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La fine dell’Euro: le elites tedesche al potere vogliono il riarmo in veste EU e la bomba atomica (per sfidare USA e Russia)

Il presente articolo inaugura una serie di interventi atti a spiegare la reale (e drammatica) situazione in cui si trova l’Europa, ormai strumento di potere della Germania quale unico soggetto che ci guadagna realmente dalla moneta unica europea. Nell’analisi cercherò di riportare semplicemente gli eventi senza considerazioni, al massimo condensando concetti fattuali derivati da eminenti pubblicazioni tedesche nonchè da eminenti autori e politici contemporanei, sempre citando le fonti [che consiglio vivamente di leggere].

In pratica – l’essenza dell’intervento – è che stiamo andando incontro ad un revanscismo europeo sulla falsa riga di quanto accadde 75 anni fa: la Germania che combatte per (impossessarsi del) l’Europa, eliminando dalla propaganda quanto messo in parentesi. E per fare questo necessita di Parigi, per ora.

Il concetto, di per se semplice, si sviluppa con una conclusione devastante: la Germania oggi sta ormai cercando la bomba atomica per vaticinare la sua egemonia continentale visto che gli UK se ne sono andati dall’EU e la Francia non è disponibile a condividere l’unico strumento in suo possesso – l’arsenale nucleare – in grado di permetterle di avere un vantaggio (ottenendo quindi rispetto) da Berlino. Parola dell’ex ambasciatore tedesco a Washington, oggi presidente del Munich Security Conference e diplomatico di rango della Repubblica di Germania.

La questione della bomba  Wolfgang Ischinger ha iniziato ad affrontare la questione dell’ “armamento nucleare tedesco”. Attualmente, è meglio evitare un dibattito sulla dell’UE “con arsenale proprio nucleare”, ha dichiarato il diplomatico tedesco. L’arsenale nucleare della Gran Bretagna sta lasciando l’Unione europea, mentre il la Francia non è “disposta e capace” di “europeizzazione suo potenziale nucleare”. Tuttavia, “in questo momento,” sarebbe “un errore politico a discutere un’alternativa di armare la Germania con armi nucleari”, anche “perché forniremmo un argomento per i critici a Mosca e in Europa, ovvero indicheremmo che il potere centrale della Germania cerca non solo di dominare l’Europa con la politica finanziaria, ma anche – in violazione di tutti i trattati – il controllo congiunto di armi nucleari “[12] Ischinger non ha elaborato quali condizioni potrebbero invalidare la sua tesi di limitazione temporale (“al momento “), né egli esprime argomentazioni conclusive contro le armi nucleari in acquisizione dalla Germania.    http://www.german-foreign-policy.com/en/fulltext/58999

Notasi, quanto esposto non è farina del mio sacco ma piuttosto la valutazione pubblica fatta da german-foreign-policy.com, sito che riporta con trasparenza e direzione la posizione tedesca in tema di politica estera citando in questo caso l’ambasciatore Wolfgang Ischinger.

Parimenti è essenziale comprendere che un accordo tra USA e Russia – come indicato da eminenti politici tedeschi come il futuro presidente tedesco Steinmeier e Wolfgang Ischinger – sarebbe mortale per la Germania rappresentando la fine dell’EU in quanto la sua funzione di diga antirussa verso il Vecchio Continente non avrebbe più senso. Diciamola tutta, a livello industriale Berlino è già il vero competitor economico USA dal momento in cui si è “vestita di Europa” e la vuole anche comandare; se a questo si aggiungesse la bomba atomica il problema diventerebbe anche di sicurezza militare sia per Washington che per Mosca.

…(Ischinger) invoca la chiamata per il disarmo russo e USA, Ischinger parla anche per l’ulteriore militarizzazione della politica tedesca e l’UE. “Putin” – vale a dire i conflitti di Ucraina e la Siria – ha chiaramente “dimostrato, come sia assolutamente sbagliato sostenere che non ci possono essere soluzioni militari”, ha spiegato. Poiché l’UE non è intervenuta apertamente in termini militari, “noi, gli europei, … siamo stati lasciati ancora una volta a bordo campo – una posizione di spettatore – che non è il ruolo appropriato per l’UE, attore commerciale più grande del mondo e con il potere economico di una popolazione di 500 milioni di persone. … ”     http://www.german-foreign-policy.com/en/fulltext/58999

Appunto, interessante notare come – nelle more dell’analisi proposta – sia chiaramente derivato il fatto che la Germania, come al solito, non considera Mosca come un alleato ma come un avversario, anzi una risorsa da utilizzare. Più precisamente, un’arancia da spremere e conquistare non prima di aver enucleato dalla stessa I paesi baltici che costituiscono da sempre la cintura protettiva di Mosca e San Pietroburgo. Anche queste parole sono estratte da un’analisi fatta dalla fonte sopra citata (cfr. Teoria dell’Arancia/Orange Theory, Paul Rohrback).

L’unica considerazione che mi permetto di fare è che la “guerra mediatica europea a Trump sembrerebbe rappresentare semplicemente l’occasione per enuclearsi dal dominio USA in Europa, dopo 75 anni di sottomissione forzata [anche 75 anni fa il nazional-socialismo era anche negli USA inizialmente visto benissimo da tutti, non si poteva parlarne male, letteralmente, poi invece….]. Che poi Obama e Hillary Clinton possano essere a libro paga dei tedeschi in quest’opera di cambio del paradigma egemonico continentale non deve stupire, successe con Prescott Bush e la banca Thyssen che rappresentava gli interessi nazisti in USA 75 anni fa [Brown Brothers Harriman, vedasi anche la Harriman & Co., …], guarda caso anche l’avo dei Bush supportava la Germania ai tempi Berlino [con cui era in affari] ed era contrario ad una guerra americana in Europa. Poi Pearl Harbour e le conseguenze dell’assedio di Dunqirq cambiarono radicalmente le cose. Più o meno la stessa cosa che probabilmente è accaduta con il Brexit e la vittoria degli euroscettici, monarchia in testa (o meglio, Elisabetta II in testa, l’unica a conoscere veramente la reale pericolosità germanica visto che l’ha vissuta, forse è per questa ragione che la sua saluta è sempre a rischio, per definizione, …).

Hans-Peter Bartels (SPD) nomina il benchmark per valutare la forza militare europea: “Abbiamo 1.5 millioni di soldati, più degli USA.”    http://www.german-foreign-policy.com/en/fulltext/58994

Dunque Berlino vuole la bomba atomica per poter imporre la sua agenda ed essere inattaccabile militarmente. La mia domanda è semplice: USA e Russia permetteranno la trasformazione di un competitor commerciale ed industriale in uno militare, in territori in cui la loro interessata ingerenza storica verrebbe messa a repentaglio?

Io penso di no.

Appunto, occhio agli sviluppi, molto difficilmente a Berlino verrà permesso di comandare l’Europa e le conseguenze rischiano di essere tragiche in caso di confronto aperto. Ad esempio la ricchezza tedesca – che è basata sulla moneta unica – potrebbe dissiparsi solo eliminando il vero strumento egemonico, l’euro. Ossia nottetempo.

In sostanza va sempre ricordato che Berlino NON è una grande potenza e sta abusando dell’EUropa a suo vantaggio, anche a costo di mandarci tutti in guerra (in fallimento i periferici – Italia inclusa – ci sono già)

Trump è in grado di raggiungere l’obiettivo di dissolvere l’EU e forse oggi iniziamo a capire che NON si tratta solo di uno sfizio o di meri interesssi commericiali ma di vera e propria sicurezza nazionale. E ci può riuscire a maggior ragione se supportato da Mosca, cointeressata ad evitare di avere una Germania nuovamente egemonica ai propri confini.

La storia si ripete.

Buona lettura

Mitt Dolcino

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