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UNA COMMISSIONE ALLO SBANDO: al Parlamento Europeo la guerra di bande affonda la Goulard

 

 

Il giorno dopo la trombatura sonora di Sylvie Goulard, candidata commissario francese ad un superministero delle politiche industriali, partono le polemiche. Perchè la bocciatura non è venuta con un margine risicato, che potrebbe far pensare ad un cambiamento di fronte di qualche gruppo secondario del parlamento, ma con numeri che non lasciano adito a dubbi: 82 voti contrari, 29 favorevoli ed un astenuto (c’aveva judo…).

La polemica è veramente infiammata anche perchè, ovviamente, Macron scarica le colpe sugli altri, Von Der Leyen in testa. “Lei (Von Der Leyen) mi ha richiamato dicendo che la signora Goulard andava benissimo. Non capisco, quando il presidente scelto della commissione parla con i tre presidenti dei gruppi e c’è un accordo, non può finire in questo modo. Devo capire cosa è successo, prima di tutto lo chiederò“. La Von Der Leyen ha chiamato, ha sentito i gruppi… ed i gruppi hanno fatto l’opposto di quello che lei ha chiesto. Un bell’esempio di coesione, che ha diverse cause:

  • i socialdemocratici han fatto pagare a Macron la bocciatura di Tiemmermans;
  • i popolari han fatto pagare a Macron la bocciatura di Manfred Weber;
  • verdi, sinistra e cani sciolti non se la sono sentita di votare per una deputata che, comunque, aveva avuto dei trascorsi non perfettamente trasparenti e limpidi;
  • ID ha votato contro, quasi ovviamente

Alla fine ha votato a favore della francese quasi solo il gruppo RE, quello di Macron. Una bella dimostrazione di coesione della nuova maggioranza che, se va avanti così , non riuscirà a far passare neanche un ago. Tra l’altro siamo al terzo commissario bocciato, dopo quello rumeno ed ungherese, ma questa volta si è trattato proprio di un segnale di scontento molto forte: non solo è stato colpito il commissario di uno dei due paesi che si arroga la guida dell’Unione  , ma anche la candidata per una  supercomissione creata ad hoc  unendo le politiche industriali generiche con quelle strategiche e con quelle della difesa, tutti settori  dove la Francia vuole avere un ruolo leader. Una posizione disegnata proprio a sua misura, ma questo non deve essere andato giù a tanti altri paesi.

Insomma siamo al tutti contro tutti: Socialisti e Popolari contro Liberali, tedeschi contro francesi, est contro ovest. Un bel prologo per il governo della Von Der Leyen. Unici tappetini europei i piddini che voterebbero la qualunque pur di conservare il proprio angolino di poltrone di pura apparenza, come dimostra il caso Gentiloni, cioè il “Commissario dimezzato”. La Von Der Leyen ci farà divertire, e molto.

 

 

 

 

 

 


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