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Caro energia, il 20% dei negozi è a rischio chiusura: il 69% si indebita. L’indagine di Confcommercio.

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Eaa, ma come andiamo forte
ormai nessuno ci può fermar
Eaa, giù per la discesa
dritti verso il burrone
ormai nessuno ci può fermar,

cantava Edoardo Bennato parecchi anni fa. La Confcommercio lancia l’allarme e snocciala i dati, ma al Governo si fan battute su quei vitelloni degli italiani che vogliono stare molto al caldo o molto al fresco, e non lottano per la Pace che nessun venditore d’armi parrebbe volere. Già messi in ginocchio da due anni di irrazionali restrizioni Covid (e non è affatto detto che sia finita), preso atto che commercianti ed imprenditori respirassero ancora e qualcuno fosse pervicacemente sopravvissuto, ecco la mazzata finale: guerra e caro energia, la seconda non necessariamente a causa della prima, dato che il sospetto che un letale mix di speculazione ed incompetenza, con sopra la cigliegina degli embarghi al gas russo, siano la vera causa di questo dramma.

Riportiamo quindi qualche inquietante numero che emerge dall’indagine fatta presto le attività produttive di una delle zone più trainanti d’Italia.

 

Quasi il 70% dei commercianti rischia di indebitarsi. Secondo l’indagine di Confcommercio Milano, Monza Brianza e Lodi sulle imprese del terziario, le aziende, i ristoratori e i negozianti faticano a gestire la bolletta energetica, schizzata alle stelle a causa degli effetti della guerra in Ucraina.

le categorie più colpite

L’analisi interessa 767 imprese. Le categorie maggiormente coinvolte sono:

  • il 26% delle vetrine non alimentari,
  • il 19% di bar e ristoranti,
  • il 13% di imprese di servizi, agenti e rappresentanti di commercio,
  • il 9% di grossisti.

L’indagine di Confcommercio parla di aumenti in bolletta che variano da un minimo del 50% ad un massimo del 200%, mentre le materie prime oscillano tra il 20% e l’80% in più. Questa situazione causa un indebitamento per il 69% delle imprese: il 20% rischia la chiusura. Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, afferma: Il governo deve intervenire con un abbattimento strutturale del costo dell’energia, con ristori immediati e proseguire nelle moratorie fiscali e creditizie”.

Barbieri lancia anche una proposta per risparmiare sull’aria condizionata“Da questo mese è scattato l’obbligo, per i negozi, di tenere le porte chiuse. Perché nelle prime ore del mattino non si permette l’apertura così da spegnere i condizionatori?”. Infine, comunica che ci sono lievi segnali di ripresa nel settore del turismo. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, cerca di essere positivo e dichiara: “Superato questo periodo, con la preoccupazione delle imprese per l’inflazione e i tassi di interesse, Milano tornerà a produrre tanta energia e crescita“.

Fonte: https://milano.notizie.it/attivita-milano/2022/04/14/caro-energia-un-negozio-su-5-rischia-la-chiusura-l-indagine-di-confcommercio/#caro-energia-il-20-dei-negozi-egrave-a-rischio-chiusura-il-69-si-indebita

 


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