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Tsipras mette al muro la troika . Cosa può succedere ?

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La mossa di Tsipras e Varoufakis di richiedere un referendum lampo ha sparigliato completamente le carte del gioco europeo. A questo punto la prevista tornata di trattative che doveva svolgersi  questa settimana ad Atene perde significato. Si è giunti all’aut aut, ma con un grosso vantaggio per Tsipras: qualsiasi sia la decisione del referendum questa sarà la sua guida politica, quindi , comunque , si ripresenterà con l’appoggio del popolo greco. Con questa mossa si tagliano anche le gambe a tutti i leader a mezzi leader dei partiti di opposizione che hanno fatto spola con Bruxelles durante la scorsa settimana, per offrire il proprio appoggio alle autorità europee, cioè i vari Potami , Pasok e Nuova Democrazia. A questo punto non potranno proseguire trattative nascoste e segrete, ma dovranno affrontarsi , in uno scontro flash , alle urne. Come generale Tsipras si è rivelato vincente, perchè ha attratto il suo avversario sul campo di battaglia elettorale quando lui voleva e sul tema che lui desidera. In Grecia non potranno esserci  un “Governo Monti”, un governo non legittimato dal popolo, ma imposto dall’esterno con la forza, che applichi decisioni prese all’estero sulla pelle dei cittadini. Qualunque siano i risultati della tornata elettorale determineranno una scelta politica appoggiata dal consenso popolare.

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Tsipras e la direzione di Syriza hanno già affermato che appoggeranno il NO alle imposizioni europee. Se la sua scelta vince si ripresenterà con una forte legittimazione elettorale alle trattative, situazione che, nonostante le sprezzanti parole per la democrazia di Juncker e Schaueble, non potranno essere ignorate. Il boccino tornerà in mano a Merkel e soci, in quanto loro dovranno decidere di un’eventuale Grexit con l’interruzione del programma ELA, già fortemente criticato dalla Bundesbank.  Se invece Tsipras perde, potrà firmare l’accordo e poi decidere se dimettersi, in quanto la sua posizione è stata sconfessata dalla maggioranza della popolazione, ma con onore, in rispetto alla democrazia, oppure adattarsi al nuovo sentire e modificare la propria maggioranza. Comunque sia ne esce vincitore, e spiazza tutto il mondo politico greco ed europeo.

Fmi

Per lo FMI si prepara una settimana di fuoco: i mercati iperliquidi sono estremamente sensibili al minimo refolo, per cui ci sarà da ballare sia sugli azionario, sia europei sia d’oltremare, sia nel mercato dei cambi. le recenti affermazioni di Cina e Russia a favore della permanenza della Grecia nell’Euro deve anche essere lette sotto questa luce particolare: con mercati azionari e finanziari già perturbati (ricordiamo il crack in corso della borsa cinese, con perdite degne della crisi del 1929) nessuno vuole gettare ulteriore benzina sul fuoco. A questo punto la palla torna a Madame Lagarde , che aveva affermato che  avrebbe dichiarato il default greco il giorno successivo la scadenza del 30 giugno, in barba all’uso consolidato di concedere un “Periodo di grazia” di 30 giorni ai debitori in difficoltà. Vedremo se, senza possibilità di prendere alcuna decisione sino almeno a lunedì 6 luglio, se la sentirà di dichiarare un default che potrebbe essere molto più devastante per i mercati finanziari mondiali di quanto potrebbe esserlo, a quel punto, per l’economia ellenica.

Rimane un grande rimpianto: che nessun politico italiano abbia avuto il coraggio di Tsipras, ma che i vari Berlusconi, Fini, Monti, Napolitano, Bersani, Letta e Renzi si siano rivelati delle mezze calzette….

 

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