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Taiwan e USA avviano la produzione congiunta di proiettili da 155mm: la lezione ucraina e la paura del blocco navale

Taiwan e USA avviano la produzione di proiettili d’artiglieria sull’isola. L’obiettivo? Resistere a un blocco navale cinese e colmare le carenze evidenziate dalla guerra in Ucraina.

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Taiwan e Stati Uniti hanno avviato la produzione congiunta di proiettili d’artiglieria da 155 mm, una mossa che segna un cambio di passo significativo nella strategia di difesa dell’isola. Non si tratta più solo di acquistare armamenti “chiavi in mano”, ma di creare una filiera industriale locale capace di resistere a un conflitto ad alta intensità.

La decisione, confermata dal Ministero della Difesa di Taipei, nasce da una presa di coscienza brutale ma necessaria: la guerra in Ucraina ha dimostrato che le scorte di munizioni si esauriscono a una velocità impressionante, molto superiore alle capacità di ripristino delle industrie occidentali in tempo di pace.

Logistica sotto assedio

Il Tenente Generale Lin Wen-hsiang, capo dell’Ufficio Armamenti di Taiwan, è stato chiaro durante un’audizione legislativa: l’obiettivo è la “resilienza della difesa”. In un rapporto inviato al parlamento, i militari hanno evidenziato una vulnerabilità geografica che nessun sistema d’arma può cancellare: l’essere un’isola.

In caso di conflitto con Pechino, il primo atto sarebbe verosimilmente un blocco navale e aereo, rendendo impossibile il rifornimento esterno di munizioni da parte degli alleati. Da qui la necessità di produrre in casa, su licenza e standard americani, per ridurre la dipendenza dalle catene di approvvigionamento globali che verrebbero immediatamente recise dai missili o dalle navi della Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione.

Proiettili Rheinmetall da 155 mm e cariche

Perché il calibro 155mm?

La scelta di iniziare proprio dai proiettili da 155 mm non è casuale e risponde a due esigenze, una tattica e una tecnica:

  • Il consumo sul campo: Il conflitto ucraino ha insegnato che l’artiglieria pesante rimane la regina del campo di battaglia e i proiettili da 155 mm sono i più “voraci” in termini di consumo giornaliero.

  • L’aggiornamento tecnologico: Taiwan sta acquisendo dagli USA i semoventi M109A7 Paladin. Questi sistemi, dotati di canne più lunghe, operano con pressioni in camera di scoppio superiori rispetto ai vecchi modelli. Le munizioni attualmente prodotte a Taiwan non sono compatibili, rendendo inevitabile l’adozione degli standard produttivi statunitensi.

    Gli investimenti in gioco

Come sempre, la strategia si traduce in numeri e budget. Il piano prevede investimenti sostanziosi per ammodernare l’infrastruttura industriale militare taiwanese:

  • 14 miliardi di NT$ (circa 442 milioni di dollari USA): stanziati per costruire una nuova linea di produzione automatizzata presso la Fabbrica 202 dell’Ufficio Armamenti e per aggiornare gli impianti esistenti.

  • Focus produttivo: La priorità è colmare la carenza globale di munizioni da 155 mm, ma il progetto pilota potrebbe espandersi ad altri sistemi d’arma e munizionamento.

  • Budget speciale: L’iniziativa rientra in un pacchetto di spesa militare straordinaria da 1.250 miliardi di NT$ (circa 39 miliardi di dollari) annunciato dal leader William Lai Ching-te, volto a rafforzare la deterrenza nei prossimi otto anni.

Non si tratta solo di produrre, ma anche di sopravvivere. Parte dei fondi sarà destinata a disperdere i depositi di munizioni, interrarli e creare una logistica mobile, rendendo più difficile per l’avversario colpire i depositi strategici con un primo strike missilistico.

Impianto di produzione proiettili da 155 mmm

La reazione di Pechino e il pragmatismo USA

Mentre Roger Wicker, presidente della Commissione Forze Armate del Senato USA, spinge per una cooperazione industriale totale, i tecnici del Pentagono predicano pragmatismo. L’indicazione è di concentrarsi su capacità meno complesse tecnicamente, ma che possano essere prodotte in massa rapidamente sfruttando la forza lavoro esistente a Taiwan.

Pechino, prevedibilmente, ha condannato l’operazione. Il Ministero della Difesa cinese ha ribadito la sua “ferma opposizione” a qualsiasi collaborazione militare tra Washington e Taipei, vedendo in questa integrazione industriale una violazione del principio dell’Unica Cina e un fattore di destabilizzazione dello Stretto. Tuttavia, la realtà industriale sembra ormai aver preso una direzione precisa: prepararsi al peggio per sperare che non accada mai.


Domande e risposte

Perché Taiwan ha bisogno di produrre munizioni in loco se gli USA sono alleati?

La geografia è il fattore determinante. Taiwan è un’isola e, in caso di conflitto con la Cina, subirebbe quasi certamente un blocco navale e aereo immediato. I rifornimenti esterni (la “cavalleria” americana) potrebbero non riuscire a passare o arrivare troppo tardi. Produrre localmente garantisce una riserva strategica e una capacità di resistenza autonoma nelle prime, critiche fasi di un’eventuale invasione, riducendo la vulnerabilità delle catene logisitiche transoceaniche.

Il programma serve ad aiutare l’Ucraina o Taiwan?

L’obiettivo primario è la difesa di Taiwan. Tuttavia, le due cose sono collegate. La guerra in Ucraina ha prosciugato le riserve globali di proiettili da 155mm, creando una carenza mondiale (“shortage”). Avviando la produzione a Taiwan, si aumenta la capacità globale complessiva. Anche se queste munizioni sono destinate alla difesa dell’isola, l’adozione degli standard USA permette teoricamente a Taiwan di inserirsi nella catena di fornitura globale degli alleati in caso di necessità, ma la priorità resta l’accumulo interno.

Quali sono le difficoltà tecniche di questo accordo?

Non basta “copiare” un proiettile. Ci sono questioni complesse legate al trasferimento di tecnologia (IP), alle autorizzazioni del Congresso USA e alla compatibilità industriale. Inoltre, i nuovi obici M109A7 che Taiwan sta acquistando richiedono munizioni capaci di reggere pressioni molto più elevate rispetto ai vecchi sistemi in uso sull’isola. L’adeguamento delle fabbriche taiwanesi agli standard di qualità e sicurezza americani richiede tempo e investimenti ingenti, come i 442 milioni di dollari già stanziati.

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