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Begoña Gómez, moglie del Primo Ministro Sanchez, a giudizio: passaporto ritirato e governo nei guai

La moglie del premier spagnolo Pedro Sánchez finisce a processo con accuse di corruzione e appropriazione di fondi. Passaporto ritirato e governo a rischio: tutti i dettagli economici dello scandalo.

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Il giudice spagnolo Juan Carlos Peinado ha preso una decisione che scuote le fondamenta del governo spagnolo: Begoña Gómez, moglie del Primo Ministro Pedro Sánchez, andrà a processo. E non sarà un iter leggero, poiché affronterà una giuria popolare. Con lei, si siederanno al banco degli imputati anche la sua assistente, Cristina Álvarez, e l’imprenditore Juan Carlos Barrabés.

Le accuse sono pesanti e non lasciano spazio a interpretazioni benevole: traffico di influenze, corruzione aziendale, appropriazione indebita e peculato. Per evitare sorprese, il giudice ha disposto il ritiro del passaporto per Gómez e Álvarez, imponendo loro il divieto di espatrio e l’obbligo di firma in tribunale ogni quindici giorni.

Ma come si è arrivati a questo punto? Al centro dell’inchiesta c’è la Cattedra Straordinaria di Trasformazione Sociale Competitiva (TSC) presso l’Università Complutense di Madrid (UCM), istituita nel 2020 con una rapidità che ha subito destato sospetti, subito dopo alcuni incontri nel Palazzo della Moncloa, sede del governo.

Begonia Gomez Sanchez

Il “Sistema” Complutense e le ricadute economiche

Il fulcro economico e tecnico dello scandalo risiede nello sviluppo del software “Transforma TSC”. Creato in ambito universitario per misurare l’impatto sociale delle aziende, questo strumento è stato finanziato con soldi pubblici e corposi contributi di giganti della tecnologia. Questo software, il cui sviluppo è stato pagato da soldi pubblici, finische però di proprietà della Transforma TSC, SL, di cui Begoña Gómez risulta amministratrice unica.

Inoltre le aziende legate a Barrabés, ad esempio, avrebbero ottenuto appalti pubblici presentando lettere di raccomandazione firmate proprio dalla Gómez. Quando l’accesso ai fondi e agli appalti statali è mediato da relazioni personali con i vertici dell’esescutivo, si mina la fiducia degli investitori e si spreca denaro dei contribuenti.

L’Università Complutense ha già fatto i conti in tasca a questa gestione, quantificando i danni e i costi in modo piuttosto preciso:

Voce di IndagineImporto Stimato
Danno economico diretto subito dall’UCM108.765,79 euro
Costo di sviluppo della piattaforma tecnologica348.942,00 euro
Finanziamenti non sottoposti a revisione (es. Google)70.000,00 euro

Oltre al software, vi è l’accusa di malversazione legata all’uso del personale. Cristina Álvarez, pagata dall’Ufficio del Primo Ministro, avrebbe dedicato il suo tempo lavorativo a coordinare i finanziamenti e le attività private della cattedra, spostando risorse di Stato verso interessi particolari.

Il vicolo cieco di Pedro Sánchez

Dal punto di vista politico, questa ordinanza rappresenta un colpo durissimo per Pedro Sánchez. Il Primo Ministro spagnolo si trovava già in una posizione precaria, sfiorato da altre inchieste e polemiche per corruzione e gestione opaca dei fondi.

Ora, con la moglie ufficialmente a processo e privata del passaporto, Sánchez va ancora più nei guai. Il giudice ha sottolineato un punto cruciale: la semplice condizione di “moglie del premier” è servita per influenzare le decisioni pubbliche. Sebbene l’inchiesta parallela su presunte pressioni per il salvataggio pubblico della compagnia aerea Air Europa (costato 475 milioni di euro nel 2020) sia stata per ora messa da parte per mancanza di prove dirette, l’ombra del dubbio rimane, e comunque c’è tutto il filone Zapatero, dalle dimensioni enormi.

Il governo è sotto assedio. Le opposizioni, che da tempo chiedevano chiarezza, ora hanno un’arma giudiziaria formidabile. Con l’avvio del processo, le udienze pubbliche diventeranno una vetrina costante sui presunti affari di famiglia condotti all’ombra della Moncloa, rendendo la sopravvivenza politica del governo Sánchez un’impresa sempre più complessa.

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