Economia
Dal Fmi la pagella più attesa: conti ok, lavoro record e banche in salute. «Italia solida e resiliente»

Una pagella positiva, tanto più significativa perché arriva da una delle istituzioni internazionali tradizionalmente più severe nel giudicare le politiche economiche degli Stati. Nel rapporto conclusivo della consultazione annuale sull’Italia, pubblicato il 24 luglio, il Fondo monetario internazionale riconosce i progressi compiuti dal Paese sul fronte dei conti pubblici, la forza del mercato del lavoro e la solidità del sistema bancario.
Il giudizio del Fmi non cancella i problemi strutturali dell’economia italiana, ma certifica che, in una fase internazionale dominata da guerre, aumento dei prezzi energetici e incertezza commerciale, l’Italia ha mostrato una capacità di tenuta superiore alle previsioni più pessimistiche.
Conti pubblici, promossa la linea della responsabilità
Il primo riconoscimento riguarda la politica di bilancio. Il Fondo sottolinea che il consolidamento fiscale è proseguito, rafforzando l’avanzo primario e contribuendo ad accrescere la fiducia dei mercati. Prima delle nuove tensioni internazionali, lo spread sui titoli di Stato italiani aveva raggiunto i livelli più bassi da diversi anni.
Il Consiglio esecutivo del Fmi ha accolto favorevolmente i progressi compiuti, sostenuti dalla crescita delle entrate e dal miglioramento della fedeltà fiscale. Ha inoltre riconosciuto l’impegno delle autorità italiane verso la disciplina di bilancio e giudicato coerente con le regole europee il percorso graduale di aggiustamento programmato dal Governo.
È un passaggio politicamente rilevante. Mentre le opposizioni descrivono spesso la politica economica dell’esecutivo come priva di una direzione, il Fondo certifica una linea fondata sulla prudenza, sul controllo della spesa e sulla credibilità finanziaria. La riduzione del deficit prevista dal Fmi, dal 3,1% del Pil nel 2025 al 2,9% nel 2026 e al 2,8% nel 2027, conferma il progressivo riavvicinamento dell’Italia a una condizione di normalità finanziaria.
La partita, naturalmente, non è conclusa. Il debito pubblico rimane elevato e vulnerabile all’andamento dei tassi d’interesse e della crescita. Ma la differenza rispetto al passato è evidente: l’Italia non viene più descritta come l’anello debole dell’Europa, bensì come un Paese che ha ricostruito affidabilità e margini di fiducia.
Occupazione vicina ai massimi storici
Il secondo elemento evidenziato dal Fmi riguarda il lavoro. Nel documento si legge che l’occupazione italiana è rimasta per diversi mesi intorno ai massimi storici. Un riconoscimento che trova conferma nei dati dell’Istat: a maggio 2026 gli occupati erano 24 milioni e 336mila, 228mila in più rispetto allo stesso mese del 2025.
Ancora più significativo è il miglioramento qualitativo. Nell’ultimo anno i dipendenti permanenti sono aumentati di 275mila unità e gli autonomi di 198mila, mentre sono diminuiti di 244mila i lavoratori a termine. Il tasso di disoccupazione è sceso al 5%, mentre quello giovanile si è attestato al 15,1%.
Non è dunque soltanto aumentato il numero delle persone che lavorano: si è rafforzata soprattutto la componente più stabile dell’occupazione. È uno dei risultati più importanti raggiunti durante la legislatura, perché dimostra che la crescita del lavoro non è stata sostenuta soltanto dalla precarietà o da interventi assistenziali.
Il Fondo segnala tuttavia la necessità di ampliare ulteriormente la partecipazione al mercato del lavoro, ancora inferiore a quella di altri Paesi europei soprattutto tra donne e giovani. Servono quindi politiche su formazione, competenze, istruzione tecnica, transizione scuola-lavoro e conciliazione familiare. Ma il punto di partenza è oggi decisamente più solido.
Banche italiane promosse dagli stress test
La valutazione più netta riguarda il sistema finanziario. Secondo l’analisi del Fmi, le banche italiane sono resilienti e in grado di resistere anche a scenari economici gravemente avversi. La loro solidità è sostenuta da profitti record, buona qualità del credito, capitale robusto e ampia liquidità.
È un cambiamento profondo rispetto all’immagine dell’Italia di alcuni anni fa, quando sofferenze bancarie, ricapitalizzazioni e fragilità degli istituti alimentavano continui timori sulla stabilità finanziaria del Paese. Oggi il sistema bancario italiano non rappresenta più una fonte immediata di rischio, ma uno degli elementi di forza dell’economia nazionale.
Il Fondo invita comunque a mantenere alta la vigilanza sui legami tra banche e debito sovrano, sui rischi informatici e sulle vulnerabilità di alcuni istituti minori. Ma il giudizio complessivo resta chiaro: il sistema è sano, ben capitalizzato e capace di assorbire eventuali nuovi shock.
“Il Fondo monetario internazionale certifica la solidità del sistema finanziario italiano, l’efficacia della vigilanza e la resilienza delle nostre banche anche di fronte a scenari avversi estremi. È un riconoscimento importante per l’Italia e una conferma del lavoro serio e responsabile portato avanti dal governo Meloni.” ha dichiarato Tommaso Foti ministro degli Affari Europei.
Le sfide ancora aperte
La promozione del Fmi non è priva di raccomandazioni. La crescita resta modesta: il Pil è previsto in aumento dello 0,5% sia nel 2026 sia nel 2027, mentre l’inflazione potrebbe raggiungere il 2,9% quest’anno, anche per effetto dell’aumento dei costi energetici.
Le principali debolezze restano la bassa produttività, l’invecchiamento della popolazione, la dipendenza dalle importazioni energetiche e l’elevato debito pubblico. Per questo il Fondo chiede di proseguire nell’attuazione del Pnrr, migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione e della giustizia, investire nelle competenze e sostenere l’innovazione, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale.
Non è quindi il momento di fermarsi o di considerare risolti tutti i problemi. Ma la fotografia consegnata da Washington è lontana dal racconto di un’Italia isolata, immobile o sull’orlo di una crisi finanziaria.
I conti stanno migliorando, il mercato del lavoro mantiene livelli storicamente elevati e le banche hanno ritrovato piena solidità. In un contesto mondiale molto difficile, il Paese si presenta oggi più credibile, stabile e resiliente. È una promozione che rafforza la linea di responsabilità seguita dal Governo Meloni e che, proprio per questo, rende ancora più importante non disperdere i risultati ottenuti.









You must be logged in to post a comment Login