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Responsabilità e proposte per il sistema autostradale italiano.

 

Per andare a Genova da Milano percorrete la stessa identica autostrada del 1935

 

I recenti fatti di Genova, la caduta di un ponte comunque resistente da cinquanta anni, per quanto inadeguato, sta rendendo se possibile, ancora più drammatica l’attuale situazione. L’intervista dei vertici di Autostrade per l’Italia è stata un’autentico mix di fastidiose contraddizioni, Giovanni Castellucci, AD e Bruno Cerchiai, presidente hanno affermato:

  • Il problema non è la caduta del ponte, ma la “Percepita lontananza ..”.
  • Non sono responsabili della cauta del ponte, han fato tutto il possibile….
  • Sono disponibili a ricostruire il ponte “In otto mesi” , a risistemare Genova ed a pagare i danni per un total di circa 500 milioni.

L’offerta è insufficiente, incongruente e, francamente, offensiva:

  • insufficiente perchè tutto il rimborso, tutta la vicinanza di ASPI si avvicina ad una cifra pari ad un quarto di quanto lo scorso anno prelevato come utili da Atlanti, che prosciuga senza ritegno ASPI, a questo punto, possiamo dire, mettendone perfino a rischio la sua stessa esistenza;
  • incongruente, perchè se non sussiste riconoscimento di responsabilità non esiste rimborso. Ho visto già personalmente tutto questo in Veneto, con BPVI e VB, dove si sono date delle mancette , per calmare la pubblica opinione, senza mai riconoscere le loro responsabilità, o quelle precedenti, e guidando gli istituti bancari alla rovina. L’ammissione di responsabilità, dire “Ho sbagliato”, è il primo passo verso il giusto percorso. L’uomo intelligente, sensibile, ha sempre paura di sbagliare;
  • offensiva, perchè la “Vicinanza” si mostra con atti conclusivi che solo ora sono proposti perchè vi è una pistola carica puntata alla tempia da parte del governo e della pubblica opinione. Inoltre questi lavori saranno pagati dai lauti pedaggi che ogni italiano paga. Come per l’Europa pagano i loro danni con i nostri soldi. Un facile lavoro.

L’offerta, così come posta, è una grassa elemosina. Grassa, ma pur sempre elemosina, e soprattutto pagata dagli altri italiani. Se fosse presentata come una sottoscrizione popolare sarebbe meno offensiva, anche se elemosina resterebbe. Se fosse il Governo avrei due strade: non accettare, oppure destinarlo solo a Comune e Regione riservandosi mano libera con le decisioni come Stato centrale, senza sentirsi in alcun modo vincolato.  “Vicinanza”, parola sgradevole se usata in questo contesto, perchè vicini ci si tiene gli amici, e questa società si è rivelata nemica degli italiani ed dell’Italia.

Il sistema attuale a pedaggio ha lo svantaggio enorme di non incentivare l’effettuazione di manutenzioni: alla fine si è spesso obbligati a prendere l’autostrada, soprattutto in Liguria o nel passare gli Appennini, e questo avviene indipendentemente dal fatto che investimenti o manutenzioni vengano fatt o meno.

Vi rendete conto che si paga un COSTOSO pedaggio sull’autostrada Serravalle Genova, inaugurata da S.M. il Re ed Imperatore nell’anno XIV dell’era fascista ?? Non mi credete ? Guardate e , chi l’ha percorsa, ne riconoscerà i tratti:

Hanno solo cambiato i nomi sulle gallerie e cancellato i fasci littori….. Anzi la qualità dell’asfalto è perfino peggiore.

Siamo riusciti a reintrodurre i dazi medievali peggiorandone la formulazione perchè gli incassi non vanno al libero Comune, ma ad un provato che poi li investirà in India , Cile  o Spagna.

Bisogna ripensare tutto il sistema, anzi rifondarlo. Abbandonare il sistema a pedaggio e passare a quello svizzero a Vignetta. Si trasforma un costo variabile, un dazio medievale, in un diritto generalizzato per il transito modulabile a seconda delle caratteristiche del veicolo. Una delle cause del degrado dei cavalcavia è l’uso di mezzi molto più pesanti rispetto a quelli in circolazione quando furono costruire. Inoltre vi è un’attenzione ambientale diversa che un sistema generalizzato di pedaggi omogenei non coglie e non può cogliere.

Un sistema a vignetta avrebbe un insieme di vantaggi enormi:

  • potrebbe essere legata al peso del veicolo;
  • potrebbe essere legata anche alla ricaduta ambientale del suo uso;
  • sposterebbe flussi di traffico da strade locali a strade a lunga percorrenza, costruite a questo scopo;
  • renderebbe il traffico più fluido, in quanto controllabile con sistemi automatici, come avviene per le sezioni a pagamento delle strade californiane. L’utilizzo di strumenti IoT renderebbero il riscontro certo e collegabile coi dati dell’auto (targa , telaio etc):
  • gli stessi strumenti permetterebbero di guidare le risorse dove le manutenzioni sono più necessarie.

Nel XXI secolo tolleriamo l’utilizzo di un metodo medievale per regolare gli spostamenti, un metodo esoso, squilibrato, fatto apposta per arricchire pochi a svantaggio dei molti.

Casello autostradale del XV secolo

In un sistema del genere i concessionari rimarrebbero, ma solo come manutentori, senza potere di definire il valor della vignetta, pagati sulla abse della percorrenza della tratta e dei servizi forniti.

Un’idea innovativa,  intelligente, ch prmia la comunità e non i pochi. Vedremo se il governo del cambiamento avrà coraggio in questo campo

 

 


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