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Economia

Adolfo Urso: in arrivo il nuovo testo unico per le Start up innovative

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Confluiranno in un Testo unico le variegate regole che agevolano la nascita e lo sviluppo delle start up e PMI innovative al fine di semplificare e armonizzare l’intero quadro normativo per le imprese innovative e gli incubatori. È quanto prevede La “Legge annuale sulle piccole e medie imprese” (legge n. 34/2026) varata dal legislatore con l’obiettivo di effettuare il riordino delle disposizioni legislative vigenti anche mediante abrogazione delle norme che hanno esaurito la loro funzione (o sono prive di effettivo contenuto normativo o sono comunque obsolete), nonché di ridurre gli oneri e gli adempimenti non necessari.

Entro il 2027 arriverà il nuovo Testo unico della disciplina in materia di start-up e PMI innovative. Il ministro Adolfo Urso lo ha ribadito oggi in Sicilia “In questa parte finale della legislatura abbiamo intenzione di realizzare un testo unico per le start up, mettendo insieme i diversi disegni di legge per facilitare l’attività delle imprese”. D’altra parte di questo che si inserisce nella riforma del quadro societario unico europeo,  e delle le misure per rafforzare la capacità dell’UE in materia di startup e scaleup strategiche sono stati temi al centro del bilaterale tra il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso e la Commissaria europea per le Startup, la Ricerca e l’Innovazione, Ekaterina Zaharieva che si è svolto a Bologna a margine dell’evento “R2I – Research to Innovate Italy 2026” la scorsa settimana.

Nel corso dell’incontro il ministro Urso ha espresso apprezzamento per la proposta del 28° regime societario europeo, oggi denominata ‘EU Inc.’, definendola “un importante passo verso un mercato realmente unico per le imprese del continente, volto a ridurre la frammentazione normativa, rafforzare la fiducia degli investitori e semplificare le procedure attraverso la piena digitalizzazione, favorendo la nascita e la crescita di startup e scaleup innovative”. “Auspichiamo che il negoziato possa essere rapido e si salvaguardi la priorità di sostenere la crescita delle imprese europee attraverso un accesso pieno ai benefici del mercato unico”.

L’articolo 18 del ddl prevede la scrittura di un testo unico sulle startup che raccoglierà tutte le norme in materia. Il governo avrà dodici mesi di tempo per completare il lavoro di riordino. L’obiettivo è, innanzitutto, arrivare a una “unificazione e razionalizzazione” della discplina in materia di startup innovative, incubatori e pmi innovative. L’esecutivo punta, in secondo luogo, a migliorare l’efficienza complessiva delle norme mediante un lavoro di “coordinamento formale e sostanziale” di quanto già in vigore.

In Italia Si stimano circa 11.090 startup innovative attive, in lieve calo quantitativo ma con una maggiore specializzazione tecnologica. Il sistema dà lavoro a circa 68.500 persone. Oltre il 79% opera nei servizi alle imprese, con una forte concentrazione nell’IT (programmazione, consulenza e R&S).  Nonostante il valore complessivo dell’ecosistema, il venture capital italiano raccoglie meno fondi rispetto ad altri grandi Paesi europei (Francia, Germania, Spagna). Il settore ha mobilitato 7 miliardi di euro nell’ultimo anno e genera un fatturato di 14,5 miliardi, confermandosi pilastro strategico per l’occupazione qualificata nazionale

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