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CALO DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE AD APRILE, (S)FUMA LA CRESCITA RENZIANA !

E venne il momento per chiunque, tranne per il sottoscritto, della smentita circa le previsioni di crescita e ripresa della nazione. Chiaramente i poteri forti fanno di tutto per infondere fiducia nel paese, in particolar modo i suoi attori economici (investendo in scorte, che da due anni latitavano, ed in nuovi progetti7brevetti) e le menti addette alla comunicazione (vedi i tanti ISTITUTO LUCE 2.0 ad oggi esistenti).

Purtroppo per loro, il PIL della nazione corrisponde a circa 1560 miliardi di euro e per crescere bisogna riuscire a garantire finanziariamente una notevole spinta (almeno 14-16 miliardi di euro). Una cifra abbastanza considerevole che, per quanto i poteri possano esser forti, non è possibile spendere tutti gli anni che Dio manda in terra in assenza di un concreto ritorno economico dell’investimento. Possono (i poteri forti) permettersi di SPENDERE per spingere l’acceleratore della FUNZIONE DI PRODUZIONE magari per un periodo di tempo, anche per un anno, ma in assenza di ritorni dal mercato le belle intenzioni dopo poco vengono meno.

Vi rammento che:

1) IL PIL LATO OFFERTA NELL’OTTICA SUPPLY-SIDE E’ UNA BANALISSIMA, ELEMENTARE FUNZIONE DI PRODUZIONE;

2) LA CRESCITA SI CALCOLA COME INCREMENTO DEGLI OCCUPATI (E RELATIVA INFLUENZA DEL PIL VIA APPOSITO COEFFICIENTE ALFA);

3) LA CRESCITA DI CALCOLA, ALTRESI’, COME CRESCITA DEGLI INVESTIMENTI IN MACCHINARI (E RELATIVO IMPATTO SULLA CRESCITA DEL PIL VIA COEFFICIENTE BETA);

4) ANCHE IL MIGLIORAMENTO DELLA TFP (TOTAL FACTOR PRODUCTIVITY) AGISCE SULLA CRESCITA (in questo caso invece che assumere nuovo personale o acquistare nuovi macchinari faccio produrre di più e meglio quelle che sono oggi in organico rispondendo immediatamente ad input commerciali magari derivanti dall’export).

Bene, la funzione è la seguente:

PIANO 19

E cosa è accaduto oggi?

Semplicemente questo, l’Istat e il CSC hanno emesso il solito bollettino di guerra, perdono una battaglia ma la trasformano in vittoria (tipo, l’esercito è stato sconfitto ma al nemico abbiamo fatto male, quindi siamo grandissimi e bravissimi).

Allora, leggete bene il titolo dell’annuncio e poi la frase che vi evidenzio di seguito:

1) IL MITICO CSC SALTA ADDIRITTURA IL MEGANEGATIVO DATO DI APRILE PER MAGNIFICARE UN MISERO PRESUNTO 0,1 POSITIVO DI MAGGIO (poi non dite che non è Istituto Luce 2.0!)

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2) L’ISTAT EVIDENZIA CHE IL TRIMESTRE ATTUALE E’ANDATO MEGLIO DI QUELLO PRECEDENTE E SOLO DOPO, BEN OLTRE LE PRIME DUE RIGHE, SOTTOLINEA CHE IL PRIMO QUADRIMESTRE DELL’ANNO E’ COMUNQUE NEGATIVO RISPETTO ALL’ANALOGO PERIODO DELL’ANNO SCORSO (prospettando quindi per la TFP una crescita negativa)

Screenshot_4

Vediamo quindi che:

“il primo dei 3 fattori che determinano la crescita è andato a farsi benedire, abbiamo per i primi 4 mesi un meno 0,1%”

 

Per quanto concerne gli altri driver di crescita della supply-side non è cambiato ancora nulla:

1) TOLTI INVESTIMENTI IN BREVETTI O ALTRE PROPRIETA’ INTELLETTUALI, AL MASSIMO AVREMO QUALCHE IMPIANTO INDUSTRIALE IN PIU’, MA FINO AL 2016 SCORDIAMOCI GRANDI INVESTIMENTI DA DESTINARE AD UNA CRESCITA STRUTTURALE ED INTERESSANTE:

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Infatti, come vediamo, anche il Direttore Generale della stessa Banca d’Italia conferma quanto l’Istat dice:

CRESCITA INVESTIMENTI 1

 

2) IL CONTRIBUTO ALLA CRESCITA DELLA MAGGIORE OCCUPAZIONE ANCORA E’ MOLTO MA MOLTO LIMITATO! Renzi si attribuisce importanti risultati relativi all’occupazione magnificando il suo JOB ACT, Peccato che non SIA capace di leggere bene i dati (o è più responsabile l’Istat che non gli spiega bene le cose?):

ALITALIA VOLA COME ITALIA istat quanta crescita trimestre

Nel periodo febbraio-aprile il tasso di occupazione sale dello 0,1%!

In pratica le aziende hanno mandato a casa le persone in organico per prendere chi gode dei requisiti decontributivi. L’effetto sulle assunzioni è leggermente positivo (0,1%) ma per lo stato ciò significa settemila euro l’anno in meno di contributi per ben tre anni: crescita a debito SE non compensata con appositi tagli (che andrebbero ad annullare l’effetto positivo della maggior occupazione). Concentrandosi solamente sui precedenti licenziamenti (110.000 unità) si parla di qualcosa come 2 miliardi e mezzo di euro in meno come incasso per l’INPS che dovrà esser coperto con tagli (ovvero sottraendo denaro dalla circolazione) o con maggiori tasse.

Se facciamo i conti e limitiamo ad una parte la decontrobuzione (80.000 di quei 110.000) otteniamo quanto segue:

A –  INCREMENTO DEL PIL PER MAGGIORI ASSUNZIONI = neoassunti fossero circa 150.000 di cui solo 40.000 unità aggiuntive. Ipotizzando un valore aggiunto per ora uomo di circa 70 euro/ora per addetto, il loro contributo nella funzione della produzione alla crescita del PIL dovrebbe esser all’incirca:

– 40.000 x 1.680 ore uomo x € 7o cad. = 4.700.000.000 cioè uno 0,3% di crescita.

B – TAGLI PER COMPENSARE LA PERDITA DI CONTRIBUTI (si ipotizzano 80.000 nuove assunzioni a tempo pieno con il Job act) = 7.000 X  80.000 = 560.000.000 COME MINIMO IN UN ANNO (STIMA PRUDENZIALE)

C – SALDO NETTO CIRCA 4 MILIARDI DI EURO = 0,26%

 

Come tale, ad oggi, rebus sic stantibus, la crescita del pil lato offerta sarà:

Var. Y = Var. TFP (-0,1%) + Var. OCCUPAZIONE (+0,26%) + Var. INVESTIMENTI (0%) = +0,16%

Fate attenzione:

i – prima cosa la più parte delle assunzioni sono stagionali quindi una parte della contribuzione forse a settembre cesserà di esistere (+72.000 stagionali);

ii – seconda cosa aleggia sul governo un maximanovra per obiettivi di entrate non centrati (causa pil inferiore al previsto, inflazione che non sale e interessi sul debito pubblico ancora alti) i cui effetti, via moltiplicatore keynesiano, sappiamo saranno depressivi dei consumi (il maggior macroaggregato del PIL lato odmanda);

iii – il governo Renzi ha già previsto accise a luglio su benzina e altri prodotti, nonché incrementi d’iva a gennaio 2016 (che, come noto, deprimono i consumi anche nei mesi precedenti in quanto la gente aumenta la tesaurizzazione);

iv – Renzi ha le ore contate, come il centro-destra nel 2011 sotto Berlusconi che iniziò con litigi a perdere pezzi in modo costante, anche il PD oggi ha questa situazione e questo non giova alla ripresa degli investimenti esteri (perché quelli italiani non ci sono!).

Per quanto sopra, possiamo tranquillamente affermare che (S)FUMA LA CRESCITA RENZIANA:

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E lui intanto continua a vedere segnali di ripresa! Mah!

A MAURI E IL PROF

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