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VORRESTE UN VOSTRO PRODOTTO ACCOPPIATO AD UN ESCREMENTO? Il cattivo marketing dei reality

 

 

 

Lunedì scorso gli autori di un cattivo programma hanno avuto la pessima idea di celebrare l’umiliazione di una persona, provocandola, e causandola. Appare chiaro anche al più stupido che l’evento in questione, che non citeremo proprio per non solleticare desideri voyeuristici a cui cui puntano gli autori e cercherò di guardare questo escremento dallo stesso punto di vista con cui li si guarda post funzione fisiologica: dall’alto. (per chi volesse conoscere l’episodio può cliccare Qui a suo rischio e pericolo)

Il male fa parte della vita, della realtà, ma provocare il male è da malvagi. Lo spettacolo, il teatro, i  cinema, spesso hanno celebrato il male, ma si è trattato quasi sempre di “Grandi Malvagi”, mossi da qualcosa di grande, o che avevano una parte nel destino: Bruto affondando il coltello in cesare fa la storia e rende il patrigno immortale; Giuda ha una funzione essenziale nella deificazione del Cristo; Hitler è la necessaria personificazione del grande male nella mediocrità. Perfino Shakespeare quando presenta Riccardo III ne fa un “Grande” malvagio, che gode del suo male, anzi ne gode di più quando è più efferato e profondo, quando elimina amici e fratelli. Però che senso ha scatenare le parti più basse, mediocremente vili dell’uomo? Il pettegolezzo malvagio senza scopo, il teppismo sentimentale, a cosa portano se non al ridurre quel poco di umanità che è rimasta allo stato di escremento di questo tipo di programmi.

La gente è quel che è, gli autori sono quello che sono, i responsabili di rete pure, ma, sinceramente, mi chedo come facciano certi programmi a trovare degli sponsor, degli advertiser che comprino gli spazi pubblicitari. Vorreste vedere il vostro prodotto alimentare accostato ad un prodotto escatologico? Vorreste la vostra auto, per il cui spot avete speso centinaia di migliaia di euro, rappresentata da personaggi viscidi, umanamente bassi, anche esteticamente improponibili? Vorreste la vostra banca presentata  assieme ad atti di vile basso, meschino tradimento di poco valore, anzi gratuito? Quale valore positivo  può essere dato a questi prodotti da testimonial di questo tipo? Ammetto che tutta la mia esperienza ed i miei studi di marketing non riesco a capacitarmi che certi programmi, certi contenuti, certi personaggi trovino ancora chi ne paghi le spese e vi leghi la propria immagine.

Non è un attacco al format del reality: personalmente ne guardo anche qualcuno per rilassarmi, anzi qualcuno è anche interessante, masi tratta di “Prodotti tecnici” che lasciano anche spazio al co-marketing e di co-branding. Questi programmi che fanno leva sulla parte più bassa hanno per me, come dovrebbero averlo, spero, per i nostri lettori, lo stesso effetto di guardare nella tazza del water close: un evento talvolta necessario, ma che odiamo fare e vorremmo in ogni modo evitare.

 


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