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RECOVERY FUND: i tedeschi iniziano ad avere paura della propria creazione

Ieri i padroni dell’Unione, Macron e la Merkel , si sono incontrati nella villa estiva del presidente francese per un colloquio riservato nel quale avranno deciso i passi dell’Unione nei prossimi mesi e con il recovery plan. Loro decidono, gli altri si aggregheranno, o si arrangeranno.

Però i tedeschi più passa il tempo, meno sono convinti della scelta fatta con i 390 miliardi a fondo perduto del Recovery Plan. Sempre più cittadini si sentono vicini alle posizioni degli austeri austro-olandesi, piuttosto che a quelle del governo centrale della Merkel. Questo traspira da un articolo, da apertura online, della Welt.

L’articolo appare terrorizzato, letteralmente, per i pericoli che il risparmiatore-contribuente tedesco verrebbe a correre per la superficialità ed il modo affrettato con cui sono fate le cose.

I percoli visti, per i tedeschi, sono:

NASCITA DI UN DEBITO EUROPEO RECIPROCO:  Alla fine sia la parte a fondo perduto sia quella a prestito del Recovery  Fund saranno finanziate a debito, ma pagate da tasse anche tedesche, e questi ritengono improbabile che Italia e Grecia rimborsino questi prestiti. Basterebbe non darli…

CONTROLLI INADEGUATI: il 70 per cento dei 750 miliardi di euro sarà distribuito nei primi due anni, il 30 per cento nel 2023. Klaus-Heiner Lehne, capo della Corte dei conti europea, ha avvertito: “Ciò aumenterà la  necessità di controlli da parte della Commissione europea, ma lei non può svolgerli,   il che aumenta il rischio di non conformità legali e l’adeguatezza dei fondi dell’UE utilizzati, e alla fine ci saranno più errori “. In teoria le spese  dovrebbero essere il più possibile favorevoli alla lotta al cambiamento climatico e alla digitalizzazione, creare posti di lavoro, stimolare la crescita e rispettare le “raccomandazioni specifiche per paese” dell’UE Commissione partita (le famose letterine). Peccato he alcune di queste indicazioni siano in contrasto fra di loro. Probabilmente poi non ci sarà proprio la capacità di utilizzare questo volume enorme di fondi.

TRASFERIMENTO DI DENARO, NON LOTTA AL CORONAVIRUS. I tedeschi temono che alla fine questi soldi creeranno solo una ingiustificata euforia nel sud Europa ed un trasferimento di denaro e non saranno utili a nessuna campagna per il contenimento del Coronavirus. Però alla fine non era questa la finalità del Recovery Fund.

I VIOLATORI DELLO “STATO DI DIRITTO”. Ci sono due paesi che le elite sinistroido-verdi tedesche vedono come il fumo negli occhi, cioè Polonia ed Ungheria, anche se poi questi paesi, quando necessario, sono chiamati ad agire come fedeli satelliti di Berlino. Secondo il giornale della borghesia tedesca la Merkel ha lasciato troppe concessioni a questi paesi.

DA FONDO TEMPORANEO A DEFINITIVO. Il Recovery Fund dovrebbe essere un’operazione Una Tantum, ma, come per EFSF, i tedeschi temono sia il cavallo di Troia per un’operazione definitiva.

Questa visione del Recovery mette in luce come, alla fine, la borghesia tedesca abbia una visione di questi fondi non diversa dai tanto vituperati Austeri e Nordici. Alla fine pensano che siano soldi gettati via, anzi peggio, regali per gli italiani. In realtà non serviranno a nulla e pure il trasferimento di ricchezza sarà molto limitato.


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