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Il PD reo confesso: abbiamo fatto gli interessi dell’UE, non quelli dell’Italia

Era da un po’ che non ritornavo in un post a parlare di delitti contro la personalità dello Stato. Non certo perché si è rinunciato alla battaglia, le denunce continuano ad essere depositate e, all’esito del processo di Trani, vi prometto ulteriori azioni, se sarà necessario anche contro i PM che ad oggi non procedono come per legge contro il crimine palese delle cessioni di sovranità.

È infatti pacifico che tali cessioni sono reato. Gli artt. 241 e 243 cp non lasciano dubbi, d’altronde è ovvio che se si priva uno Stato del suo potere d’imperio lo si cancella in quanto tale, si compie l’atto più ostile possibile contro la sua personalità giuridica. Le occupazioni militari avevano esattamente queste conseguenze.

Con questo post voglio segnalarvi un tweet surreale dell’account ufficiale del PD, che evidenzia un ulteriore delitto contro la personalità dello Stato, trattasi di un’ennesima confessione dal punto di vista processuale:

Avete letto bene! Il PD si vanta di aver fatto, sino ad oggi, gli interessi dell’Europa e non quelli italiani! Esattamente quanto aveva affermato tempo fa anche uno dei fuoriusciti più noti ed onesti del PD, Alfredo D’Attorre.

L’UE oggi, come noto, è solamente un’oscena dittatura finanziaria, dove la stabilità dei prezzi viene per norma prima del benessere e della pace (per gli euristi che rifiutano di prendere atto dell’evidenza leggere il combinato 127 tfue e 3 tue).

Una dittatura dedita a proteggere esclusivamente gli interessi del grande capitale internazionale. Chi nega tali verità normative certamente non ha mai letto i trattati europei.

Ad ogni buon conto, al di là della natura dell’UE, anche se non si ammettesse, per puro cieco campanilismo, che ho ragione su quanto appena detto, nulla cambierebbe. Tutelare gli interessi di un ordinamento diverso dall’Italia resta reato a prescindere dal fine dello stesso.

L’Art. 264 c.p. dispone infatti che: “Chiunque, incaricato dal Governo italiano di trattare all’estero affari di Stato, si rende infedele al mandato è punito, se dal fatto possa derivare nocumento all’interesse nazionale, con la reclusione non inferiore a cinque anni”.

L’infedeltà al mandato, ovvero all’obbligo di tutelare gli interessi nazionali che incombe al governo, è stata a questo punto confessata dal PD che in sostanza ha affermato questo: “abbiamo fatto gli interessi dell’Europa e non quelli dell’Italia”.

Il nocumento è più che mai evidente, il Paese grazie a queste politiche dissennate, che hanno favorito altri, ha perso 1/3 del proprio settore manifatturiero ed oltre il 25% della produzione industriale.

Con il movimento Alternativa per l’Italia procederemo ad un’interrogazione parlamentare su questa dichiarazione del PD e certamente affronteremo il problema innanzi alla Procura della Repubblica di Roma.

Siamo davvero curiosi di leggere cosa risponderanno questa volta, sempre che Grasso, ancora una volta, non decida, ritenendosi illecitamente il sovrano del Senato, di evitare al governo (minuscolo voluto) di dover rispondere su questo scottante tema.

Mai nella storia si era visto un governo, non solo apertamente ostile agli interessi nazionali, ma che addirittura se ne facesse espresso vanto. Ciò non fa che riprovare che l’Italia oggi è un Paese sotto occupazione straniera con un governo imposto dall’invasore che ci ha conquistato.

Vi fermeremo, questo è certo!

Avv. Marco Mori – scenarieconomici – Alternativa per l’Italia – autore de “Il tramonto della democrazia, analisi giuridica della genesi di una dittatura europea”, disponibile su ibs e amazon

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