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Uscita dall’Euro: la svalutazione potrebbe essere più grande del previsto, l’inflazione invece resta uno spauracchio infondato

Quando si parla di uscita dall’Euro è normale (e giusto) che ci si soffermi sul capire quanto la nuova divisa nazionale si svaluterebbe.

Un coro più o meno unanime valuta questa svalutazione in un range compreso tra il 20 ed il 40%. 

Ovviamente si tratta di approssimazioni, le monete si svalutano/rivalutano sempre rispetto a qualcosa, ecco quindi che noi svaluteremo di una certa percentuale verso il Dollaro USA, di un’altra certa percentuale verso l’Euro (se ci sarà ancora) o comunque verso la moneta in uso alla Germania. Sicuramente rivaluteremmo rispetto alla nuova eventuale moneta di Grecia e Portogallo. Probabilmente rispetto ad una nuova valuta spagnola rimarremmo più o meno intorno alla parità.

Per noi ciò che è importante è il rapporto con la moneta tedesca (che rimarrà comunque la base valutaria comune di molti paesi del nord) ed il rapporto col dollaro americano.

Abbiamo quindi realizzato un grafico con le svalutazioni della Lira su Marco Tedesco (DEM) e sul Dollaro USA (USD). I grafici sono centrati a zero sul 1992.

In allegato anche il percorso fatto in quegli anni dall’inflazione.

CAMBI

 

 

Cosa notiamo?

La svalutazione, nella sua interezza, non avviene in una notte, il picco nel “1992” avvenne oltre 2 anni dopo;
Nel 1992 svalutammo all’inizio più su USD che su DEM, alla fine invece il picco fu più alto su DEM. E’ sbagliato pensare che non svaluteremmo sul Dollaro. Svaluteremo e di brutto, personalmente non escludo incursioni intorno alla parità 1:1, quota a mio avviso buona per la nostra economia. E’ vero che paghiamo le materie prime in USD, ma è altresì vero che USA è un grande mercato per noi;
Dal 1992 al 2001 USD è raddoppiato rispetto alla nostra valuta (Euro o Lira che sia), l’inflazione non ne ha risentito, nello stesso tempo è passata dal 5 al 3;
– La rivalutazione della Lira sul Marco, condizione richiesta per rientrare nello SME, fu forte, e proprio in questi giorni l’ex ministro De Michelis (eurista impenitente peraltro) ha dichiarato al Resto del Carlino: “Nel 1997 siamo stati costretti, anche per la debolezza del Governo Prodi-Ciampi ad accettare due condizioni entrambe non scritte a Maastricht tra cui un tasso di cambio Lira-Euro aumentato di circa il 20%”. Questo a conferma che il calo del Marco sulla Lira fu indotto anche da intenti politici con la Banca d’Italia attiva nel vendere DEM per comprare ITL.
– La svalutazione sul Marco fu infine del 30% solamente perché ci si impegnò nel riportare il rapporto Lira/Marco sotto quota 1000
(fu anche 1239).

 

Considerazioni finali

Inflazione: non sembra essere un problema, anche in considerazione dell’alta disoccupazione (vedi curva di Philips che non sarà la bibbia ma esiste), avere un’inflazione del 3-4-5-6%, in un sistema così indebitato, non può fare male, di certo non più male di un sistema che non inflaziona ma brucia posti di lavoro;

Svalutazione su USD: sembrerebbe proprio che l’inflazione se ne freghi di cosa faccia USD, l’impatto se c’è non si vede.

Svalutazione su DEM: (oggi blocco EuroCore):  ecco questo, stando anche ai tracciati del differenziale inflattivo pre 1992 (su cui magari torneremo in un post futuro) potrebbe essere un aspetto da tenere in considerazione. Quando ho iniziato ad approfondire la questione mi aspettavo dati leggermente diversi. Devo invece considerare l’ipotesi che la svalutazione nel medio periodo potrebbe essere superiore a quanto previsto, magari un 40% (fino ad ora ero tra quelli che prevedevano una svalutazione piuttosto ridotta, ho sempre pensato ad un 15-25%).

 

Conseguenze possibili.

In caso di forte svalutazione, del tipo 1 Nuova Lira =1 USd e 1,5 Nuova Lira = 1 Marco/Euro, penso proprio che la Germania si ritroverebbe in gravi difficoltà (immaginate che non esca solo l’Italia). Immagino quindi interventi atti a contenere un eccesso di svalutazione, quantomeno in ottica di evitare overshooting che darebbero al prodotto italiano un appeal eccezionale a scapito dei concorrenti esteri.

E’ comunque ipotizzabile una sorta di accordo, magari postumo, anche in caso di rotture disordinate. La Germania dovrà comunque cambiare la propria politica, non potrebbero permettersi di subire passivamente pena una recessione molto consistente; se il gioco si dovesse rompere probabilmente sarebbero costretti a fare qualcosa di molto simile a ciò che fa la Svizzera da qualche anno, stampare moneta per comprare titoli di stato dei paesi limitrofi e concorrenti, al fine di evitare un’eccessiva rivalutazione.

 

Vi segnalo infine  l’ultima simulazione di Gpg sull’Euro. E’ un lavoro di grande qualità. Direi imperdibile.



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