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Santander alla conquista dell’America: maxi-acquisizione di Webster Bank per 12 miliardi di dollari

Santander compra Webster Bank per 12 miliardi: l’Europa sfida le banche USA e punta al 18% di redditività.

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L’Europa forse non avrà i giganti della tecnologia o l’intelligenza artificiale della Silicon Valley, ma ha ancora banche capaci di fare shopping pesante oltreoceano. In una mossa che definire strategica è riduttivo, il Banco Santander, guidato con determinazione da Ana Botín, ha annunciato l’acquisizione della statunitense Webster Bank.

Non stiamo parlando di un’operazione minore, ma di un affare da 12,2 miliardi di dollari (circa 10,3 miliardi di euro) che proietta il colosso spagnolo direttamente nella top 10 del settore bancario a stelle e strisce. Una dimostrazione di forza che arriva in un momento in cui il vecchio continente sembra spesso arrancare.

I dettagli dell’operazione: un colosso da 327 miliardi di asset

L’operazione è figlia di una visione chiara: la crescit si fa dove c’è mercato e crescita, non dove non c’è sviluppo. E gli Stati Uniti rimangono il mercato per eccellenza. L’acquisizione di Webster Bank, istituto con sede a Stamford nel Connecticut, permette a Santander non solo di consolidare la sua presenza, ma di fare un salto di qualità impressionante nel Nord-est degli USA.

Ecco i numeri della nuova entità che nascerà dalla fusione, previsti per la fine del 2025:

  • Asset Totali: 327 miliardi di dollari.
  • Prestiti: 185 miliardi di dollari.
  • Depositi: 172 miliardi di dollari.

Con questi volumi, il gruppo cantabrico si posiziona tra i primi cinque istituti di deposito negli stati chiave della costa orientale e tra le 25 entità commerciali più redditizie di tutti gli Stati Uniti.

Redditività e riacquisto azioni: il regalo agli azionisti

Ana Botín non ha nascosto che questa è un’iniziativa personale e fortemente voluta, simile per impatto a quella che fu l’acquisizione di Abbey National. L’obiettivo è squisitamente finanziario: aumentare la redditività.

L’integrazione mira a portare il RoTE (Return on Tangible Equity) delle attività USA al 18% entro il 2028, contribuendo all’obiettivo globale del gruppo di superare il 20%.

Per addolcire l’operazione agli occhi degli investitori e non diluire eccessivamente il valore, Santander ha giocato d’anticipo annunciando un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie (buyback) per 5 miliardi di euro.

Il pagamento per Webster sarà misto:

  • 65% in azioni (scambio azionario).
  • 35% in contanti.

Il prezzo offerto, 75 dollari per azione Webster, incorpora un premio del 14% rispetto all’ultima chiusura, valutando la banca americana 6,8 volte l’utile stimato al 2028 (considerando le sinergie).

La quotazione dell’azione della banca USA si è immediatamente impennato, dato che era ben sotto i 70 dollari, come si può vedere dal grafico sottostante di Tradineconomics:

La struttura manageriale e il futuro

Non ci saranno scossoni immediati, ma un’integrazione progressiva. Christiana Riley manterrà le redini come responsabile nazionale di Santander US, mentre l’attuale CEO di Webster, John Ciulla, assumerà la guida di Santander Bank NA, l’entità operativa che ingloberà le attività.

È interessante notare come Santander, dopo aver realizzato plusvalenze in passato ed essersi ritirata momentaneamente, sia tornata negli USA con una “fame” aggressiva. In un mondo dove la finanza europea è spesso soffocata da una regolamentazione asfissiante, vedere un player europeo dettare legge in Connecticut è, se non altro, una notizia che fa riflettere sulla resilienza del nostro sistema bancario.

Quindi l’Europa non ha google , non ha Ai, non ha tecnologie, ma ha banche.

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