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VENETOBANCA: CAMBIO DI PRESIDENZA E “MEZZO” PIANO DI CONCILIAZIONE.

 

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News su Venetobanca.  Cambio alla presidenza con  Massimo Lanza che prende il posto del dimesso Beniamino Anselmi. Quest’ultimo si è dimesso ufficialmente per eccessivi impegni di lavoro che non gli permetterebbero di seguire in modo adeguato la banca, ma ufficiosamente per contrasti con il presidente di BPVI, sempre controllata dal Fondo Atlante, sulla possibilità di una fusione fra le due banche. questa scelta porterebbe a migliaia di esuberi e non è certo che condurrebbe ad una migliore sostenibilità aziendale, ma “Grande è bello”, soprattutto quando non si hanno le idee molto chiare.

Nel frattempo, tramite il Sole 24 Ore, veniamo a conoscenza di prime eventuali proposte riguardanti “tavoli di conciliazione” da concludersi con i soci. Da queste proposte sono esclusi i grandi azionisti, che si dà per scontato fossero a conoscenza della situazione della banca, e coloro che hanno sottoscritto le “Baciate”. Quelli che rimangono sono comunque circa 100 mila risparmiatori, concentrati soprattutto in Veneto.

A questo ampio gruppo di azionisti verrebbe offerta una percentuale che varierebbe dal 10 al 25% del valore di sottoscrizione / acquisto delle azioni, quindi un valore fra i 4 ed i 10 euro per azione nel caso di Venetobanca.  Si afferma di voler seguire lo stesso schema applicato a Banca Popolare di Milano, che però presentava una situazione completamente diversa.

A nostro modesto parere i vertici della banca sottovalutano tre elementi essenziali :

a) moltissimi azionisti sono stati condotti su un cammino illegittimo all’atto della sottoscrizione azionaria, con casi di MIFID non corretti , compilati in modo superficiale etc. Perchè questi azionisti, titolati a ricevere il 100% in quanto sottoscrittori di un contratto nullo, dovrebbero accontentarsi del 25% ?

b) Le operazioni baciate sono molto più importanti di quanto comunemente ritenuto e compongono una fetta importante del capitale delle banche. Inoltre potrebbero portare delle pesanti ricadute economiche per i ricalcoli di anatocismo e tassi di usura, da cui VB è tutt’altro che esente.

c) nell’articolo del sole si parla di un accantonamento pari a 400 milaioni, ma sappiamo che BPVI ha già accantonato più di 500 milioni.  La banca trevigiana deve rivedere questa cifra sicuramenteal rialzo.

 

Insomma una mezza conciliazione per ora. Purtroppo appare sempre piùevidente che le due banche venete dovranno essere ricapitalizzate a breve, anche perchè stanno generando ancora perdite, per cui appare opportuno che Questio Sgr, gestore di Fondo Atlante, faccia bene i conti sulle necessità finanziarie degli istituti che, a nostro modesto parere, non saranno inferiori a 2 miliardi complessivi, con 1,2 per BPVI ed 800 milioni per VB.

Grazie

 

 

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