopo averle risanate e quindi traendone perfino un utile. No, semplicemente far garantire le operazioni di terzi dal denaro pubblico della CDDPP! Italia terra di furbacchioni…

Peccato che a questo disegno astuto sia di difficile realizzazione : infatti sia BCE sia la Commissione sono estremamente sospettosi riguardo a questo tipo di interventi, che spesso configurano veri e propri aiuti di stato. L’operazione dovrebbe essere condotta a “Condizioni di mercato”, ma chiediamoci: se le condizioni sono VERAMENTE di mercato, perchè dovrebbero esservi differenze con la semplice quotazione in borsa? Non è che sussistono condizioni di mercato “Normali” e condizioni di mercato “Più Normali” dedicate neppure a tutto il settore bancario, ma ad alcuni specifici istituti di credito ?

In tutto questo marasma causato dagli errori dei soliti attori, si uniscono poi i latrati di coloro che prima han fatto di tutto per difendere le responsabilità  degli amministratori, ed ora, dato che è cambiato il vento e che il nuovo padrone ha cambiato gli ordini, si scatenano perchè non sono partite le azioni di responsabilità. però di questi sciacalli scriveremo in seguito.

Comunque in Italia la strada è sempre quella: privatizzare gli utili, pubblicizzare le perdite!

 

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