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Dove sono finiti i soldi della difesa tedesca? Il grande trucco contabile di Berlino svelato dall’Ifo

Uno studio dell’Ifo svela che l’11 miliardi del nuovo debito militare tedesco del 2025 sono stati usati per coprire altre spese di governo, mentre crollano i fondi per la ricerca e la difesa informatica.

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La Germania ha dichiarato al mondo di volersi riarmare a colpi di debito pubblico, ma i conti di Berlino nascondono un clamoroso gioco di prestigio. Più di un terzo dei nuovi prestiti contratti nel 2025 con la scusa della sicurezza nazionale non è servito ad acquistare un solo proiettile in più, né a finanziare tecnologie del futuro: è finito a coprire le spese ordinarie dello Stato federale per salvare la tenuta politica del governo.

Dietro la facciata solenne della svolta militare e della deroga al freno al debito, la realtà emersa dai bilanci consuntivi descrive una dinamica ben diversa. Lo studio dell’autorevole istituto economico tedesco Ifo di Monaco, firmato dall’economista Emilie Höslinger e pubblicato sulla rivista ifo Schnelldienst digital (n. 16/2026, dal titolo Verteidigung ohne Schuldenbremse: Viel Munition, wenig Forschung im Jahr 2025), mette nero su bianco una verità imbarazzante per l’esecutivo tedesco: l’emergenza bellica è diventata la scorciatoia ideale per aggirare i rigidi vincoli costituzionali interni.

La scappatoia del freno al debito: come funziona il trucco

Per comprendere dove siano finiti realmente i capitali, bisogna guardare alla riforma costituzionale approvata nel marzo 2025. In quell’occasione il parlamento tedesco ha introdotto la cosiddetta Bereichsausnahme Verteidigung (BAV, ovvero l’esenzione settoriale per la difesa dall’articolo 115 della Legge Fondamentale).

La norma stabilisce un principio all’apparenza rigoroso: tutte le spese per la difesa e la sicurezza che superano l’1% del Prodotto Interno Lordo possono essere finanziate emettendo nuovo debito, senza rispettare i tetti del freno al debito (Schuldenbremse). Una pratica tedesca che permette di spendere in modo ampio su quello che si  vuole e di emettere debito perfino con meno controllo rispetto a quei paesi che non hanno il “Tetto del debito”.

Nel corso del 2025, le spese rientranti in questo perimetro hanno raggiunto i 72,2 miliardi di euro. Poiché la soglia dell’1% del PIL valeva circa 43,6 miliardi, il governo federale ha potuto emettere legalmente ben 28,6 miliardi di euro di nuovo debito pubblico.

Qui scatta l’inganno contabile: nel 2024, prima dell’introduzione della norma, la Germania spendeva già 54,6 miliardi di euro per le stesse identiche voci. Quelle spese, pur superando ampiamente l’1% del PIL, venivano pagate regolarmente con le entrate fiscali ordinarie, cioè con le tasse dei contribuenti.

Nel 2025 la spesa reale complessiva per la sicurezza è salita da 54,6 a 72,2 miliardi: un incremento effettivo di 17,6 miliardi di euro.

Se il governo ha contratto 28,6 miliardi di debiti freschi a fronte di un aumento reale delle spese di soli 17,6 miliardi, dove sono finiti gli altri 11 miliardi? Una furbata contabile che ha permesso di incrementare altre spese. Praticamente il governo ha usato il “Debito per motivi militare” per finanziare il taglio alle spese militari e ridistribuire quei soldi su altri capitoli di spesa ordinari. Alla faccia del “Tetto del debito” e del bialncio dello Stato.

Il bilancio della deroga militare 2025

I numeri dell’Ifo mostrano con precisione matematica l’effetto di traslazione delle risorse:

Voce di bilancioImporto (mld €)Descrizione
Nuovo debito BAV contratto nel 202528,6Quota di spesa sopra l’1% del PIL finanziata a debito
Aumento effettivo delle spese di sicurezza17,6Incremento reale rispetto ai 54,6 mld spesi nel 2024
Debito usato per sostituire entrate fiscali11,0Risorse sottratte allo scopo e liberate per la spesa generale
Percentuale  di distrazione dei fondi 38,5%Quota di debito militare usata per altri capitoli

L’analisi dell’Ifo calcola un tasso di deviazione delle risorse pari al 38,5%. In pratica, quasi quattro euro presi in prestito su dieci non hanno aggiunto nulla alla capacità difensiva tedesca. 

Hanno semplicemente rimpiazzato le entrate fiscali ordinarie che prima finanziavano la Bundeswehr. Quegli 11 miliardi di gettito fiscale liberato sono rimasti nel bilancio centrale dello Stato (Kernhaushalt), permettendo ai partiti della coalizione di finanziare le proprie misure di spesa corrente senza dover dichiarare nuovi tagli impopolari. 

Asfalto, caserme e vecchi modelli: chi ha incassato i soldi

Esaminando i 17,6 miliardi di aumento reale, l’illusione di una modernizzazione tecnologica svanisce del tutto.

  • gli aiuti all’Ucraina (8,4 miliardi)
  • il bilancio della difesa ordinaria (9,0 miliardi).

All’interno delle spese per la difesa, i beneficiari reali sono stati i fornitori tradizionali di equipaggiamenti pesanti e, a sorpresa, i gestori delle infrastrutture stradali:

  • Munizioni ed esplosivi (+2,32 miliardi): è la voce cresciuta di più in assoluto, necessaria per ricostituire le scorte dei magazzini svuotati dalle forniture belliche.
  • Le autostrade federali (+0,90 miliardi): la società pubblica Autobahn GmbH des Bundes ha visto transitare nei fondi militari quasi un miliardo di euro per la manutenzione e l’ampliamento delle grandi arterie stradali, giustificando l’opera come mobilità logistica per mezzi pesanti.
  • Veicoli e mezzi da combattimento (+2,38 miliardi complessivi): divisi tra veicoli di supporto logistico (+0,89 miliardi), caccia Eurofighter (+0,79 miliardi) e blindati ruotati (Radpanzer, +0,78 miliardi).
  • Affitti, alloggi e caserme (+3,04 miliardi complessivi): la voce dedicata agli alloggi dei soldati è cresciuta di 2,32 miliardi, a cui si aggiungono 0,72 miliardi per la gestione degli immobili demaniali.

La spesa ha quindi premiato l’industria meccanica pesante e la manutenzione ordinaria delle strutture esistenti. Nulla di visionario, ma una gigantesca operazione di rifornimento e ristrutturazione edilizia. Mentre proprio la guerra in Ucraina rivela come i mezzi tradizionali siano superati, la Germania ha deciso di buttarci dentro un po’ di miliardi. Forse le spese più sensate sono state le manutenzioni alla rete stradale.

Il paradosso: crollano la ricerca e la sicurezza informatica

Mentre i conflitti moderni si combattono nello spazio aereo dei droni, nella guerra elettronica e nelle reti informatiche, il bilancio tedesco ha scelto di ignorare l’innovazione.

Nel 2025 i fondi dedicati a ricerca e sviluppo militare (Wehrforschung und -entwicklung) all’interno della deroga al debito sono stati pari a soli 883,8 milioni di euro, cioè un modesto 1,2% del totale. L’aumento rispetto all’anno precedente è stato praticamente nullo: appena 10 milioni di euro in più (+1,7%).

La voce specifica per la sperimentazione tecnologica militare ha subito un vero e proprio taglio di fatto: erano stati previsti 356 milioni di euro, ma a consuntivo ne sono stati spesi soltanto 82,8 milioni. Anche sommando il fondo speciale per la Bundeswehr (Sondervermögen), la quota riservata alla ricerca si ferma al 2,8% dell’intera spesa militare della Germania.

Il dato più grave riguarda la sicurezza informatica e la protezione delle reti IT: nel 2025 questo capitolo ha subito una riduzione secca del 18,6% (-300 milioni di euro). Mentre le minacce cibernetiche aumentano, Berlino ha preferito comprare camion e asfaltare carreggiate.

Le ricadute economiche: una bomba a orologeria sui conti pubblici

Dal punto di vista dell’economia reale, questa gestione presenta forti controindicazioni. Prima di tutto si è affermato di aver investito nel settore militare perché era necessarioriarmarsi e svecchiare le forze armate, quandfo poi  questi soldi, presi a debito, non sono finiti nei laboratori scientifici, ma in spese ordinarie, tra l’altro neanche identificate.

In secondo luogo, la Germania sta costruendo un pericoloso disallineamento contabile. Sostituire le normali entrate da imposte con prestiti crea l’illusione di una disponibilità finanziaria illimitata.

Quando questi meccanismi straordinari giungeranno a scadenza o richiederanno il rifinanziamento dei tassi di interesse, il bilancio federale si troverà scoperto per decine di miliardi. A quel punto, il rigore contabile richiederà tagli drastici ai servizi o pesanti aumenti della pressione fiscale.

La tanto sbandierata svolta militare tedesca si rivela così per quello che è: un’abile operazione di maquillage contabile per eludere le regole che Berlino ha sempre imposto a se stessa e agli altri Paesi europei.

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