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Segnali misteriosi dallo spazio profondo: non sono alieni, ma un “motore” cosmico che sfida fisica e tecnologia

Scoperto il “motore” dei misteriosi segnali radio spaziali: un sistema binario dove una nana bianca divora la sua compagna. Ecco come questa scoperta estrema aiuterà la fisica sulla Terra.

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Da decenni l’universo ci bombarda con impulsi radio apparentemente incomprensibili, lenti e intermittenti. Ora, per la prima volta, gli astronomi hanno decodificato uno di questi segnali. Non si tratta di civiltà extraterrestri, ma di qualcosa di fisicamente più violento: una vera e propria danza mortale tra due stelle. Una scoperta che non solo risolve un mistero astrofisico, ma ci offre un laboratorio naturale per studiare plasmi e campi magnetici estremi, con potenziali e concrete ricadute tecnologiche per il nostro futuro energetico.

Che cos’è questo segnale spaziale?

Il segnale, battezzato tecnicamente ASKAP J1745, fa parte di una classe di fenomeni rari noti come “transienti a lungo periodo” (LPT). Si tratta di lampi di luce radio che si accendono e si spengono nel cosmo.

A differenza delle classiche pulsar – stelle di neutroni che ruotano vorticosamente emettendo segnali ogni pochi secondi – questi LPT sono lenti. Ripetono i loro impulsi su scale temporali che vanno da decine di minuti a diverse ore.

Fino ad oggi, la comunità scientifica brancolava nel buio. Ne conoscevamo a malapena una dozzina. Molti si trovano in zone della galassia dense di polveri, rendendo quasi impossibile l’osservazione con i normali telescopi ottici.  Tutto questo è stato presentato in paper scientifico su Physical Letter Review.

Alcuni di questi segnali si comportano in modo bizzarro: pulsano regolarmente per decenni, per poi spegnersi improvvisamente per giorni o sparire per sempre. Una vera anomalia che ha costretto i ricercatori a scartare le vecchie teorie.

La Stele di Rosetta dell’Astrofisica

ASKAP J1745 è speciale per un motivo fondamentale: è stato “visto” contemporaneamente in tre diverse forme di luce. Radio, raggi X e luce visibile.

Gli astronomi lo paragonano alla Stele di Rosetta. Così come quel reperto permise di decifrare i geroglifici egizi confrontandoli con il greco antico, questo segnale ha fornito la chiave di lettura per comprendere tutti gli altri LPT.

Per la prima volta, l’osservazione combinata di radiotelescopi (come l’australiano ASKAP e il sudafricano MeerKAT) e telescopi a raggi X ha confermato che le pulsazioni radio ed X avvengono in perfetta sincronia.

Questo livello di dettaglio è inedito. Ci permette di capire non solo che il segnale esiste, ma l’esatto meccanismo meccanico e quantistico che lo genera.

Che cosa genera questi impulsi?

Il “motore” di questo segnale non è una singola stella morente, ma un sistema binario. Due stelle bloccate in un’orbita strettissima, che ruotano l’una attorno all’altra in poco più di un’ora.

  • La Predatrice: Una nana bianca, ovvero il nucleo freddo e densissimo di una stella morta, dotata di un campo magnetico migliaia di volte più potente di quello di una macchina per la risonanza magnetica.
  • La Preda: Una stella nana rossa (o bruna), molto più piccola e fredda, che orbita a distanza ravvicinata.

La vicinanza è tale che la nana bianca, con la sua immensa gravità, strappa letteralmente materia dalla sua compagna. Questo processo si chiama “accrescimento”.

Come si presenta il sistema

Il materiale stellare, composto da particelle cariche (plasma), precipita verso la nana bianca seguendo le linee del suo potentissimo campo magnetico. L’attrito e la compressione di questo materiale generano un calore inimmaginabile, rilasciato sotto forma di potenti raggi X.

Contemporaneamente, l’interazione tra i campi magnetici delle due stelle e il flusso di plasma agisce come un gigantesco acceleratore di particelle. È questo meccanismo a generare le violente e polarizzate emissioni radio che i nostri telescopi captano a distanza di migliaia di anni luce.

Le differenze chiave

CaratteristicaPulsar ClassicheTransienti a Lungo Periodo (ASKAP J1745)
OrigineStella di neutroni singola isolataSistema binario (Nana bianca + Nana rossa)
Frequenza impulsiFrazioni di secondo / Pochi secondiDa decine di minuti a diverse ore
MeccanismoRotazione ed emissione dai poliAccrescimento di materia e interazione magnetica
Campi di osservazionePrevalentemente Radio e GammaRadio, Ottico, Raggi X sincronizzati

Una ricerca tecnologicamente importante

ASKAP J1745 è un laboratorio a costo zero per la fisica dei plasmi estremi. Le condizioni di temperatura e magnetismo di questo sistema binario sono impossibili da replicare sulla Terra.

Comprendere come il plasma fluisce e si confina magneticamente in questi sistemi stellari fornisce dati cruciali per gli ingegneri che, sulla Terra, stanno cercando di rendere commerciale la fusione nucleare. Ottimizzare il confinamento magnetico nei reattori Tokamak significa avvicinarsi all’energia pulita illimitata.

La mossa è stata importante anche per l’evoluzione tecnologica: la gestione dei dati. Per isolare questo segnale, i centri di supercalcolo hanno dovuto elaborare moli di dati (Big Data) mostruose, filtrando il “rumore di fondo” cosmico.

Gli algoritmi sviluppati per i radiotelescopi vengono regolarmente assorbiti dall’industria privata: dalle telecomunicazioni satellitari ai sistemi di diagnostica medica avanzata, passando per l’ottimizzazione delle reti Wi-Fi. Gli investimenti pubblici nella scienza di base generano, in modo quasi sistematico, dividendi tecnologici tangibili per l’economia reale.

Questo segnale, dunque, non è solo una curiosità per astronomi, ma un test stress per le nostre attuali capacità tecnologiche e computazionali.

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