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Terza Guerra Mondiale conseguenza del collasso USA?

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Continua il nostro monitoraggio su una possibile Terza Guerra Mondiale. Chi già ci segue sa come il  nostro parere sia che questa crisi economica è senza via d’uscita e presumibilmente culminerà in un conflitto  mondiale. Abbiamo quindi ipotizzato che il possibile arco temporale per l’eventuale deflagrazione delle  tensioni esistenti possa essere compreso tra la fine del 2013 e il 2015. In questo articolo vogliamo  sostenere come un eventuale collasso economico americano possa essere una delle cause scatenanti di  una guerra mondiale.

Nelle scorse settimane, la crisi siriana ci ha portati veramente ad un soffio dall’intervento militare  statunitense che avrebbe avuto come conseguenza il possibile allargarsi del conflitto verso Iran, Israele,  Libano, Turchia, Russia e Cina. La fermezza del governo russo nel sostenere la Siria e l’indecisione del  presidente Obama hanno contribuito a disinnescare questa bomba in Medio Oriente. Dal nostro punto di  vista, la crisi siriana è stata la dimostrazione che esistono dei blocchi contrapposti che non hanno  possibilità di scontrarsi, da una parte quello occidentale guidato dagli Stati Uniti con una superiorità  militare, tecnologica ed economica, dall’altra un gruppo eterogeneo che ha dalla sua la superiorità  demografica, territoriale e soprattutto una consistente potenza economica e militare che seppur inferiore al  blocco occidentale, rimane comunque troppo forte da essere sottovalutata.

Qui di seguito la cartina dei blocchi contrapposti:
guerra mondiale Esiste quindi un certo equilibrio che impedisce ad entrambe le parti di assumere posizioni eccessivamente audaci. A livello politico gli USA sono guidati da un presidente che è Nobel per la Pace e politicamente democratico, quindi poco incline, anche per ragioni di consenso, ad interventi militari aggressivi, perciò il blocco filoamericano attualmente in superiorità militare risulta essere guidato da un leader cauto; dall’altra anche Russia e Cina, seppur guidate da presidenti più decisi, hanno comunque troppo da perdere dal punto di vista economico. Quindi visto in questo modo sembra impossibile lo scoppio di una guerra mondiale, ma invece potrebbero esserci alcuni fattori che potrebbero capovolgere questa apparente situazione di stallo:
1) Un evento imprevisto (grande attentato, attacco militare, incidente di confine) che fornisca ad una delle parte in causa un forte casus belli per poter dichiarare guerra ad un altro stato ( a questo propositivo non si escludono false flag, cioè attentati organizzati dallo stesso paese vittima per avere la giusta scusa per poter attaccare); anche un evento imprevisto del genere non cambierebbe gli attuali rapporti di forza.
2) Guerra civile o rivoluzione interna di uno o più paesi di particolare importanza. Ad esempio un’imprevedibile primavera cinese o russa, oppure il collasso economico e sociale dell’India o del Brasile, ma anche di paesi più piccoli schierati in maniera decisa in uno dei due blocchi. Un evento del genere magari contornato da una violenta repressione potrebbe far ipotizzare un intervento esterno.
3) Il terzo fattore è quello che da il titolo all’articolo. Attualmente gli Stati Uniti vivono lo Shutdown cioè la chiusura di tutti gli enti governativi federali non essenziali e il mancato pagamento dei lavoratori statali. Entro il 17 ottobre si dovrà trovare un accordo per alzare ulteriormente il tetto del debito, altrimenti sarà il default degli USA. Sinceramente non si può prevedere se già queste due pericolose situazioni siano l’inizio del collasso economico degli States, noi comunque sosteniamo che anche se non fosse adesso, agli Stati Uniti manca davvero poco per perdere il controllo della propria situazione economica causa  la politica monetaria fuori controllo, il debito pubblico ormai esponenziale, il dato taroccato della disoccupazione (in realtà oltre i livelli italiani) e il rischio sempre presente che il dollaro perda il suo storico ruolo di valuta di riserva.
Il presidente Obama doveva recarsi in Indonesia in visita ufficiale, causa Shutdown non ci è andato. Questo è il simbolo di ciò che avverrà se gli USA saranno alle prese con una seria crisi economica e sociale interna; inizieranno a seguire una politica estera isolazionista. Perché è ovvio che in caso di default o grave recessione non sarà possibile indebitarsi ulteriormente per mantenere l’enorme numero di soldati all’estero o per iniziare altre guerre. Ancora peggio se iniziassero gravi problemi di ordine pubblico, l’esercito USA sarà tutto impegnato a mantenere l’ordine interno. E quali saranno le conseguenze di una situazione del genere? Succederà che sia i paesi alleati degli americani sia i loro nemici si troveranno di colpo liberi dal gendarme mondiale. E questo potrebbe portare delle conseguenze importanti, perché paesi come Israele, Turchia, Corea del Sud e Giappone si troverebbero di colpo non più protetti dal loro principale alleato ma al tempo stesso anche liberi dalla sua egemonia. E all’opposto i tradizionali avversari degli USA potrebbero farsi più spavaldi ed aggressivi verso i loro tradizionali nemici, tipo Cina contro Giappone per le isole contese o contro Taiwan, Corea del Nord contro Corea del Sud, Argentina contro Inghilterra e inoltre potrebbero ravvivarsi altri conflitti e tensioni mai sopite come Russia e Georgia, India e Pakistan, Spagna e Inghilterra, Congo e Ruanda, Somalia, Eritrea contro Kenya ed Etiopia, e molti altri.
A titolo d’esempio, ipotizziamo una situazione di questo tipo: Israele continua a sentirsi minacciato dal nucleare iraniano e sentendosi abbandonato dagli USA attacca unilateralmente l’Iran oppure sempre nella stessa zona la Turchia con un qualsiasi casus belli attacca la vicina Siria, in entrambi i casi gli USA potrebbero defilarsi condannando l’azione ma asserendo comunque che Israele o la Turchia hanno diritto di difendersi. Un attacco del genere potrebbe facilmente ampliarsi ai paesi confinati, da una parte Iran e Siria sarebbero appoggiate sicuramente dalla Russia e forse dall’Egitto, dall’altra parte Turchia e Israele potrebbero essere fiancheggiate da Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi (ovviamente in una guerra parallela, dato che le monarchie del Golfo non saranno mai ufficialmente alleate di Israele) e a questi paesi potrebbe aggiungersi la Francia che fino ad ora si è mostrata molto interventista sulla questione siriana.
Molti di voi diranno che c’è una sproporzione di forze in caso di intervento russo,
ma ipotizzando due blocchi in guerra tra di loro di questo genere: blocco A composto da Turchia, Israele, Arabia Saudita, Qatar ed Emirati e blocco B composto da Siria, Iran, Russia. Secondo il sito Global Firepower che analizza la potenza militare degli stati, il blocco B sarebbe in vantaggio di solo il 20% nei confronti del gruppo A. Se al gruppo A si aggiunge la Francia, sarebbe invece quest’ultimo gruppo in vantaggio. Quindi senza la grande potenza USA è dimostrato che non ci sono dei grandi vantaggi di una delle due parti, si potrebbe quindi anche iniziare un conflitto regionale senza gli States. Questo è solo un esempio, però a nostro avviso se gli USA inizieranno a ritrarsi in una politica estera meno interventista e decisa, è possibile che uno dei paesi alleati o uno dei paesi ostili prenda l’iniziativa di un attacco spinto dalla debolezza dell’amministrazione americana e dai suoi problemi interni.
Concludendo in perfetto stile orwelliano, il Nobel per la Pace Obama a causa della sua incapacità nella politica economica interna e dalla sua debolezza in politica estera potrebbe essere la causa della Terza Guerra Mondiale. Perché dalla Seconda Guerra Mondiale gli USA sono stati i gendarmi del pianeta e attraverso la potenza nucleare, militare ed economica hanno tenuto a bada i loro principali antagonisti (vedi Unione Sovietica, Iraq, Afghanistan, Libia) e controllato i loro alleati attraverso la massiccia presenza di militari americani nei loro paesi. Questa politica ha portato molta ostilità nel mondo nei confronti degli Stati Uniti, soprattutto nei riguardi dei presidenti più interventisti (vedi i Bush) ma ha garantito un periodo di relativa “pace” mondiale confrontata ad una possibile guerra planetaria, ma ora, con il “buon” presidente Obama, tutto questo, in caso di collasso interno, potrebbe cambiare.

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FONTE: HESCATON.COM

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