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LA TECNOLOGIA PUO’ ABBATTERE I COSTI DELL’USCITA DALL’EURO E DELLA GESTIONE VALUTARIA COMPLESSA: PERCHE’ LO IGNORIAMO ?

different currencies

Il libro di Stiglitz sull’Euro, di cui abbiamo parlato recentemente, ha avuto il merito di riportare il dibattito sul tema della moneta unica, facendo uscire dalla palude del chiacchiericcio politico ordinario. Certo poi si vedono i TG pieni delle immagini di due pensionandi e di un riconfermando leader che amabilmente prendono il sole al largo del Tirreno, ma per risolvere il problema basta cambiare canale. 

Però due monete sarebbero meglio che una ? Perchè ciò possa accadere è necessario che le nuove valute si presentino come delle OCA/AVO (Optimal Currency Area, Area Valutaria Ottimale), cioè delle aree omogenee economicamente dove avvengano liberamente movimenti dei fattori produttivi , capitale e lavoro soprattutto, dove esista un’importante politica fiscale comune ed i cicli economici siano sincronizzati. Ora sappiamo che questo non accade per l’euro in quanto :

a) non esiste una politica fiscale comune rilevante, anzi questa ipotesi viene rigettata con forza , per cui non vedrete mai i contribuenti tedeschi pagare, anche temporaneamente, le pensioni dei greci…

b) non esiste un mercato unico del lavoro, sia per motivi culturali e linguistici sia per motivi previdenziali. Anzi la Germania ha sospeso la clausola preferenziale per i lavoratori europei , a vantaggio dei rifugiati.

c) i cicli economici non sono sincronizzati. 

Se l’area non è ottimale, cioè è troppo grande o troppo piccola, si creano inefficienze che vengono pagate da qualcuno, in questo caso da noi.

Ora un Euro Flessibile spezzato a metà sarebbe meglio sicuramente di un’euro unico, perchè le aree valutarie sarebbero un po’ più omogenee, ma dubito che sarebbe la soluzione ottimale perchè :

  • prima di tutto si tratta di creare strutture monetarie di governo economico che allo stato attuale non esistono, il tutto quindi condito da interminabili mediazioni e discussioni. A questo punto perchè non tornare alle strutture nazionali che ci sono già e che in passato si erano rivelate efficienti?

  • Siamo sicuri che le aree nordiche e mediterranee sarebbero economicamente sufficientemente omogenee? La Vallonia ed una parte dell’Est Germania non riproporrebbero, accentuati , i problemi dei paesi mediterranei? E lo stesso si potrebbe dire per certe aree della Spagna, dell’Italia .

  • Quindi questo strumento avrebbe un problema di relazione con l’euro “Del Nord”: se fosse “Peggato” all’altra valuta si riproporrebbero gli stessi problemi dell’euro, forse in scala maggiore, e sicuramente rinascerebbe un’ostilità fra il Sud ed il Nord. Se fosse libera esporrebbe il blocco meridionale all’accusa di praticare una svalutazione competitiva.

  • La Francia si troverebbe in una situazione estremamente scomoda: entrare nel blocco nordico e divenirne il vaso di coccio , o entrare nel blocco mediterraneo ed ammettere il fallimento di buona parte delle proprie politiche economiche ?

Ciò premesso dovremmo anche chiederci perchè non adattiamo le nostre economie ad aree valutarie ottimali. Solitamente le voci discordanti parlano di “Costi” per la gestione delle valute , ma sono costi reali o sono solo pregiudizi ‘

Io ho avuto la fortuna/sfortuna di dover viaggiare molto nel 2014-2015, e posso dirvi che gestire una pluralità di monete, con le tecnologie attuali , è banale. Ancora oggi ho , più che altro come ricordo , una carta ricaricabile che gestisce separatamente 10 valute. Non solo fa i pagamenti nella valuta che desidero, ma mantiene al proprio interno separate 10 diverse valute e , su mia richiesta, fa le conversioni da una all’altra in qualsiasi momento. questo per dire che in un mondo il cui il contante esiste, ma è ridotto ad una posizione residuale, porsi il problema del costo della gestione delle diverse valute è un profondo errore, che sottovaluta le capacità della tecnologia . Non siamo più ai tempi dei tavoli dei cambiavalute medievali o degli sportelli bancari. L’imposizione dell’accettazione della moneta elettronica voluta dal nostro governo per oscuri motivi fiscali ha cancellato buona parte dei problemi derivanti dalla gestione di una multivaluta.

Anzi l’applicazione di valute perfettamente corrispondenti ad aree ottimali porterebbe da un lato ad un’ottimizzazione nella gestione dell’economia e delle politiche monetarie, ma dall’altro anche ad una spinta verso l’innovazione del commercio con l’introduzione di sistemi più efficienti di gestione delle politiche di prezzatura e di promozione dei prodotti esposti, con “Smart shells” in grado di indicare i prezzi in modo flessibile, a seconda della valuta , e di gestire quindi in modo più attivo la comunicazione. Sono tecnologie già disponibili ed applicabili anche ai piccoli negozi, ma scarsamente implementate perla pigrizia innovativa della Grande Distribuzione da un lato e per la scarsità di risorse del commercio tradizionale dall’altro.

Dobbiamo muoverci verso monete più efficienti. Non è assolutamente vero che “Grande è bello” , al contrario, “Grande è inefficente”, soprattutto nell’allocazione delle risorse e dei fattori produttivi, almeno in economia. In questo caso bisogna solo cercare l’ottimo , che non sta nè nel troppo grande, nè nel troppo piccolo.

 

 

 

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