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Ritorna la “Fusione fredda”? Ora la ricerca passa alla Marina USA

 

Dopo più di tre decenni di accesi dibattiti in gruppi di fisica specializzati e circoli di ricerca marginali, la controversia sulla fusione fredda (a volte chiamata reazioni nucleari a bassa energia o LENR) si è rifiutata di scomparire. Da un lato, mancano le basi coerenti e scientificamente riproducibili per i sostenitori del fenomeno. Dall’altro, i detrattori veementi non possono ignorare completamente i risultati anomali che hanno continuato a emergere, come le prove della cosiddetta “fusione reticolo-confinamento” addotte lo scorso anno da un gruppo del Glenn Research Center della NASA.

Gli scienziati del Naval Surface Warfare Center, Indian Head Division, hanno riunito un gruppo di laboratori della Marina, dell’Esercito e del National Institute of Standards and Technology (NIST) per cercare di risolvere il dibattito. La presenza del NIST è necessaria per fornire una misurazione precise di ogni minima produzione energetica.  Insieme, i laboratori condurranno esperimenti nel tentativo di stabilire se c’è davvero qualcosa nell’idea della fusione fredda, se si tratta solo d’interazioni chimiche strane o se qualche altro fenomeno si sta verificando in questi esperimenti controversi.

Nel 1989, l’elettrochimico Stanley Pons e il chimico Martin Fleischmann pubblicarono i risultati degli esperimenti in cui affermavano di osservare il calore anomalo, nonché i sottoprodotti della fusione come i neutroni, in un semplice allestimento da tavolo a temperatura ambiente che coinvolgeva palladio e acqua pesante . L’affermazione era, per usare un eufemismo, enorme. La fusione è tipicamente un fenomeno ad alta temperatura e alta pressione. Richiede una stella o, se sei determinato a farlo accadere sulla Terra, enormi magneti e molto potere. Eppure la promessa di un’energia economica, sicura e abbondante è stata presto infranta quando la stragrande maggioranza degli scienziati non è riuscita a replicare i propri risultati.

Negli anni successivi le ricerche sono proseguite e ci sono stati dei fenomeni non spiegabili, normalmente denominati LERN, Low Energy Nuclear reaction, che però non si è potuto inserire all’interno di una teoria scientifica coerente, chimica o fisica che fosse. A trenta anni di distanza il fenomeno non è ancora stato chiarito, ma speriamo che finalmente i laboratori militari USA svelino il mistero, anche per fornire una possibile fonte energetica non pericolosa e a basso costo.


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