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REGNO UNITO: Grazie a Corbyn ora la lotta è Johnson o Farage

 

jeremy corbin, e boris johnson

Una cosa molto divertente che si è notata dai soliti media mainstream europei è l’ondata di appena nascosta gioia quando Jeremy Corbyn , nell’ennesimo passaggio politico, ha affermato di essere pronto a sostenere il secondo referendum sulla permanenza nella UE, affiancandosi ed omologandosi ai Lib Dem che hanno , non casualmente, monopolizzato tutte le nomine al parlamento di Bruxelles. In realtà questa scelta dei Laburisti è una spinta enorme per il parittio di Farage.

In questa mappa vedete chi votò brexit (color blu) e chi remain (color arancione). Le area del nord e centro dell’Inghilterra, tradizionalmente laburiste, hanno votato per la Brexit

Sono anche le aree che hanno dato il maggior numero di sostenitori alla recente marcia Brexit e su cui Nigel Farage sta facendo politicamente più pressione, anche attraverso il suo piano di investimenti da 220 miliardi di euro. In queste aree si calcola che 5 milioni di voti Labour abbiano votato per la Brexit. La posizione di Corbyn, invece di irrobustire il partito , regalerà nuovi voti al Brexit Party che non si è fatto remore di arruola anche personaggi vicini alla sinistra.

A questo punto, come dettano i sondaggi, i Conservatori possono avere una via d’uscita solo dalla Brexit, e, sucessivamente a questa, da un voto anticipato. Vediamo i dati di Europe Elects

Prima di tutto un confronto fra i due contendenti Conservatori, Hunt e Johnson, entrambi Brexiter

in caso Johnson guidi il partito alle elezioni

In caso Jeremy Hunt guidi il partito

Se Hunt prende la guida dei Tories vi sono ottime possibilità che questi perdano la maggioranza in eventuali elezioni anticipate, anche per la partecipazione del Brexit Party. A questo punto, se i Conservatori vogliono restare al governo.

Yougov ha fatto un sondaggio considerando le eventuali elezioni con Johnson primo ministro PRIMA o dopo la Brexit. Nel caso si votasse PRIMA della Brexit I risultati sarebbero i seguenti

Nel caso si votasse dopo la Brexit I risultati sarebbero invece i seguenti:

 

Come è ovvio andare a votare PRIMA della  Brexit sarebbe un enorme errore per il partito, che rischeirebbe di perdere la maggioranza. L’unica soluzione per conservare saldamente il potere sarebbe fare una brexit, magari rapida, anche a costo di farla hard, senza accordo, e quindi votare dopo, quando il fenomeno Brexit, e quindi il relativo partito,, inizierà a sgonfiarsi.

Chi può mettersi contro questo piano? C’è la famosa ala remainer del partito conservatore che, in accordo con l’Unione Europea, farà di tutto per non permettere l’eventualità di una hard brexit, ache a costo di sabotare il governo, come hanno promesso già Major e Grieves, Un suicidio politico che potrebbe spingere Johnson (o Hunt), in caso di stallo, alla mossa estrema delle elezioni puntive, addirittura escludendo i remainer dal parlamento. Del resto Grieves è già stato sfiduciato dalla propria assemblea locale che sceglie i candidati. Come mossa ancora più estrema Johson potrebbe accordarsi con Nigel Farage sulla comune base della Brexit e si parla di contatti già in corso.

Non abbiamo parlato dei Labour, ma sono, dopo la scelta pro secondo referendum, ininfluenti. Al massimo potranno recuperare qualche voto da Liberal Democratici, i veri assi del Remain, ma al costo di una parte dei propri voti che passeranno al Brexit Party. Una mossa tardiva, e sbagliata.

 

 

 

 

 


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