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Ucraina: un passo più vicino alla guerra

 

Le cose non si stanno mettendo bene in Ucraina: dalla capitale Kiev è giunta la notizia che i rifugi anti-bombardamento, dopo la notizia che due unità lancia missili a breve – medio raggio russe si sarebbero mosse verso il confine. Resta un po’ un mistero perché Putin dovrebbe, di punto in bianco, bombardare Kiev, mentre potrebbe essere molto più probabile un’azione più limitata contro la zona est del paese.

 

Gli ucraini sanno benissimo di non potersi opporre all’invasione russa, neanche per un breve periodo, con le proprie forze soltanto. L’unica possibilità che hanno è quella di allargare il conflitto, coinvolgendo anche la NATO, o almeno una parte di esso.

A tal proposito il Maggior Generale Laputina, dell’esercito Ucraino, ha già parlato di allargamento del conflitto ai Balcani, alla Serbia, dove la Russia starebbe agendo direttamente per condizionare il paese. Il ministro della difesa Oleksii Reznikov ha affermato che il suo ministero ha analizzato tutti i possibili scenari, anche i peggiori, ma la migliore delle ipotesi è quella di riuscire a resistere sul Dnepr, concentrando le forze nella parte occidentale del paese. Senza un rapido intervento militare occidentale non ci sarebbe partita.

In questo momento Mosca, al contrario, ha chiesto proprio delle riassicurazioni per la propria difesa alla NATO, il che corrisponde proprio al contrario di ciò che vuole Kiev, cioè una “Neutralizzazione ” dell’Ucraina.

La situazione è diventata ancora più tesa  con la nascita del  nuovo governo tedesco: se la Merkel cercava di mantenere un certo equilibrio, e aveva, ad esempio, messo il veto alla vendita di fucili anti droni USA, questo veto è caduto con il governo “Semaforo” di Scholz, con la nuova ministro degli esteri, Baerbock, che ha rimandato l’approvazione del Nord Stream 2, irritando Mosca.

I prossimi giorni potrebbero esser decisivi per il confronto, e capiremo se si va verso una distensione o un conflitto.


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