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AUTO ELETTRICHE: Dyson si chiama (quasi) fuori. Nel frattempo, Musk…

 

John Dyson, il noto imprenditore inglese, anzi l’uomo più ricco del Regno Unito, proprietario del noto marchio di aspirapolveri ed accessori, si chiama fuori dal business dell’auto elettrica. Dopo aver fatto partire un progetto del valore di 2,5 miliardi di sterline, pari a 2,83 miliardi di euro, che aveva già prodotto un prototipo marciante e che avrebbe dovuto portare ad una produzione di serie nel 2021, l’imprenditore ha deciso di abbandonare il progetto affermando che non avrebbe portato ad una soluzione commercialmente conveniente. Praticamente Dyson si è reso conto che non avrebbe mai potuto produrre un’auto del genere senza perderci, quindi, non avendo neanche trovato un altro gruppo automobilistico interessato al progetto, ha deciso di gettare la spugna.

Non tutto l’investimento sarà comunque perso: Dyson ha deciso comunque di concentrare i propri sforzi nello sviluppo delle batterie allo stato solido, da molti considerate il futuro dell’auto elettrica per la maggiore sicurezza e facilità produttiva rispetto alle normali batterie agli ioni di litio con catalizzatore allo stato liquido, molto più pericolose perchè infiammabili come dimostrano i vari casi di Tesla che vanno a fuoco. Praticamente l’imprenditore decide di concentrarsi nella produzione di “Carburante”, piuttosto che in quella delle auto. Una mossa intelligente che potrebbe anche salvare i posti di lavoro ai 500 addetti del gruppo che stavano dedicandosi allo sviluppo della nuova vettura.

Nel frattempo, Elon Musk continua a spararle alla grande. Nel momento in cui tre milioni di californiani sono senza luce per la crisi delle strutture di distribuzione della società pubblica PG&E, anche le Tesla rischiano di fermarsi per mancanza di energia nelle stazioni di ricarica. Per questo Musk ha promesso di dotare di “Recharging Superpack” di cappi di superaccumulatori, tutte le stazioni di ricarica della California “Entro poche settimane” e di dotarle anche dei pannelli Tesla Solar. Come stanno imparando molti californiani i pannelli solari senza accumulatori non servono praticamente a nulla, perchè di notte comunque non c’è più la rete da cui rifornirsi.

La sua promessa è stata chiara: in breve tempo tutti i caricatori saranno staccati dalla rete e resi autonomi:

Peccato che quando gli chiedano una data precisa, non riesca a fornirla…

 

 

 


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