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Taiwan, Parigi, Canberra e la Nuova Caledonia. Non solo un problema di sottomarini..

La Francia si trova ad affrontare una serie di scadenze molto importanti per i resti del suo impero coloniale nell’area dell’Estremo Oriente/Pacifico, e queste pongono delle questioni che vanno ben oltre il noto problema di AUKUS e della rottura dell’accordo sui sottomarini con l’Australia, che è solo la punta dell’iceberg.

Prima di tutto la Francia, e sottolineiamo lei soltanto, dopo la Brexit è l’unico paese europeo ad avere basi o in interessi stretti nell’area. Nuova Caledonia e Polinesia francese sono una realtà ben presente nell’area. Soprattutto il primo tema è un tradizionale terreno di scontro fra Parigi e la visione “Imperiale” dell’Australia nell’area. I vari stati della Micronesia e di quell’area polinesiana sono, volenti o nolenti, strettamente legati a Canberra, tutti salvo la Nuova Caledonia, che non è un micro stato, ma appartiene a una nazione con una propria politica estera. Inoltre l’isola è ricca di nickel e le aziende australiane sono sempre affamate di risorse mineraria. Il movimento indipendentista Kanak locale è ovviamente visto in modo amichevole dal governo federale australiano, che spera di aggiungere il nuovo mini stato indipendente alla sua corono semi – coloniale. Parigi si trova ad affrontare a dicembre l’ennesimo referendum per l’indipendenza, che potrebbe concludersi sul filo del rasoio. La rinuncia, così brutale, a un accordo già concluso, senza neppure considerare l’opportunità di convertirlo nella consegna dell’equivalente nucleare, che Parigi poteva tranquillamente offrire.

Nello stesso tempo però anche la Francia si impegna nella difesa dei paesi filo occidentali nell’area, anche se, a questo punto, in modo distinto rispetto a Washington e Canberra, ma comunque al fianco di Taiwan e Giappone: una delegazione del Senato francese guidata dal presidente del Taiwan Friendship Group del Senato ha programmato di visitare Taipei all’inizio di ottobre, nonostante le pressioni del regime comunista cinese.

Secondo il media francese La Lettre A, il Taiwan Friendship Group del Senato francese ha programmato la sua visita a Taiwan dal 4 all’11 ottobre. La delegazione sarà guidata dal senatore Alain Richard, che è il capo del gruppo, tra cui il senatore Max Brisson e André Vallini, entrambi vicepresidenti del gruppo, e il segretario del gruppo Sen. Olivier Cadic.

Nel marzo 2021, dopo l’annuncio del piano dei senatori di visitare Taiwan, l’ambasciatore del regime cinese in Francia Lu Shaye ha scritto una lettera pubblica a Richard pubblicata sul sito web dell’ambasciata cinese, dicendo “La Cina è fortemente contraria al viaggio” e chiedendo che annulla la visita a Taiwan. Questa mossa ha causato un putiferio negli ambienti politici e accademici francesi, ma prepara anche una mossa ancora più estrema: una visita ad alto  livello di una delegazione del Parlamento Europeo. Questo si che farebbe arrabbiare Pechino.

 


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