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Chi sta spegnendo il nostro GPS dallo spazio? Il mistero del satellite ombra che disturba il segnale
Da anni il segnale GPS in Europa subisce misteriosi blackout di pochi secondi. Un team di studiosi ha rintracciato la fonte nello spazio profondo: un satellite ombra sta mettendo alla prova la nostra infrastruttura più fragile.

Ci illudiamo di dominare il mondo dal nostro smartphone. Basta un tocco sullo schermo e sappiamo esattamente dove siamo, a che ora arriverà il nostro pacco o quale rotta sta seguendo un aereo. Diamo per scontato il GPS, considerandolo quasi una magia sempre disponibile. La verità, molto più prosaica e un po’ allarmante, è che questa immensa comodità si basa su un sussurro. Il segnale che arriva dai satelliti ha una potenza talmente bassa che equivale alla luce di una vecchia lampadina vista da due volte la distanza della Terra.
È un sussurro molto facile da coprire se qualcuno, lassù, decide di iniziare a urlare. E a quanto pare, qualcuno ha iniziato a farlo, disturbando abilmente i nostri cieli con precisione chirurgica.
L’anomalia sui cieli d’Europa
La scoperta, che ha i contorni di un romanzo di spionaggio, è opera del professor Todd Humphreys e del suo studente Zachary Clements, ricercatori della University of Texas ad Austin. Analizzando i dati di alcune stazioni di monitoraggio europee del 2019 e 2021, i due si sono accorti di un fatto molto strano. In 75 giorni diversi, il segnale GPS in Europa subiva un calo improvviso e simultaneo.
Tutte le stazioni, dalle gelide isole Svalbard a nord fino alla Spagna a sud, registravano la stessa anomalia nello stesso istante. Il segnale utile veniva letteralmente affogato da un rumore dieci volte più forte, che però era solo temporaneo.
All’inizio, gli studiosi hanno pensato a un disturbo da terra, magari proveniente da zone fortemente militarizzate. Ma la fisica è testarda: la curvatura della Terra avrebbe bloccato un segnale terrestre su distanze così ampie. L’interferenza doveva arrivare dallo spazio, da almeno 1.200 chilometri di altezza.
Per capire la natura del problema, i ricercatori hanno escluso le cause naturali:
| Possibile Causa | Dati Rilevati | Conclusione |
| Torre radio a terra | Il segnale colpisce mezza Europa contemporaneamente. | Impossibile. La curvatura terrestre bloccherebbe le onde. |
| Tempesta Solare | Durano minuti/ore, colpiscono molte frequenze e tutto il lato diurno della Terra. | Impossibile. I blackout duravano 3-5 secondi, solo in Europa e su una frequenza precisissima (1577,5 MHz). |
| Satellite artificiale | Copertura continentale, impulsi brevi e mirati sulla frequenza esatta del GPS. | L’unica spiegazione logica. |
A caccia del colpevole
L’origine era artificiale, ma lo spazio è pieno di satelliti. Come trovare quello giusto?
La svolta è arrivata nel 2026. Utilizzando dati radio grezzi e di altissima qualità provenienti da due stazioni (una ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, e una a Trondheim, in Norvegia), i ricercatori hanno misurato una differenza di tempo minuscola: il segnale di disturbo arrivava in Norvegia appena 139 microsecondi prima che in Olanda. Questa differenza temporale ha permesso di calcolare da quale distanza provenivano i segnali e incrociandolo hanno scoperto la posizione del satellite d’orgine.
Con questo dato, hanno tracciato una linea curva nello spazio. Controllando le orbite di tutti i satelliti conosciuti, solo un oggetto si trovava esattamente in quella posizione, con un margine di errore di appena 200 metri: il satellite militare russo Cosmos 2546.
Lanciato nel 2020, fa parte del sistema spaziale di allarme rapido di Mosca. Questi satelliti viaggiano in un’orbita particolare (chiamata “orbita Molniya”) che permette loro di restare molto a lungo sopra l’emisfero nord del pianeta. Questo significa che hanno la visuale libera per disturbare il segnale su quasi tutta l’Europa e il Nord America.
Orbita Molniya
Semplici test o comunicazioni segrete?
Restava da capire il perché. I blackout durano pochi secondi e non avvengono mai a caso, ma quasi sempre tra martedì e giovedì, nei normali orari di ufficio. Non si tratta di guasti tecnici. Le ipotesi principali sono due:
- Test militari: Si sta provando, per pochi istanti alla volta, un’arma capace di accecare i sistemi di navigazione avversari. Un modo per verificare che tutto funzioni, per poi accenderla davvero in caso di grave conflitto. Bisogna dire che il satellite emette anche, e non casualmente, su un’altra frequenza: quella del sistema di localizzazione cinese Beidou.
- Messaggi nascosti: I brevi segnali potrebbero essere comunicazioni militari cifrate inviate da Mosca. Usare la stessa frequenza del GPS è un’astuzia: il nemico non può provare a bloccare (jamming) quei messaggi senza oscurare, allo stesso tempo, i propri sistemi di navigazione.
La fragilità della nostra infrastruttura
Abbiamo costruito il nostro mondo moderno affidandoci a un sistema, il GPS, che gli Stati Uniti ci hanno gentilmente “regalato” decenni fa. Lo abbiamo integrato nei trasporti, nei telefoni, nella logistica. Ma si tratta di un’infrastruttura incredibilmente fragile, un’utilità invisibile che può essere spenta da un satellite avversario a decine di migliaia di chilometri di distanza.

eLoran
La soluzione tecnica esiste già, ma richiede investimenti pubblici in infrastrutture vere, fisiche e ridondanti. Molti Paesi come la Corea del Sud e il Regno Unito stanno costruendo reti terrestri basate sulla fibra ottica e su enormi torri radio ad alta potenza (sistemi chiamati eLoran). Segnali potenti, ancorati a terra, che non possono essere zittiti da un “urlo” proveniente dallo spazio. Un promemoria che, per quanto amiamo il “cloud” e i segnali invisibili, la sicurezza si fa ancora con i cavi fisici e le vecchie, care torri di trasmissione.








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