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Confcomemrcio: Consumi e turismo tengono in moto l’economia, che cresce più del previsto: Pil a +0.9%

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In attesa della assemblea annuale che si terrà domani all’auditorium della Conciliazione alla presenza della premier Giorgia Meloni, Confcommercio ha pubblicati i dati della analisi sull’economia italiana e le sue prospettive, elaborata dal suo centro studi. E i risultati appaiono tutto sommato abbastanza confortanti, soprattutto grazie a turismo, in grande crescita e ai consumi. Secondo l’indagine, infatti, malgrado il blocco dello stretto di Hormuz e le difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime essenziali come il gas, lo scenario rimane «favorevole alla crescita» e distante dallo spettro della recessione. L’incertezza, infatti, non sembra essersi tradotta in un «diffuso deterioramento della fiducia» dei consumatori.

 

Nonostante le tensioni internazionali, il conflitto nel Golfo Persico e i timori legati all’energia, quindi, l’economia italiana continua a mostrare una significativa capacità di tenuta. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio sulle prospettive economiche del Paese, in vista dell’Assemblea Generale della di mercoledì a Roma, che delinea uno scenario ancora favorevole alla crescita, pur in un contesto caratterizzato da elevata incertezza. A sostenere l’attività economica contribuiscono diversi fattori: un mercato del lavoro ai massimi storici, una propensione al consumo ancora robusta, la crescita del turismo e un’inflazione di fondo che resta sotto il 2%. Un elemento, quest’ultimo, che evidenzia come il sistema produttivo e distributivo non abbia trasferito integralmente sui prezzi gli effetti degli shock esterni.

Le stime di Confcommercio sulla crescita dell’economia e dei consumi italiani sono più ottimistiche rispetto a quelle delle principali istituzioni nazionali e internazionali. Il Pil, secondo la Confederazione, è destinato ad aumentare dello 0,9% nel 2026, i consumi dell’1,2%, a fronte degli incrementi rispettivamente dello 0,5% e dell’1% registrati nel 2025.

Gli investimenti, invece, che lo scorso anno avevano mostrato una crescita del 3,5%, dovrebbero aumentare dell’1,8% nel 2026, mentre le esportazioni dell’1 per cento. Meno favorevoli appaiono i dati per il 2027: secondo le previsioni dello studio, le esportazioni vedranno un incremento dell’1,8%, ma il Pil dello 0,7%, i consumi dello 0,8% e gli investimenti dello 0,7 per cento.

Pur rimanendo complesso, quindi, secondo gli esperti della confcommercio “il quadro economico appare dunque distante da scenari recessivi”. L’incertezza continua a pesare sulle prospettive, ma non si traduce in un diffuso deterioramento della fiducia. Le famiglie mantengono infatti una buona disponibilità alla spesa, come dimostrano le intenzioni di acquisto rilevate a maggio: il 29% prevede di acquistare elettrodomestici, il 24,5% mobili e il 23,5% ha in programma lavori di ristrutturazione della casa. Sebbene alcuni comparti non abbiano ancora recuperato i livelli raggiunti negli anni precedenti, la domanda resta solida e conferma la volontà degli italiani di investire nei principali beni durevoli e nei progetti familiari. Indicazioni positive arrivano anche dal turismo. Il 38,5% degli italiani ha già programmato una vacanza per la prossima estate, il dato più elevato registrato dal 2020. Un segnale che conferma il ruolo centrale del settore turistico nel sostenere consumi e crescita economica.

Per il governo Meloni insomma la situazione anche alla luce della maggiore flessibilità concessa un pò a sorpresa dalla ue come richiesto dallo stesso governo, per far fronte all’aumento dei costi dell’energia, appare meno buia di quello che qualche cassandra prospetta nel futuro prossimo del nostro paese.

Proprio ieri poi, è arrivata l’ennesima promozione da Bruxelles per il nostro paese per quanto riguarda i limiti di spesa imposti dalle regole di bilancio europee. L’Italia, infatti, il Paese che per anni è stato indicato come il malato d’Europa, il sorvegliato speciale dei mercati, il debitore cronico da tenere sotto osservazione, oggi si ritrova dalla parte opposta della barricata. E lo fa proprio sul terreno più delicato: quello dei conti pubblici.

 

Mentre Parigi e Berlino faticano a rispettare i nuovi vincoli del Patto di Stabilità, Roma riesce a rimanere entro i limiti fissati da Bruxelles. Non è un’opinione. Sono numeri. Merito senz’altro delle politiche prudenti del ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti che hanno restituito al paese credibilità ed autorevolezza.

Le tabelle elaborate dalla Commissione Europea raccontano infatti una realtà che pochi avrebbero immaginato soltanto qualche anno fa. Francia e Germania risultano avviate verso consistenti scostamenti rispetto ai parametri concordati, mentre l’Italia mantiene la spesa primaria netta all’interno della traiettoria prevista.

E poi ci sono da registrare una volta ancora i risultati record dell’occupazione che ad aprile hanno segnato un nuovo record storico da quando esistono questo tipo di statistiche. La disoccupazione è scesa al 5,1%, come ha sottolineato anche lo stesso Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio ha sottolineato che “l’economia italiana, nonostante le tensioni internazionali, mostra una capacità di tenuta superiore alle aspettative. l’incertezza resta elevata, ma l’occupazione è ai massimi storici, l’inflazione di fondo è sotto il 2% e le famiglie hanno ancora una buona propensione al consumo. Sono dati positivi, ma occorre rafforzare investimenti e competitività per ritrovare la via di una crescita più robusta e duratura”.

 

 

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