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Tsipras, ovvero la furbizia mediterranea impersonata.

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Alexis Tsipras, il leader del vincente partito greco Syriza e nuovo capo del governo di coalizione con i “Greci Indipendenti” di destra, nella sua prima settimana di governo ha fatto un bel po’ di casino.

Infatti il nuovo ministro delle finanze ha, forse giustamente, ignorato le richieste del presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, stringendogli la mano con un eloquente sorriso ma concedendogli il nulla, ed anzi annunciando che il nuovo governo non avrebbe più collaborato con i rappresentarti della troika ed ha addirittura rifiutato l’ultima tranche di bailout europeo per 7 miliardi si euro. Quindi vi è stata la prevedibile apertura  di Syriza  verso la Russia, con la condanna da parte greca di ogni ulteriore sanzione verso Mosca , con pure la minaccia di applicare il diritto di veto.  Quindi una bella gaffe provocatoria del neoministro della difesa, proveniente  dalle fila dei Greci Indipendenti, nei confronti della Turchia, con tanto di jet turchi in volo per intercettarne e scortarle l’aereo. Quindi la settimana si è chiusa con un’intervista a Bloomberg nella quale, dopo un colloquio con Juncker, Tsipras ha affermato che “Non è intenzione della Grecia agire in modo unilaterale nella soluzione del problema del debito”e che si cercherà un accordo conveniente per entrambe le parti. Per concludere con l’intervista del ministro dell’economia Varoufakis alla BBC in cui il ha espresso la propria fiducia nella Germania e la volontà di trattare con i singoli governi europei per una soluzione ottimale, chiedendo qualche settimana per trovare una soluzione

Una settimana sull’ottovolante, che ha portato un record di articoli anti greci sulla stampa tedesca, con toni varianti fra l’offensivo ed il terrorizzato: il FAZ ha parlato prima di “Governo fannullone ed estremista”, salvo poi fare marcia indietro, mentre l’Hadelblatt parla di “Rivoluzione greca che può diffondersi in tutta Europa”.

Ora , siamo chiari: la Grecia ha una situazione di bilancio disastrosa, con le banche principali che hanno visto le proprie riserve precipitare , a causa delle perdite della borsa e dei prelievi dei cittadini, e che ormai sopravvivono solo grazie ai fondi forniti dal fondo di liquidità di emergenza della BCE, l’ELA. Senza la BCE  il sistema creditizio greco imploderebbe come un castello di carte. Nello stesso tempo l’avanzo primario di bilancio di Atene è minuscolo ed inficiato da una serie di dubbi circa le eccezioni contabili che lo hanno creato: insomma è un avanzo truffa.

In questa situazione le mosse del governo greco ricordano un gatto che si gonfia per apparire più grande, un insieme di sbruffonate per aumentare il proprio potere contrattuale: si minacciano sfracelli per poi tornare a più miti consigli e portare a casa qualcosa. Del resto Syriza non può utilizzare la minaccia più efficacie, l’uscita dall’euro, che non è nel suo programma , e se si vuole restare nell’euro non si può far altro che raggiungere accordi con la Germania…

Qual’è il maggior problema per Syriza ? Il fatto che nessun patto di riduzione del debito può risolvere i problemi economici greci e fornire le risorse necessarie alle riforme sociali promesse da Syriza. Quando gli elettori si accorgeranno della truffa presenteranno il conto a Tsipras .

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