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Pareggio in bilancio in Costituzione? Un regalo di ignoranti e criminali

 

La Repubblica tutela il risparmio in tutte le sue forme. Così tuona l’art. 47 della nostra Carta fondamentale. Tutelare il risparmio che significa? Ovviamente significa, prima di tutto, renderlo possibile, crearlo.

Come può uno Stato creare risparmio diffuso per i propri consociati? La risposta è di una banalità disarmante eppure, a causa del campanaccio mediatico di ignoranti e criminali, risulta estremamente contro intuitiva. Il risparmio si può creare unicamente se lo Stato fa politiche di deficit, ovvero se immette denaro nel sistema, per tramite la spesa pubblica, in misura superiore a quanto ne toglie tassando.

Ovvero la spesa pubblica è per definizione, come più volte sottolineato da uno dei pochi giuristi italiani, che comprendono la contabilità pubblica, Luciano Barra Caracciolo, è il reddito indiretto e differito di tutti noi. Ciò ovviamente non vuol dire che non ci siano limiti all’immissione di moneta nel sistema, essa incontra quello naturale di far sì che la domanda non sia superiore alla produzione. Ovvero senza produzione, ma con grande quantità di moneta a disposizione per i consumi, i prezzi salirebbero e l’inflazione conseguente finirebbe per erodere i risparmi, esattamente come avverrebbe nel caso in cui la moneta in circolazione fosse troppo poca. Anzi questo è proprio ciò che accade oggi, la deflazione distrugge la nostra economia.

In sostanza, per creare risparmio, lo Stato deve necessariamente fare deficit nel lungo periodo. Purtroppo non abbiamo fatto i conti con il nutrito gruppo di criminali, che appoggiato da ignoranti abissali, ha lanciato il campanaccio mediatico della necessità del pareggio in bilancio. Tale scelta politica, parlo di politica perché il pareggio non ha nulla a che vedere con l’economia, è stata motivata da un’unica volontà: sottomettere le moderne democrazie al potere dei mercati, smantellandone gli apparati statali e cancellando, uno dopo l’altro, i diritti e le libertà conseguite solo grazie a secoli di lotte.

Così l’art. 81, come novellato dal Governo golpista e collaborazionista di Mario Monti, un uomo che se la ragione tornerà in questo Paese trascorrerà certamente, e meritatamente, i suoi ultimi anni di vita in carcere, ha bandito il risparmio. Si è “costituzionalizzato” un insanabile contrasto tra l’art. 47 e 81. Si è codificata una Repubblica, che non potendo più spendere, non avrà più alcun possibilità di adempiere ai propri doveri. Una Repubblica che dunque non tutelerà più il lavoro, non agirà per rimuovere le diseguaglianze sociali, non provvederà all’assistenza materiale degli indigenti e degli invalidi, tutto per mancanza di moneta.

Il pareggio in bilancio è un crimine, esattamente come è un crimine uccidere, solo l’ignoranza può impedire di comprenderlo. Ma oggi siamo governati da un mix letale di ignoranti e criminali, spalleggiati da economisti idioti o altrettanto in malafede.

È l’eclissi della ragione, viviamo in un tragico medioevo culturale.

Neam Chomsky ci rammenta benissimo l’aria che tira in Europa…

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Sempre Chomsky ci ricorda come sia possibile che le masse non comprendano quanto sta tragicamente accadendo:

“L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élite politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali”.

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