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Socrate e il taglio dei parlamentari Un dialogo (non troppo) anacronistico secondo lo stile platonico (di Duccio Chiapello)

 

 

SOCRATE: Che sorpresa incontrarti, carissimo Lisia. Da dove vieni?

LISIA: Vengo da un’audizione alla Camera dei deputati. Mi hanno convocato per discutere il mio progetto sul taglio dei parlamentari, che ridurrebbe di molto i costi della politica. Con i risparmi che ne deriverebbero, ogni italiano potrebbe pagarsi un caffè all’anno, o acquistare uno dei nostri grandi quotidiani mainstream.

SOCRATE: Di solito evito di comprarli, o Lisia: preferisco informarmi. In ogni caso devo ammettere che ti occupi costantemente di questioni di massima urgenza per il nostro paese; ti prego dunque di dirmi di più.

LISIA: Per tua fortuna, la mia proposta è molto semplice, o Socrate. Si tratta di ridurre il numero dei deputati da 630 a 400 e il numero dei senatori da 315 a 200. In sostanza, verrebbero tagliate la bellezza di 345 poltrone su un totale di 945. Si tratta di un risparmio del 36,45%.

SOCRATE: Il 36,45% in meno sembra davvero un gran risultato. Ma dimmi, Lisia: se ad esempio venissero tagliate 500 poltrone, e non 345, il risparmio non sarebbe maggiore?

LISIA: Assolutamente sì, o Socrate, mi leggi nel pensiero. La mia proposta originaria prevedeva proprio di tagliare 500 poltrone, ma poi – tu lo puoi capire – ho dovuto ridimensionarla, perché i politici sono sempre contrari a riforme troppo drastiche.

SOCRATE: Tuttavia si potrebbe osservare che, invece di tagliare 500 poltrone, se ne potrebbero tagliare 600 o 700. In quest’ultimo caso, il risparmio sarebbe quasi del 75%, mi pare.

LISIA: Certo, è corretto. In condizioni favorevoli, questa sarebbe esattamente la riforma da fare.

SOCRATE: Si potrebbe anzi dire che, in una congiuntura economica come questa, in cui ogni centesimo è prezioso, per ottenere consistenti risparmi sarebbe meglio avere non 945, ma 45 parlamentari.

LISIA: Devo dire, o Socrate, che non hai torto affatto.

SOCRATE: Bene. Seguendo questo tuo ragionamento, mi pare di poter allora concludere che la miglior forma di governo sia la tirannide, poiché genera il massimo risparmio tagliando 945 parlamentari su 945: consente inoltre di liberare le aule della Camera e del Senato, le quali, rimaste vuote, possono essere date in affitto, per ospitare ad esempio congressi di banchieri. Non è forse così?

LISIA: Converserei con te ancora a lungo, caro Socrate, ma devo purtroppo partecipare a un banchetto in cui pronuncerò un discorso contro il linguaggio d’odio. Arrivederci!


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