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Referendum: tutte le bufale e le fake news del SI

Qualche considerazione sul referendum costituzionale

Più si avvicina la data più aumentano le bufale e le fake news sui dati

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La prima bufala si basa sul trucco retorico di scambiare la quantità con la qualità: ci dicono che con il taglio da 945 parlamentari a 600 se ne vanno i “dinosauri”, gli assenteisti, gli incompetenti, le ciccioline, i senatori a vita e i voltagabbana.

Niente di più falso: niente nel referendum lo indica. Anzi il numero di senatori a vita rimane uguale, mentre la scelta dei candidati è di competenza dei partiti, quindi bisogna semmai cambiare le modalità di selezione dei candidati e dei rappresentanti, perché molto dipende dalla partitocrazia e pochissimo dagli elettori.

Per i voltagabbana, ebbene, quale garanzia abbiamo che un partito non cambi programma come ha fatto il 5s in questi anni? Con questa partitocrazia e questi partiti nessuna. Fare il voltagabbana con un partito voltagabbana significa essere coerenti con sé stessi e con le promesse agli elettori, pertanto quando Di Maio si lamenta degli espulsi nei gruppi misti, si lamenta del fatto che alcuni parlamentari abbiano utilizzato la libertà di ribellarsi agli ordini di votazione delle segreterie di partito.

Tutto questo perché il partito del buffone vorrebbe rafforzare la partitocrazia invece di diluirla, costringendo come e più degli altri partiti gli eletti a votare secondo gli ordini impartiti dai vertici dei partiti, in violazione dell’articolo 67 della Costituzione

«Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato

Votare “si” al referendum significa potenziare le burocrazie e le gerarchie dei partiti indebolendo la libertà degli eletti, più ricattabili dalle segreterie di partiti: ma è normale visto che il M5S ha sempre dichiarato di volere introdurre il vincolo di mandato.

L’altro trucco retorico è quello di far credere che si butta tanta acqua sporca per nascondere che si getta anche il neonato, che è il parlamento già letteralmente imbavagliato dalle mascherine.

Abbiamo un parlamento sempre più esautorato negli anni, prima con i decreti del governo, prassi peggiorata con i DPCM del presidente del consiglio per assomigliare sempre di più al parlamento europeo che si ritrova ad accettare con logiche lobbistiche iniziative legislative prese da una Commissione non eletta ma dai commissari paracadutati (selezionati) da organi come il Bilderberg e altri gruppi di potentati finanziari e poi imposti ai governi con ricatti dietro le quinte.

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Ma l’argomento principale per votare si è la bufala che l’Italia avrebbe il maggior numero di rappresentanti
Si tratta dell’altro trucco retorico  – manipolazione linguistica – di confondere i numeri assoluti con i numeri relativi, trucco utilizzato continuamente e costantemente dai media per le statistiche sul covid in questi mesi.

In numeri assoluti, seguendo la tabella statistica di Youtrend del 2019 l’Italia si piazza al secondo posto con 945 parlamentari dietro il Regno Unito (1434).

L’Italia è seguita da Francia, Germania, Spagna, Polonia via via fino a Cipro Malta e Lussemburgo, quest’ultimo con 60 parlamentari per mezzo milione di abitanti.

In termini relativi, la situazione cambia radicalmente, visto che l’Italia si situa al sesto posto per minor numero di rappresentanti pro capite (1*62815) dietro a Polonia, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Germania, quest’ultima essendo secondo questa tabella il primo paese per minor numero di rappresentanti pro capite sui 28 Stati membri dell’UE.

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Quindi si situa in una media bassa bassa rispetto ai 28 stati membri: al 6 posto per minor numero di parlamentari pro capite, ovvero al 23° posto per maggior numero di rappresentanti rispetto al numero di abitanti: in fondo alla lista.

E già basterebbe come argomento contro il Si e per il NO: l’Italia è tra i paesi con il minor numero di rappresentanti pro capite in UE

Ma le cose peggiorano se consideriamo che gli Stati federali hanno un maggior numero di rappresentanti che non è stato contato dalla tabella.

Paesi Federali

Germania. Ad esempio la Germania è uno Stato federale costituito da 16 Lander composti ognuno da un governo e un parlamento dal potere legislativo concorrente con il governo centrale in materie come il welfare, alimentare, sanità, permesso di soggiornare e stabilirsi, il lavoro, il paesaggio e con competenze esclusive come le costituzioni, la sicurezza interna e polizia, la scuola, la cultura, la radiofonia, il governo locale e altre.

Se si aggiungono ai 778 parlamentari (di cui 69 del consiglio federale/Bundesrat) i 1868 parlamentari dei 16 Lander, si arriva in realtà a 2646 parlamentari in totale su una popolazione di poco più di 82 Mln, il che significa che la Germania non è più il primo paese con minor numero di parlamentari pro capite (1/105545) ma va al 16 posto come paese con minor numero di rappresentanti su un totale di 28 paesi, cioè va nella media alta a numero di rappresentanti pro capite (13).

Il Belgio è una monarchia costituzionale e parlamentare, ed è uno Stato federale con 210 parlamentari a livello federale, nella tabella si situa al 7 posto per numero di rappresentanti pro capite (1/54425) giusto dietro l’Italia (1/62815). Ma il Belgio è composto da 3 Regioni federate e da 3 Comunità linguistiche ognuna delle quali con ampie competenze esclusive (a livello federale le competenze sono solo residuali) tra cui la scuola, la salute, gli aiuti sociali alle persone, i permessi di soggiorno e stabilimento degli stranieri, persino i negoziati e la firma dei trattati internazionali. Se si aggiungono i parlamentari degli enti federati si arriva a un totale di 542 parlamentari per una popolazione di poco più di 11 Mln. E quindi il Belgio passa dal 7 posto per minor numero di rappresentanti pro capite al 23 posto per minor numero di rappresentanti su 28 paesi (1/20312) o al 6 posto per maggior numero di rappresentanti !

La Spagna è una monarchia parlamentare con una struttura federale sui generis composta da 17 Comunità autonome: con un’autonomia più o meno estesa a seconda delle Comunità (Andalusia, Catalogna, Galizia, Navarra e Paesi Baschi più autonomi). Tra le competenze si annoverano la scuola, la salute, la cultura, la lingua, il patrimonio, l’assistenza sociale, l’urbanesimo, l’ambiente, i trasporti pubblici e l’agricoltura.

Con 616 parlamentari a livello centrale su 46 Mln si situa al 3 posto per minor numero di rappresentanti (1/75251) ma se si aggiungono i 1258 parlamentari delle comunità autonome si arriva a 1874 parlamentari, piazzando la Spagna al 20 posto per minor numero di rappresentanti ovvero al 9 posto per maggior numero di rappresentanti pro capite.

Quindi se si includono i parlamentari degli enti federati di Germania, Spagna e Belgio, l’Italia con 945 parlamentari non è più al sesto ma al 4 posto per minor numero di rappresentanti pro capite dietro solo a Paesi Bassi, Francia e Polonia.

E non abbiamo calcolato il numero di rappresentanti dei territori di oltremare sia dei Paesi Bassi che della Francia, che sono sicura che ci riserverebbero delle sorprese.

Comunque con la riforma l’Italia passerebbe da 1 rappresentante ogni 62815 abitanti (al sesto posto per minor numero, o al quarto se si considerano i paesi federali) a 1/98933 abitanti diventando in assoluto il paese in UE con il minor numero di abitanti pro capite.

Quindi abbiamo visto come nel rapporto parlamentari su numero di abitanti l’Italia al momento sia al 4 posto per minor numero di rappresentanti se si contano i parlamentari regionali di Spagna e Germania, e diventa il primo paese per minor numero di rappresentanti con il successo del SI.

Con il successo del SI l’Italia diventa il paese meno rappresentato di tutti i 28 paesi UE

Ricordiamo che i consiglieri regionali sono già stati ridotti nel 2012 ma che non sono affatto comparabili con i parlamenti federati dei paesi federali come Germania Spagna e Belgio.

Infine bisogna votare no per bocciare il m5s l’apogeo dell’antipolitica che sta attuando le politiche dettate dall’OMS e il FMI di distruggere gli stati nazionali per traghettarci verso la digitalizzazione totale con la scusa del covid, la moneta digitale in salsa capital comunista alla cinese.

Per fare questo la nostra costituzione è sempre stata di intralcio ai disegni dell’élite: secondo me bisogna che i parlamenti siano quanto più popolosi possibile, e bisogna distruggere la struttura antidemocratica gerarchica e personalistica dei partiti, i cui vizi sono pedissequamente copiati dai partitini che nascono ogni giorno e che si dicono sovranisti: direttivi che non si presentano alle assemblee generali, personalismi odiosi, cooptazioni, programmi politici non dibattuti nel rispetto e nella ricerca di un consenso.

Bisogna votare no, per concentrarci su questo, ed evitare di  uccidere il neonato lasciando l’acqua sporca.

Riferimenti

https://scenarieconomici.it/riforma-numero-parlamentari-le-falsita/


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