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VADO AL MASSIMO (GARAVAGLIA)…CON UNA PROVOCAZIONE (di Fabio Dragoni)

Il neo sottosegretario all’Economia ed alle Finanze Massimo Garavaglia interviene pubblicamente proponendo tempi di attuazione della necessaria riforma tributaria. Il disboscamento della giungla fiscale connesso con l’applicazione della cosiddetta FLAT TAX (anche se nel nuovo contratto di Governo le aliquote sarebbero due anziché una) potrebbe partire già nel 2018. Ne beneficerebbero innanzitutto tantissime partita IVA che spesso nascondono lavoratori precari anziché piccole o micro imprese. Bene.

 

Massimo Garavaglia si è sempre contraddistinto per essere un amministratore quadrato e competente. Attento conoscitore della macchina pubblica e di tutte le sue insidie. Ha governato infatti con successo il bilancio di una regione come la Lombardia che per qualità dei servizi resi e quantità di risorse impiegate supera quello di molti stati dell’Unione Europea. Il suo annuncio va quindi salutato con grande sollievo.

Garavaglia lascia pure intuire di essere favorevole all’eliminazione di ogni limite all’uso del contante. Una misura che favorirebbe il rilancio dei consumi che -ricordiamolo- da solo rappresentano il 60% del PIL. In altre parole una diminuzione dell’1% degli stessi potrebbe perfettamente controbilanciare un aumento del nostro export (al netto dell’import) del 15%. Pur non essendo questa misura prevista attualmente nel contratto di governo ci auguriamo che il comitato di conciliazione ivi previsto possa attentamente valutare ed approvare questa misura. Ricordiamo infatti che molti sono i paesi in Europa che non pongono limiti all’uso del contante. Uno su tutti la Germania. Giustificare la presenza di questa norma liberticida con l’assunto che solo così si possano combattere evasione –o peggio ancora la criminalità organizzata- è una monumentale scemenza. Sono le tasse (troppe e troppo alte) unite ad una situazione di disagio e povertà a costringere i contribuenti a nascondere spesso e volentieri i redditi al fisco. A meno che non vi sia qualche fesso che armato di baionetta voglia colpire il vero cancro di questo Paese: i professori che incassano in nero due ore di ripetizione. Quanto alla scusa di combattere la criminalità organizzata viene da ridere al solo pensiero che un carico di cocaina  del valore di tre milioni di euro non passi di mano perché in Italia non sono consentite transazioni per contanti del valore pari o superiore a 3.000 euro.

Quanto alla cosiddetta pace fiscale, ovvero un concordato saldo e stralcio con cui i contribuenti morosi con il fisco potranno chiudere le proprie pendenze pagando un importo massimo del 25% del debito, ben fa Garavaglia ad evitare di chiamarlo condono fiscale. Mentre di quest’ultimo si avvalgono infatti i contribuenti per sanare in anticipo possibili contestazioni future sulle proprie dichiarazioni, il concordato si rivolge a quei cittadini che hanno regolarmente dichiarato i loro redditi ma non hanno altrettanto regolarmente pagato quanto dovuto. Sapete com’è? Pure loro avrebbero famiglie da mantenere e di fronte alla scelta “spesa in tavola o cassetto fiscale in regola” preferiscono ancora -chissà perché- la prima opzione.

Da mettere in cima alla lista delle cose da fare pure l’abolizione dello split payment. Detto in parole semplici, molti imprenditori che hanno a che fare con la pubblica amministrazione vengono privati al momento dell’agognato incasso della fattura dell’importo IVA trattenuto dal debitore. E questo anche quando il fornitore ha IVA a credito da riscuotere. Con ciò mettendo ancora più in ginocchio le finanze delle nostre imprese. Cosa tutto questo c’entri con la lotta all’evasione solo i precedenti ministri dell’economia potrebbero spiegarcelo. Anzi facciamo meno di chiedere ed andiamo oltre. Abbiamo altro cui pensare.

E già che parliamo di pagamenti da parte dello Stato siamo certi che Garavaglia saprà dare –nel suo “piccolo”- la giusta priorità all’emissione dei minibot. Titoli di stato di piccolo taglio in forma cartacea che i creditori dello stato potranno ricevere e con i quali pagherebbero future imposte. Un metodo intelligente per realizzare il sacrosanto principio della compensazione debiti e crediti con l’Erario.

Oltre infine all’abolizione di studi di settore, spesometri, redditometri ed ogni altro “ometro” che possa venirci in mente lanciamo ora una nuova provocazione. Perché, già che ci siamo, non incentivare i cittadini a versare sui conti correnti l’enorme quantità di denaro che si stima essere attualmente presente nelle cassette di sicurezza delle banche? Secondo il Procuratore della Repubblica di Milano Francesco Greco fra i 150 ed i 200 miliardi. Tutto questo potrà essere possibile solo e soltanto in presenza di una radicale trasformazione del sistema impositivo quale quello che l’attuale esecutivo sta studiando di attuare. Magari pagando una giusta e non esosa commissione di intermediazione allo Stato.

 

Certo per incoraggiare tutto questo occorrerebbe fare piazza pulita delle tante scemenze nel passato approvate ed a palese rischio di incostituzionalità. Una su tutte tosare i risparmiatori dei propri depositi grazie al bailin. Ma siamo sicuri che al bravo Massimo non mancherà neppure questa improntitudine.


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