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Le grandi opere a impatto zero che potremmo fare

Di Costantino Rover

Il concetto di grande opera ha assunto in Italia una valenza negativa quasi a corrispondere diametralmente a corruzione, bustarelle, appalti truccati, spreco e soprattutto opera inutile.

Questo è avvenuto assieme al crescendo di diffidenza degli italiani verso la classe dirigente ma ha anche rappresentato occasioni di scontro fra due metà della popolazione che si assiepavano su due sponde contrapposte che abbiamo chiamato, semplificando al massimo, conservatori e progressisti. Combinazione queste due voci, rispetto alla consuetudine politica, quando si è trattato di schierarsi pro o contro le grandi opere si sono scambiate colore: a sinistra generalmente stavano i NO e a destra i SI.

La fama negativa della grande opera non si è avuta per colpa di attivisti o delle campagne per il NO di M5S oggi o di altri partiti o comitati in passato, ma è dovuta ai risultati sia economici che ambientali nonché alle immancabili inchieste della magistratura.

Esistono però delle grandi opere che riteniamo opportune e necessarie e che guardano al futuro. Niente di avveniristico sotto il profilo tecnologico o del design. Nulla a che vedere con treni a levitazione magnetica o strutture fantascientifiche. E nemmeno nulla che possa intaccare l’ambiente, al contrario.

Le grandi opere che potremmo erigere per ridurre il traffico, produrre occupazione e persino un guadagno sono infinite. In questo articolo ne illustreremo alcune soltanto con l’obiettivo di togliere dalle nostre credenze viziate dal passato quello strato di diffidenza che preclude il confronto fra le due fazioni ogni volta che si parla di opere pubbliche.


GRANDE OPERA O INVESTIMENTO PRODUTTIVO?

L’incomprensione di fondo e punto cardine allo stesso tempo su cui bisognerebbe informarsi prima di imbastire un confronto su qualsiasi spesa pubblica, esattamente come avviene per qualsiasi spesa privata, è: questo investimento produrrà un arricchimento (NON NECESSARIAMENTE INTESO COME PROFITTO) alla collettività?

L’arricchimento o il valore aggiunto si può misurare in due modi diversi: ritorno economico che copre la spesa; agevolazione o sollievo per la società.

Insomma l’investimento è o non è produttivo?

Nel piano di investimenti per 500 miliardi in 5 anni che Economia 5 Stelle ha sottoposto ai parlamentari del Mov. con in testa Alessio Villarosa e che ha prodotto la proposta dello stesso Villarosa di un riassetto del sistema bancario così come avevamo suggerito (leggi il comunicato sul Fatto Quotidiano) troviamo alcune possibilità di spesa produttiva a cui ne aggiungeremo un paio.


ESEMPIO DI PIANO ENERGETICO PER IL PAESE: FOTOVOLTAICO ED EOLICO TROPOSFERICO

Nell’ipotesi prodotta da Alessandro Ballardin di Economia 5 Stelle osserviamo come l’investimento per energia verde verrebbe ripagato e poi produrrebbe un guadagno che lo Stato potrebbe reinvestire in servizi pubblici o abbattendo i costi della bolletta elettrica.

Indipendentemente da aspetti legati dal costo per Kwh ci siamo concentrati su un piano energetico

di lungo termine finalizzato a garantire la totale sostituzione della dipendenza estera con

investimenti il cui costo annuo aggiuntivo è rappresentato esclusivamente dalla manutenzione

degli impianti realizzati.

(…) si potrebbe realizzare la totalità della produzione di

energia elettrica portando il fotovoltaico dal 7% attuale all’obbiettivo del 30% dell’energia annua

necessaria. Abbiamo stimato l’invesimento complessivo necessario per il fotovoltaico in €130

MLD con celle la cui longevità pare oggi sfiorare i 100 anni.”

Oltre che di solare parliamo anche di eolico, ma non delle classiche pale, bensì di eolico troposferico:

“…richiederebbe la realizzazione di 10.000 centrali per un costo complessivo di circa €50 MLD.

La sommatoria dei due sistemi consentirebbe il risparmio sulla bolletta elettrica dei cittadini di circa €11 MLD annui, quindi stimiamo che in 18 anni di funzionamento l’investimento verrebbe completamente ammortizzato.”.

Il piano di investimenti per 500 miliardi proposto da Economia 5 Stelle al Movimento 5 Stelle (vedi la presentazione ufficiale del piano di investimenti di Economia 5 Stelle) offre molte altre ipotesi di investimento produttivo come ad esempio: il reddito di cittadinanza legato al ripristino dal dissesto idrogeologico con contemporaneo abbattimento del rapporto debito pubblico/PIL al di sotto del 60% in cinque anni, piano di spesa in ricerca e sviluppo ed altri ancora con tanto di piano di rientro della spesa iniziale.

fonte - http://www.imille.org/2013/09/energia-eolica-ad-alta-quota/comment-page-1

fonte – http://www.imille.org/2013/09/energia-eolica-ad-alta-quota/comment-page-1


LE MALATTIE DA PM10 NON VENGONO DAL CIELO MA DALLE STRADE.

Abbattere gli effetti dello smog non solo darebbe degli ovvi benefici alla salute dei cittadini ma anche alle casse dello Stato facendo si che gli investimenti in salute vengano risparmiati o diretti ad altre voci del bilancio.

I fine settimana a piedi o le giornate a targhe alterne non producono effetti positivi, perché?

Semplice; perché il pericolo smog non sta tanto nell’atmosfera, quanto a terra. E’ questo il motivo che ha spinto Nino Galloni a pro porre un rimedio (leggi l’articolo completo su Scenari Economici) che non venga dal cielo ma da terra… anzi, dall’acqua…

I rilevatori di smog infatti misurano l’inquinamento ad un’altezza che riconduca il calcolo a quantificare il pericolo per gli abitanti delle città. Questo smog è presente in grande quantità nonostante le emissioni siano calate nell’ordine del 30% negli ultimi vent’anni per una semplice ragione: la gran parte dello smog misurato viene sollevato dal passaggio dei mezzi stessi.

Ecco da dove parte l’idea di Galloni: mantenere lo smog a terra o farlo defluire. Come? Semplice, utilizzando l’acqua per mantenere le grosse arterie metropolitane sempre umide in modo da trattenere le PM10 al suolo.


RIFIUTI E TRASPORTO MERCI PNEUMATICI

In Giappone la raccolta rifiuti si fa già così. Colonnine per la raccolta dei rifiuti collegate ad un circuito di tubi che alimentato ad aria trasporta la differenziata direttamente ai centri di stoccaggio rendendo così supreflui i mezzi per la raccolta dell’immondizia.

Un brevetto dell’Università di Perugia prevede l’utilizzo dello stesso principio per il trasporto delle merci senza fare buchi nelle montagne o sotto terra; basta far passare le tubature sotto le strade e le autostrade.

Quali sarebbero i vantaggi? Innumerevoli: abbattimento del traffico di mezzi pesanti, riduzione del traffico, aumento della sicurezza sulle strade, abbattimento dello smog e dei costi di manutenzione del manto stradale, riduzione dell’incidenza sul servizio sanitario dovuta all’usura da lavoro per i camionisti, ecc.

Al posto di avere camionisti per le strade li troveremmo nei centro di smistamento, per le consegne a domicilio o presso le rivendite, in magazzini su mulatti piuttosto che su mezzi pesanti in orari di lavoro usuranti, ecc.


L’INCENERITORE AD IMPATTO QUASI ZERO CHE PRODUCE VETRO E GAS PER GLI ESTINTORI.

Uscendo dal bigottismo di matrice ambientalista ci accorgeremmo che un inceneritore che tratta rifiuti anche tossici riducendoli a gas per gli estintori e vetro valgono pur un mucchietto di cenere.

Nulla a che vedere con i tradizionali inceneritori; stiamo parlando dell’impianto sperimentale di Gioia del Colle che brucia rifiuti senza fiamma.


COME FINANZIARE LE OPERE PUBBLICHE?

Per rispondere a questa domanda ritorniamo ad attingere le soluzioni dal piano di investimenti per 500 miliardi proposto da Economia 5 Stelle. Tra le varie possibilità descritte più dettagliatamente nel paper ci viene elencata tutta una serie i alternative: tramite una nuova banca pubblica, con doppia circolazione Euro/moneta nazionale, con moneta fiduciaria pubblica e privata (CCF e CCE) e ritorno alla valuta sovrana. In quasi tutti i casi descritti da Economia 5 Stelle ci troveremmo a finanziare le opere pubbliche senza farle ricadere sul bilancio dello Stato e persino senza emettere un Euro. Insomma si tratterebbe di fare spesa in deficit abbattendo il debito pubblico invece che farlo aumentare.

Autore: Costantino Rover

Tutte le fonti su Battitore Libero (vai alle fonti)

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