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COME L’AGUZZINA DEI GRECI SI E’ TRASFORMATA IN UNA SANTA. (di Eriprando Sforza)

 

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Dalla Grecia alla Siria il passo è lungo, ma è capace di trasformare la nipotina di Hitler nella santa protettrice dei profughi. La metamorfosi di Angela Merkel è stata repentina e bisogna darle atto della sua abilità. Con un colpo da maestra si è scrollata di dosso l’immagine di crudele colonialista compiaciuta di precipitare nell’indigenza i pensionati greci e di assestare il colpo di grazia al sistema sanitario ellenico che era messo male già di suo. E’ bastato che, nel pieno del dramma della marea dei migranti che ha travolto l’Europa, la cancelliera si dichiarasse pronta a ospitare in Germania 800.000 siriani e subito si è trasfigurata agli occhi dell’opinione pubblica.

Ieri Pio d’Emilia, l’inviato di SkyTG24 che segue l’esodo dei migranti, ha postato su Facebook una scena emblematica: un gruppo di “fascistoni”, così li ha definiti, in camicia nera manifestava nei pressi dell’ormai famigerata stazione di Budapest al grido di “Ungheria, Ungheria”. Ebbene, a un certo punto una signora bionda si è piazzata di fronte a loro e li ha sfidati al grido di “Germania, Germania”. Avete capito bene. Se fino a ieri in Grecia urlare “Germania, Germania” era come lanciare l’accusa “Siete dei nazisti”, oggi in Ungheria invocare il Paese della Merkel è un inno alla libertà ed è sinonimo di lotta antifascista.

La Germania invocata dai siriani alla stazione di Budapest è come l’America dei vecchi tempi: si è trasformata nella terra delle opportunità, della libertà, è diventata un sogno. Cosa che non era mai stata negli anni Sessanta, quando ci andavano italiani e turchi in cerca di lavoro. La Germania allora era una triste necessità, non un sogno. E subito è comparsa sui media mainstream la foto del poliziotto tedesco, un bel giovanotto dalla faccia pulita, che sorride al bambino siriano appena arrivato a Monaco di Baviera al quale ha fatto indossare il berretto d’ordinanza. Le didascalie parlano di distribuzione di barrette di cioccolato ai piccoli, non più migranti perché hanno raggiunto la meta, la terra promessa: la Germania. Una scena ricalcata pari pari dalle foto dei soldati americani che nel 1945 regalavano il cioccolato ai malnutriti bambini italiani e tedeschi.

La narrazione dei media mainstream ci dice questo: la Germania è la nuova America che accogliendo i migranti è diventata leader morale dell’Europa. Non ne è più solo la leader economica, quindi. Il salto di qualità è notevole: dall’Europa dei ragionieri siamo passati all’Europa degli ideali. Se nella crisi greca i buoni stavano con Syriza e i cattivi con la Germania, oggi la Merkel non solo ha stritolato Syriza normalizzando la Grecia, ma ha ribaltato i ruoli: i buoni che difendono i migranti stanno con la Germania, mentre i cattivi che li vogliono rinchiudere nei campi sono contro di lei.

Ovviamente questo è solo storytelling, vale a dire le balle che raccontano i media mainstream. Ma sembra che tanta gente creda a questa presentazione dei fatti. E così quando la Merkel imporrà a noi poveri italiani l’ennesima manovra lacrime  e sangue potrà farlo con l’autorità morale di chi ha dato sicurezza e speranza ai poveri migranti siriani. Va bene, direte voi, è un trucco al quale possono credere solo quelli del Pd. Ma fino a che l’Italia sarà governata dal Pd è questa la minestra che ci faranno mangiare tutte le sere i telegiornali.
Eriprando Sforza

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