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Cina: fuga investitori esteri e boom dei buyback, ma intanto lo Yuan si svaluta e le banche pongono limiti ai prelievi in dollari

Questo calo del commercio mondiale sta anche causando un calo degli investimenti occidentali in Cina, con una loro progressiva sostituzione con investimenti cinesi interni. Questo si vede molto chiaramente se vediamo gli investimenti sulla borsa di Shanghai, da cui c’è una fuga di investitori occidentali e di fondi pensione e di investimento.

La variazione cumulata rolling a 20 giorni vede una caduta degli acquisti da operatori stranieri. Anche fondi mutualistici e pensione se ne stanno allontanando, con un record di liquidazioni

Chi ha preso il posto degli investitori e dei fondi stranieri? Le stesse società cinesi, che hanno copiato quella pessima abitudine americana del Buyback azionistici, e che quindi hanno incominciato a comprare le proprie azioni. Operazioni che se tatticamente possono avere una giustificazione a fronte di attacchi temporanei e speculativi, strategicamente sono pericolose perchè impoveriscono la capitalizzazione aziendale e rendono le strutture finanziarie delle società estremamente fragili dal punto di vista finanziario.

Quando un’azienda compra le proprie azioni per mantenerne alta la quotazione è un segno che, senza questa distorsione, il valore delle azioni sarebbe molto più basso ed i risultati economici insufficienti. Infatti i dirigenti di queste aziende tendono a liberarsi delle proprie patecipazioni, come si può vedere dal seguente grafico.

Se i dirigenti ed i membri del Consiglio di Amministrazione vendono le azioni delle proprie aziende un motivo ci sarà, che dite.

Nello stesso tempo la Cina ha tre condizioni che spingono lo Yuan al ribasso:

  • la guerra commerciale con gli USA;
  • una bilancia delle partite correnti ancora positiva, ma per valori moto contenuti;
  • un deflusso di investimenti esteri nella borsa di Shanghai

Questo non può che avere un effetto negativo sul cambio Yuan Dollaro, che vede la valuta di Pechino indebolirsi progressivamente.

La prospettiva di guerre commerciali spingerà le autoritarie cinesi ad un ulteriore abbassamento dei tassi di sconto RRR, cioè dei rendimenti finanziari in Yuan. Questo potrebbe condurre ad una fuga dei capitali cinesi, che forse è, silenziosamente, già in atto. Il South China Morning Post ha messo in evidenza che diverse banche hanno messo dei limiti alla possibilità di prelevare in valuta dai conti correnti, in modo silenzioso, senza nessuna pubblicità. Questo indica una progressiva difficoltà del sistema cinese ad approvvigionarsi di valuta estera sui mercati, sintomo di una fuga di capitali strisciante.

 

 

 

 


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