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Zitta Zitta l’ENI cerca contromisure per il caro gas

Zitta Zitta l’ENI cerca qualche contromisura per il caro gas, anche per tutelare i propri lauti margini, oltre che un minimo di stabilità politica in Italia…

L’amministratore delegato della società energetica, Claudio Descalzi, ha incontrato a  Tripoli il 28 settembre il primo ministro libico, sostenuto dalle Nazioni Unite, Abdulhamid Dbeibah e il presidente della National Oil Company Mustafa Sanalla.

Hanno discusso della strategia di Eni e della possibilità di ulteriori investimenti per migliorare l’accesso alle energie rinnovabili e al gas naturale per la produzione di energia.

Descalzi ha confermato il “pieno impegno” di Eni nelle attività e nei progetti operativi nel Paese, puntando sul gas naturale per soddisfare i crescenti fabbisogni energetici e massimizzare la produzione di gas presente e futura. Eni sta lavorando a progetti di sviluppo offshore, compreso l’utilizzo del gas dal giacimento di Bouri; il progetto di compressione Sabratha; e Hamada.

La NOC ha dichiarato ai media locali all’inizio di settembre che il suo obiettivo è portare la produzione di Hamada a 50.000 barili/giorno di greggio, 10.000 b/giorno di condensato e 90 milioni di piedi/giorno di gas.

I tre hanno anche discusso di progetti nel settore delle energie rinnovabili per ridurre la domanda di idrocarburi e le emissioni di CO2, migliorando anche l’accesso all’elettricità nelle comunità remote. Sono compresi gli impianti fotovoltaici con accumulo a batteria. Praticamente anche lui ha dovuto baciare la sacra ciabatta di Greta, mentre tratta per tenere gli italiani al caldo.

Se vi chiedete come mai non sia andato a Bengasi eccovi una chiara mappa esplicativa

Eni produce gas in Libia per l’esportazione in Italia attraverso il gasdotto Green Stream. Ovviamente ora cercherà di spingere al massimo la produzione per farci superare l’inverno, e, soprattutto, farlo superare alle nostre industrie.

 

 


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