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TRUMP “AIUTERA'” DRAGHI A RAGGIUNGERE IL SUO OBIETTIVO, ACCELLERANDO LA FINE DELL’EURO ?

Cari Amici

come sappiamo la Banca Centrale Europea di Mario Draghi può avere solo obiettivi di stabilità monetaria, non di crescita come i suoi equivalenti giapponesi o americani.

Comunque l’obiettivo di stabilità può anche favorire una politica monetaria espansiva, perfino in modo deciso, come abbiamo visto con il QE europeo. Però questa politica ha un limite nel raggiungimento del livello di inflazione programmato, che, una volta raggiunto, porta alla cessazione della politica espansiva stessa, qualsiasi sia il livello di crescita o disoccupazione relative raggiunte.

Ora la politica del prossimo presidente Trump potrebbe realizzare l’obiettivo di Mario Draghi e della BCE.

Infatti il rafforzamento del dollaro viene automaticamente a portare un innalzamento dei costi  delle materie prima, accompagnato del resto da un aumento del costo, ad esempio, del petrolio , che si è incremebtato del 80% nel corso del 2016, come potete vedere qui.

L’effetto combinato del rafforzamento del dollaro e del maggior costo delle materie prime potrebbe portare, nel corso del 2017, ad un livello molto più elevato di inflazione , come mostra questo grafico di Bloomberg.

Le previsioni di inflazione vedono il 2% raggiunto entro il 2017. La BCE, grazie al dollaro forte di Trump, ha raggiunto il proprio obiettivo di inflazione, per cui può iniziare l’uscita dal QE, già accennata a partire da marzo, e permettere, entro la fine del 2017, una crescita dei tassi di interesse.

Tutto bene ? Mission Accomplished” Euro ed Europa salvi ? Il problema, come abbiamo già detto, è che la crescita inflazionistica non sarà uguale per tutti i paesi: mentre avremo un’inflazione oltre il 2% per i paesi nordici e la Germania , ne avremo una più bassa per la Francia ed una a livello bassissimo per l’Italia. Mentre ilQE appiattiva tutte le contraddizioni, la sua fine e , soprattutto, le tensioni sul debito pubblico italiano verranno ad esaltarne le discrasie. Avremo un’economia con mezzi sempre maggiori,, quella tedesca, ed una spinta verso un’interminabile austerità autodistruggente, l’Italia.

Insomma il dollaro forte curerà forse l’inflazione Europea, ma accellererà la fine dell’euro.

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