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“RECOVERY FUND”: LA COMMISSIONE BATTE GIA’ CASSA CON LE TASSE

Mi dispiace dare l’ennesimo colpo a tutti coloro che si aspettano un “Recovery fund” gratuito. Nel perfetto mondo deflazionistico dell’Unione Europea non si può pensare di generare denaro tramite la Banca Centrale e, magari, in un momento di follia, farli arrivare direttamente a chi ne ha bisogno. Purtroppo invece tutti questi soldi saranno pagati, direttamente o indirettamente, da noi. Ad esempio l’ex commissario europeo, e membro autorevole del PPE di lato austriaco, Johannes Hanh, che sul Financial Times è intervenuto auspicando l’immediata applicazione di nuove tasse legate al “Recovery Find” detto anche “Next Generation Fund”:

L’unica possibilità per Hanh è fornire la commissione con nuove entrate dirette, leggasi nuove tasse europee, per poter pagare il previsto debito di 750 miliardi per il recovery  plan (in realtà sono 500 perchè 250 sono previsti essere prestiti agli stati). Queste nuove risorse dovrebbero essere ottenute tassando le 70 mila società con fatturati globali superiori ai 750 milioni che operano a livello globale.

Che bello, direte voi, un intervento anche socialmente corretto!! State attenti che c’è la fregatura, anzi ce ne sono più di una. Vi vorrei far notare che:

  • queste 70 mila società per la maggior parte si abbeverano di esenzioni nei paradisi fiscali interni alla UE come Paesi Bassi, Lussemburgo ed Irlanda. Questi paesi hanno un potere notevole nel Consiglio, basti far notare che il ricco Lussemburgo, con un Pil pro capite pari a 107 mila euro annui è un percettore netto dei contributi europei, mentre l’Italia con un valore di 35 mila è un pagatore netto. Pensare di far passare in Consiglio dell’Unione una proposta di tassazione del genere senza che alcuni paesi pongano il veto?
  • queste multinazionali hanno una possibilità di elusione impensabile per l’uomo della strada o perfino per il medio imprenditore;
  • comunque, quando emettono servizi in regime oligopolistico (pensiamo ad esempio ai big del web o del settore farmaceutico) non farebbero altro che ribaltare sui prezzi l’aumento della tassazione stessa. Alla fine a pagare queste tasse sareste, indirettamente, tutti voi.

Quindi con il Recovery (o Next Generation) Fund  ci sarò SICURAMENTE un buco da coprire, ma la copertura difficilmente potrà  venire dalla definizione di una tassa societaria comune europea, come spera Hanh. Molto più probabilmente verrà da tasse a livello di consumi, con tasse sui carburanti o servizi essenziali, cioè qualcosa facile da incassare e con entrate sicure. Quindi il “Recovery fund” verrà direttamente dalle vostre tasche….


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