Economia
S&P migliora outlook Italia da stabile a positivo, serie A dei debiti sovrani in vista..?

Con una mossa a sorpresa, S&P Global Ratings ha rivisto l’outlook dell’Italia da stabile a positivo, confermando il rating “BBB+”. La decisione, annunciata ieri sera dopo la chiusura di Wall Street, segna un riconoscimento immediato dei progressi compiuti sul fronte del consolidamento fiscale e della stabilità politica. Per i mercati, il cambiamento dell’outlook è un segnale chiaro: l’Italia non solo mantiene un profilo di credito solido, ma mostra prospettive concrete di miglioramento nel medio termine. Si tratta dell’ennesima promozione che un agenzia di rating riserva al nostro paese negli ultimi due anni, che dimostra come il lavoro del ministro Giorgetti stia pagando sia a livello di risparmio sui titoli di Stato ( lo spread è ormai stabilmente sotto i 60 punti da settimane) e sia a livello di fiducia degli investitori che vedono nel nostro paese nuove opportunità di investimento.
“Il risanamento dei conti pubblici italiani procede secondo i piani. Prevediamo che il deficit scenda leggermente al 2,9% del pil nel 2026”, per poi ridursi ulteriormente al 2,7% entro il 2029, afferma S&P spiegando la sua decisione di rivedere al rialzo l’outlook dell’Italia. L’agenzia di rating spiega che “le imposte straordinarie su banche e compagnie assicurative, la maggiore efficacia nella riscossione dell’Iva e le modifiche alla tassazione degli affitti a breve compenseranno in gran parte i tagli all’imposta sui redditi medi e la riduzione dei contributi sociali a carico dei datori di lavoro”.
L’agenzia di rating poi si sofferma sul prossimo appuntamento elettorale del 2027, spiegando come reputi non facile l’approvazione di una nuova legge elettorale. “La competizione politica, sia all’interno della coalizione di governo che fra i partiti di opposizione, è destinata a intensificarsi in vista delle elezioni generali del 2027. Prevediamo che ciò limiterà le ambizioni politiche e ridurrà il margine di manovra per importanti riforme strutturali”, afferma S&P, sottolineando che “le elezioni amministrative del 2026 difficilmente avranno un impatto significativo sulla politica nazionale”. L’agenzia di rating nota inoltre come le prospettive di approvazione della nuova legge elettorale restano incerte “a causa del limitato sostegno e degli ostacoli costituzionali”.
“La traiettoria di maggiore credibilità verso l’Italia non conosce soste. Il lavoro paga”. E’ il commento di del ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti dopo la promozione di S&P. “La grande economia aperta italiana, incluso il suo mercato del lavoro, ha dimostrato resilienza di fronte all’incertezza commerciale e tariffaria, registrando avanzi netti delle partite correnti a sostegno della ricchezza privata e continui miglioramenti nella posizione creditoria netta del Paese nei confronti dell’estero. Il risanamento del bilancio italiano sta gradualmente avanzando, con un disavanzo di bilancio nominale previsto al di sotto del 3% del PIL nel 2026 su base di competenza, mentre gli aggiustamenti dei flussi di cassa relativi al Superbonus sono in calo. Con una stima del 136% del PIL nel 2025, il debito pubblico è elevato, ma è destinato a diminuire a partire dal 2028. Di conseguenza, abbiamo rivisto il nostro outlook da stabile a positivo e confermato i nostri rating BBB+/A-2 per l’Italia” si legge sul sito di S&P.
“L’outlook positivo riflette la nostra previsione che, nonostante la persistente incertezza nel commercio internazionale, il diversificato settore privato italiano continuerà a sostenere i surplus delle partite correnti, a beneficio della posizione creditoria netta dell’economia nei confronti del resto del mondo, mentre il settore pubblico dovrebbe gradualmente ridurre il proprio indebitamento netto, avviando un lento trend discendente del debito pubblico nel 2028”.
Secondo molti esperti questa nuova promozione potrebbe preludere presto ad un ritorno nella massima serie del rating per i nostri titoli di Stato, eventualità che solo tre anni fa sembrava davvero difficilissima da raggiungere. Ed è la stessa agenzia a farlo intendere affermando che «se l’Italia continuasse a rafforzare la propria posizione finanziaria esterna e a ridurre il deficit di bilancio» un upgrade sarebbe alle viste.
Si conclude quindi col botto, sul fronte economico, un venerdi, che si era aperto con la sorpresa positiva dei dati dell’Istat sul Pil. Tra ottobre e dicembre, ha spiegato l’Istituto di statistica nella sua stima preliminare, l’economia italiana si è comportata meglio del previsto, con un risultato che costruisce una buona premessa anche per il 2026. L’ultimo trimestre del 2025 mostra infatti una crescita del Pil del +0,3% (+0,8% nel confronto con lo stesso periodo dell’anno prima), che porta il dato annuale a +0,7%.









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