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Riflettiamo su “Quantitative Easing” e su “Svalutazione”

Ieri ho pubblicato un questito ai lettori:

Domanda ai Lettori su “Quantitative Easing da parte di Banche Centrali” e su “risorse usate per alterare il cambio della valuta”

Facciamo una bella domanda ai lettori per testarne la preparazione:

banca

1)      Quale paese tra questi ha adottato un Quantitative Easing maggiore in relazione al proprio PIL? (Traduco: quale e’ la nazione che stampa denaro piu’ di chiunque altro, facendo una politica, che taluni paragonano all’Inferno)

2)      Quale Banca Centrale tra queste ha utilizzato maggiori risorse, sempre in rapporto al PIL del paese, per intervenire sul Cambio della Valuta del proprio paese?   (traduco: chi ha speso di piu’ in relazione alle proprie risorse, per compiere la “schifosissima” svalutazione competitiva o evitare la “celestiale” rivalutazione della propria valuta, crendo un artificio sui mercati)

Risposte:

a)      Area Euro

b)      Giappone

c)       USA

d)      UK

e)      Svizzera

 Chiedo ai Lettori di indicare la risposta nei commenti. Chi sara’ il piu’ bravo, vale a dire colui che dara’ risposta esatta, magari fornendo anche le cifre ed i link? Astenersi “Moralisti”.

 

Devo dire che diversi lettori di Rischio Calcolato e Scenari Economici, c’hanno preso, e faccio loro i miei complimenti.

La Risposta la si trova in questo articolo di qualche tempo fa: 

 

banche centrali2

Premessa 

Chiarimoci bene: personalmente reputo la Svizzera una nazione da ammirare. Sento tante “schiocchezze” sulla Svizzera, indicata da molti come paese di arruffoni che campano sui soldi in nero altrui. In verita’ la Svizzera e’ una nazione, forse l’unica, che esiste da centinaia d’anni, nonostante grosse diversita’ interne, e lo fa per una ragione banale: ha successo. Ha un economia reale solida, una buona base produttiva, ed indicatori tipo PIL, Debito o Bilancia dei Pagamenti tali, da far sembrare la Germania una nazione di serie B. Personalmente la stimo anche per le politiche di fondo di neutralita’ e forte democrazia: hanno la loro sovranita’ e non vi rinunciano, sono neutrali, ed hanno una democrazia partecipativa invidiabile.

Detto questo, la Svizzera, fortissima economicamente, “ha stampato” rotoli e rotoli di valuta, comprando Euro, per difendere il Cambio: pena la distruzione della sua economia reale. E l’ha fatto in una quantita’ abnorme, in relazione alla sua economia.

Ora arriviamo al motivo della mia domanda, che altro non e’ che una riflessione su Stampa di Denaro e Svalutazione

 

STAMPA DI VALUTA – QUANTITATIVE EASING

Spessissimo leggo lettori che trovano la “Stampa di Moneta” una roba assurda, un virus, qualcosa di aberrante. Altri lettori, all’opposto parlano della “Stampa di Valuta” come di una sorta di Totem magico che puo’ risolvere ogni problema. Ebbene, ambedue le posizioni, evidentemente ideologiche, sono a mio vedere oscene e denotano ignoranza e poverta’ analitica.

Stampare Denaro e’ pratica comune: il punto e’ quanto se ne stampa, per quanto tempo, con quale fine e soprattutto chi lo fa.

Mi spiego: una nazione come la Svizzera, con le spalle decisamente larghe (economia solida e riserve illimitate), e che ha il fine della conservazione dell’intregrita’ della propria economia produttiva, puo’ permettersi una politica di questo tipo, al fine di acquistare Euro, e difendere il Cambio. Una nazione Africana, con debiti in valuta estera enormi, nessuna riserva ed un economia reale e finanziaria scheletrica, se stampa moneta in modo eccessivo (magari molto meno della Svizzera) finisce male, molto male.

L’invito ai lettori, non e’ quello di schierarsi ideologicamente quando si parla di QE, ma di porsi le domande giuste: quanto la nazione X puo’ stampare? Perche’ lo fa? Per quanto tempo lo fa? Ha una situazione economica tale da sostenere tale politica a lungo? Che conseguenze ci sono se stampa e quali se non stampa? E’ il momento giusto per farlo?

Semplicemente stampare Denaro e’ una pratica comune, che si attua specialmente di precisi periodi, di crisi o recessivi o deflattivi, o in presenza di forti squilibri. Farlo aiuta l’economia perche’ ha precisi effetti e puo’ aiutare anche i titoli di stato e le azioni. Non farlo creerebbe piu’ danni. Talvolta si fa QE al fine di svalutare la valuta o impedirne una rivalutazione eccessiva. Il QE e’ comunque pratica di cui non abusare, ne’ infinita, se no ci sono controindicazioni rilevanti. Tutto qui

 

 

ARTIFICI SULLA VALUTA – SVALUTAZIONE COMPETITIVA O DIFESA DALLA RIVALUTAZIONE ECCESSIVA

Spessissimo leggo lettori che, con fare radical chic, parlano di “Svalutazione Competitiva” come se parlassero del Diavolo, e che sostengono “teorie di tenere forte la valuta”, pensando siano applicabili anche a paesi che forti non sono. Qualche altro, crede in un mondo in cui tramite “Svalutazioni continue e ricorrenti” si riesca a risolvere ogni problema nazionale. Ovviamente, entrambe le posizioni, e sottolineo entrambe, sono ideologiche e senza senso

La valuta e’ lo specchio della nazione che la adotta, e la sua forza deve essere proporzionale (nella media di periodi lunghi) alla forza reale della nazione stessa. Ovviamente puo’ fluttuare, ed avere periodi di rivalutazione ed altri di svalutazione, in parte legati ai flussi di scambio reali (bilancia dei pagamenti e richiesta valuta per ragioni tecniche) ed in parte per motivi incidentali o artificiali (politiche di convenienza a breve termine, crisi, etc). Per una nazione, tenere un cambio rivalutato rispetto alla propria forza reale a lungo termine ha effetto fortemente depressivo: percio’ in tutto il mondo, tutte le nazioni, tendono ad agire artificialmente in momenti di crisi interna, per svalutare o correggere il cambio.

Mi spiego: una nazione come la Svizzera, che e’ una delle piu’ forti del mondo, non ha esitato un solo istante a mettere in cantiere misure di dimensione colossale per evitare una rivalutazione eccessiva: come detto avrebbe distrutto l’economia produttiva.  Come la Svizzera agisce tutto il mondo, o quasi. Se l’Italia avesse valuta propria, tutti gli studi dicono che la LIRA sarebbe svalutata (tra 15% e 30%). In sintesi l’Italia adotta una valuta piu’ forte di cio’ che si potrebbe permettere, e cio’ vale da 12 anni, periodo di tempo molto lungo: l’effetto e’ fortemente depressivo e ne abbiamo discusso infinite volte. Nessuna nazione al mondo ha convenienza ad adottare per periodi di tempo molto lunghi valute che non rispecchiano la reale forza della nazione stessa, specialmente se si adotta una valuta a cambio eccessivamente forte rispetto alle “spalle” del paese.

L’artificio non sta nel adottare una valuta specchio della propria forza, ma nell’adottarne una che non la rispecchia. In piu’ la cosa fa piu’ danni dei vantaggi che procura. Tutto qui

 

By GPG Imperatrice

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