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VERSO LA GUERRA FREDDA ECONOMICA FRA CINA E USA. Da che parte staranno Italia ed europa?

 

 

Forse anche la Muraglia Cinese non è così compatta come sembra. Un giornalista della Nikkei Asian Review ha notato giovedì che un ex alto funzionario del Partito Comunista Cinese (PCC) questa settimana ha pubblicato un editoriale in un importante giornale accademico che sembra essere in contrasto con la linea del Partito e suggerisce una soluzione ancora più radicale: un completo disaccoppiamento economico dagli Stati Uniti . L’autore pone in luce come non si tratti si isolazionismo, che così male  ha fatto per la cina  nel ventesimo secolo , ma di imposizione di un sistema monetario  basato sullo Yuan in grado di scontrarsi direttamente con quello basato sul dollaro.

In un momento di gravi tensioni con gli USA anche di carattere militare, l’autore Zhou Li pone in luce come  la cina dovrebbe preparasi a:

1. il deterioramento delle relazioni sino-americane e la piena escalation della lotta al covid-19.

2. Far fronte alla contrazione della domanda esterna e all’interruzione della partecipazione cinese alle catene di fornitura mondali.

3. Una nuova normalità di coesistenza con la nuova pandemia di coronavirus a lungo termine.

4. Lasciare l’egemonia del dollaro e realizzare gradualmente il disaccoppiamento dello Yuan dal dollaro.

5. Per lo scoppio di una crisi alimentare globale.

6. Una rinascita del terrorismo internazionale.

Zhou non esita a dipingere un quadro cupo dell’economia cinese e la sua formulazione differisce chiaramente da quella dei documenti ufficiali preparati dai burocrati del governo.

“Molte organizzazioni economiche internazionali come il Fondo monetario internazionale hanno pubblicato rapporti che hanno declassato la crescita economica globale quest’anno fino a meno del 4,9%, la peggiore recessione economica dalla Grande Depressione degli anni ’30”, ha scritto Zhou.

L’articolo continua: “L amassa degli ordini per l’export  si p  notevolmente ridotto. La produzione nelle imprese a monte e a valle si è interrotta. La logistica dei trasporti internazionali è stata bloccata. Mancano materie prime e gli impianti non sono in grado di consegnare i loro prodotti. Questo fenomeno sta mettendo grande pressione sulla nostra crescita stabile e sulla sicurezza del lavoro “.

Addirittura  Zhou ipotizzava che l’attuale situazione economica della Cina sia tale  che si potrebbe verificare anche li una crescita zero o negativa, , fenomeno unico per un paese solitamente abituato, almeno teoricamente, a crescere di oltre il 5%. Il “Cigno nero” cinese sarebbe poi realizzato dall’esclusione della Cina dal sistemi di pagamento internazionale SWIFT, ancora oggi sotto controllo degli USA, e che è utilizzato spesso perfino nelle transazioni con alleati come Russia ed Iran. Aggiungiamo l’esclusione di Huawei dalle forniture mondiali di tecnologia 5G ed abbiamo il quadro completo della possibile crisi per la Cina.

Ma c’è un problema ancora più grande.

Se la Cina si sposterà per andare oltre la costruzione di un blocco economico e sceglierà di isolarsi, senza dubbio si  tornerà al mondo come era prima della sua adesione all’Organizzazione mondiale del commercio alla fine del 2001, un trampolino di lancio per l’alta crescita economica che seguì, ma anche una zavorra che affondò il sistema produttivo e manifatturiero-industriale di molti paesi occidentali. Però il rischio per la cina è di tornare addirittura a quello che era prima della regolarizzazione delle relazioni diplomatiche con Pechino nel 1972, e questo sarebbe anche militarmente molto pericoloso. Molti comunque si sono chiesti come mai Zhou Li, che non è solo un accademico, ma anche una persona con un passato politico non indifferente che ha ricoperto posizioni importanti.  Cosa significa questo suo intervento su un organo importante del Partito Comunista Cinese ?

  • che il Partito voglia mettere le mani avanti per preparare ad una crisi fortissima;
  • che si stiano pian piano mostrando, all’interno del PCC, una fronda che mira ad incolpare Xi Jinping delle ricadute di una forte crisi economica.

Se fosse vera questa seconda ipotesi ci sarebbe una parte politica, sinora  silente, ma ora sufficientemente forte da far pubblicare questo articolo, che avrebbe come finalità quella di far fare a Xi Jinping la fine di Gorbachov: capro espiatorio politico per il fallimento dell’Unione Sovietica.

 


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