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Si vota nel Regno Unito: Per la May la fine è vicina

 

 

Oggi si vota nel Regno Unito, in cui, per tradizione, il voto non viene tenuto di domenica, ma di giovedì, anche se i risultati dello spoglio saranno resi noti insieme a quelli degli altri paesi. Il processo di rinnovamento politico che negli altri paesi ha impiegato anni, nel Regno Unito può avvenire in modo brutale e nell’arco di pochi giorni.

I sondaggi suonano come una bella campana a morto per i Tories, ma anche un pessimo segnale per i Labour, mentre per ora l’unico che ride è Nigel Farage

Questi sono i risultati dei sondaggi:

Questo è stato invece il peggior giorno per il primo ministro Theresa May tanto che ieri sera, in seerata , diversi quotidiano britannici parlavano di dimissioni nella notte.

La storia è molto semplice: in un momento di follia, perchè non saprei definirlo diversamente, nel tentativo di inseguire il consenso dei laburisti, ha proposto un deal temporaneo basato ssu un’unione doganale e quindi su un secondo referendum. Un autentico tradimento di quanto votato dagli inglesi nel primo referendum, un autentico regalo a Nigel Farage ed al Brexit Party il giorno prima delle elezioni. Una tattica suicida nel quale il gabinetto ha deciso di iniziare a non seguirla più. Sono infatti arrivate le dimissioni del capogruppo conservatore in Parlamento, in UK parte del governo, Andrea Leadsom, esplicitamente in contrasto con la politica della Brexit che il primo ministro vuole portare avanti. Le sue parole sono state chiare “Non posso andare domani davanti alla Camera dei Rappresentati presentando una proposta a cui mi oppongo fermamente”. Questo ha due conseguenze: da un lato manca il capogruppo per presentare la proposta, e quindi tutto viene rinviato, dall’altro c’è il timore che un gruppo consistente di membri del gabinetto e del parlamento se ne vada. Theresa May ha terminato la propria giornata isolata al numero 10 di Downing Street, rifiutando di incontrare sia gli altri membri del proprio governo, chiusa nel proprio bunker di potere sempre più piccolo.

Alla  fine il partito ha deciso di porre un termine al proprio suicidio ed i cosiddetti “Backbenchers” i deputati senza cariche di governo che sono rappresentati nel “1922 Committee” hanno mandato il proprio presidente a fissare un appuntamento per venerdì …quindi le dimissioni non saranno il giorno prima delle elezioni, cosa che sarebbe folle, ma, se mai, quello successivo, con gli exit poll che si immagina ci saranno.

Nigel Farage sta già ridendo, anche perchè il suo partito sta crescendo perfino nelle elezioni politiche nazionali….


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