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Sui poteri del Capo dello Stato occorre aprire una riflessione (di Giuseppe PALMA)

Dal Circo Massimo a Roma, durante l’annuale incontro del M5S, Beppe Grillo ha detto che il Capo dello Sato ha troppi poteri. Testualmente: «Noi dovremo riformare la figura del Presidente della Repubblica, lo capite? Capo delle forze armate, capo del Csm, nomina 5 senatori a vita. Queste cose non vanno più con il nostro modo di pensare. Io sono venuto qui per dirvi che io non ho più paura di nessuno. E se mi arrestano torno più forte di prima».

Una battuta probabilmente, ma che a mio avviso deve aprire una seria riflessione sull’argomento.

Il Presidente della Repubblica, secondo quanto previsto dalla Costituzione, ha soprattutto funzioni di garante e di moral suasion, una specie di notaio che può spingersi a consigliare le forze politiche e il Paese sul rispetto della Costituzione. Null’altro.

Ma, in assenza della politica o con una politica indebolita, i poteri del Colle diventano a fisarmonica, cioè si ampliano fino a sopperire l’assenza della politica.

Durante la Prima Repubblica (1946-1993), con un classe politica forte e determinata, il raggio d’azione del Quirinale era molto ristretto, divenuto man mano sempre più ampio con l’avvento della Seconda Repubblica (1993-2018).

Nel passaggio dalla Seconda alla Terza Repubblica (cioè dal marzo 2018 in poi) questo spazio decisionale a fisarmonica del Capo dello Stato si sta man mano sostanzialmente restringendo in presenza di due forze politiche che – sulla base di un chiaro consenso popolare – hanno rimesso la politica al centro dell’agenda di governo. Non a caso, prima di dar vita all’attuale esecutivo, M5S e Lega hanno stilato un vero e proprio “contatto di governo”, cioè un’agenda programmatica che detta le linee guida della politica generale del governo, restringendo ancor di più il perimetro per qualsiasi intervento del Colle che non rientri nel ristretto recinto del dettato costituzionale.

Spartiacque fondamentale è stato lo strappo che l’attuale Capo dello Stato Mattarella ha posto in essere con il veto su Paolo Savona a ministro dell’economia. Era il 27 maggio 2018. Il Presidente della Repubblica, stando alle intenzioni dei Padri Costituenti, non può mettere alcun veto su nessuno dei ministri proposti dal Presidente del Consiglio incaricato, eppure lo ha  fatto. Sul punto, ricordiamo quanto scriveva Costantino Mortati, uno tra i giuristi più autorevoli in sede di Assemblea Costituente: “L’avere condizionato la nomina dei ministri alla proposta del presidente del consiglio (che deve ritenersi strettamente vincolante pel capo dello stato) è pura e semplice applicazione del principio di supremazia conferita al medesimo, e della responsabilità a lui addossata per la condotta politica del gabinetto: responsabilità che, ovviamente, non potrebbe venire assunta se non potesse giovarsi, per il concreto svolgimento della medesima, di un personale di sua fiducia”.

Da quel 27 maggio, al sospirar dell’ultimo “canto del cigno”, la figura del Presidente della Repubblica sta tornando man mano all’interno di quei limiti che la Costituente aveva disegnato per lui. Questo, quantomeno, in apparenza. In caso contrario, infatti, se vi sarà in futuro un nuovo scontro su questo terreno come quello del 27 maggio, bene farebbe il Parlamento a pensare di riscrivere le funzioni del Capo dello Stato con una riforma della Costituzione, circoscrivendole a quelle di mero notaio, tipizzandone dettagliatamente i compiti, il ruolo e i limiti, evitando in tal modo la cosiddetta “fisarmonica”. La Nazione non può più permettersi di correre i rischi che si è trovata a dover affrontare lo scorso mese di maggio. Forse in pochi lo ricorderanno, ma il capo politico del partito di maggioranza relativa aveva invocato esplicitamente la messa in stato di accusa nei confronti dell’inquilino quirinalizio. Non è cosa da poco in un sistema istituzionale di tipo parlamentare. Una riforma della Costituzione in tal senso non è affatto urgente e da sola non avrebbe molto senso, ma di certo non possiamo più continuare a far finta di nulla. Una discussione sul punto merita dunque di essere fatta.

Nel 1946-47 i Costituenti scelsero la forma di governo parlamentare anche per evitare che il garante delle Istituzioni entrasse a gamba tesa nell’agone politico. Si voleva evitare un nuovo 25 luglio, dove il Re arrivò addirittura a far arrestare in casa sua il Capo del Governo (25 luglio 1943). Non voglio entrare nel merito se quella scelta fu giusta o sbagliata, non spetta a me dirlo, ma di certo fu una decisione che sconfinava in modo inaccettabile le funzioni che lo Statuto Albertino assegnava alla Corona sabauda.

Credo pertanto che le dichiarazioni di Grillo, al di là delle battute, debbono leggersi in tal senso e con questa più argomentata chiave di lettura.

Avv. Giuseppe Palma

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Sull’argomento, si possono consultare questi miei precedenti articoli (tutti scritti insieme al coautore Paolo Becchi):

  1. https://scenarieconomici.it/mattarella-cita-einaudi-a-sproposito-e-pretende-prerogative-che-non-ha-ecco-cosa-dice-la-costituzione-di-g-palma-e-p-becchi/
  2. https://scenarieconomici.it/siamo-proprio-sicuri-che-il-governo-neutrale-di-mattarella-sia-conforme-alla-costituzione-di-p-becchi-e-g-palma/
  3. https://scenarieconomici.it/l-ruolo-del-capo-dello-stato-nella-nomina-dei-ministri-facciamo-chiarezza-di-g-palma-e-p-becchi/
  4. https://scenarieconomici.it/la-vittoria-del-sovranismo-e-le-parole-shock-di-mattarella-di-p-becchi-e-g-palma/
  5. https://scenarieconomici.it/puo-mattarella-rinviare-alle-camere-una-legge-che-non-rispetta-il-vincolo-del-pareggio-di-bilancio-di-g-palma-e-p-becchi/
  6. https://scenarieconomici.it/presidente-mattarella-ma-di-quali-valori-ue-parli-di-p-becchi-e-g-palma/
  7. https://scenarieconomici.it/le-parole-di-mattarella-sono-un-pugno-nello-stomaco-dei-principi-fondamentali-di-g-palma-e-p-becchi/
  8. https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13343337/paolo-becchi-sergio-mattarella-inaccettabile-veto-paolo-savona-economia-golpettino-giuseppe-conte-luigi-di-maio-matteo-salvini-lega-m5s.html

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Consigli letterari:

a) P. Becchi, G. Palma, “Dalla Seconda alla Terza Repubblica. Come nasce il governo Lega-M5S“, con Prefazione di Matteo Salvini, Paesi edizioni, luglio 2018: https://www.amazon.it/Dalla-Seconda-Repubblica-governo-Lega-M5S/dp/8885939074/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1540220961&sr=1-1&keywords=dalla+seconda+alla+terza+repubblica

b) G. Palma (curatore), “Enciclopedia Giuridica della Sovranità per un sano patriottismo costituzionale“, con Prefazione di P. Maddalena (già vicepresidente della Corte costituzionale), Gds, 2018: https://scenarieconomici.it/lenciclopedia-giuridica-della-sovranita-e-ora-disponibile-anche-in-formato-cartaceo-a-cura-di-giuseppe-palma-con-prefazione-di-paolo-maddalena/

 

 


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